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Lombardia, Mammì (M5S): "Sanità, rivedere il rapporto pubblico-privato"
Gregorio Mammì

Lombardia, Mammì (M5S): "Sanità, rivedere il rapporto pubblico-privato"

"Il problema, se vincerà Attilio Fontana, è che sarà un presidente totalmente a comando di Fratelli d'Italia. Se non è riuscito a portare a casa un risultato positivo quando il partito di maggioranza era il suo, figuriamoci adesso...". L'affondo arriva da Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5s ricandidato alle regionali nella lista di Milano e provincia. Il pentastellato, in un'intervista ad Affaritaliani.it Milano, delinea quelle che sono le sue priorità per la Regione, a partire dalla sanità.

Mammì, la prima cosa che dovrebbe fare il nuovo assessore al Welfare?
Rivedere il rapporto fra pubblico e privato. Non puoi pensare di mantenere le agende divise, di far scorrere le liste d'attesa e di lasciare le prestazioni più remunerative al privato. Serve una revisione del modello, che deve essere basato sulle esigenze di cura e non di guadagno. Per un'ernia la lista di attesa in Humanitas è di due anni, per un intervento qualsiasi di impiantistica ti operano subito. La Regione ha appaltato un elenco di prestazioni senza guardare le esigenze dei cittadini.

Come si affronta la carenza di medici e infermieri?
La Lombardia ha i medici più anziani e col numero di assistiti più grande d'Italia. Intanto serve una loro sburocratizzazione, e poi valorizzare le altre professioni. Se ho bisogno di un presidio per la riabilitazione oggi devo andare dal medico di base, quando potrei avrei un fisioterapista a disposizione. Inoltre oggi abbiamo un medico ogni 1500 pazienti. Solo che i pazienti hanno diverse esigenze. Ho conosciuto in questi anni alcuni medici che esercitano in zone di nuova edificazione, dove i residenti sono per lo più famiglie giovani che hanno meno bisogni sanitari, a differenza magari di altri quartieri abitati maggiormente da anziani dove la richiesta è più alta.

Capitolo disabilità. Pierfrancesco Majorino, sul tema, ha criticato l'operato della Regione.
Occorre pensare alla disabilità non come una prestazione da erogare ma come una persona che ha dei bisogni e questo comprende il fatto che ci si deve occupare anche della sua famiglia e del contesto in cui vive. Bisogna valorizzare i caregiver e riorganizzare l'assistenza domiciliare che deve essere integrata con servizi sociosanitari. Abbiamo tanti genitori con figli disabili che non posso mandare i bambini a scuola perché non sono stati fatti bandi per l'insegnante di sostengo o perché non riescono a fare una visita da un neuropsichiatra.

Giuseppe Conte, se il governo abolirà il reddito di cittadinanza, ha proposto una misura regionale integrativa per i percettori.
Chiunque vincerà le regionali dovrà affrontare il tema della povertà. E non potrà farlo senza pensare di dare sostegno a queste persone, magari collegando il reddito ad azioni socialmente utili. In Lombardia la crisi dei nuovi poveri riguarda anche quei lavoratori di aziende che hanno chiuso o delocalizzato. Potrebbero essere utilizzati nella formazione dei giovani. Qualcosa, come un reddito regionale, andrà fatto: nessuno deve vivere sotto una certa soglia di povertà.

La doppia cifra è l'obiettivo del M5s?
Abbiamo smesso di pensare al nostro risultato quando siamo entrati nella coalizione: l'obiettivo è vincere. Detto ciò il M5s può far bene e un risultato a doppia cifra farebbe più piacere di uno a cifra singola...

Per alcuni cittadini Conte è ancora visto come 'il premier che abbandonò la Lombardia' durante la pandemia.
Prevarrà questa narrazione?Parlando con i professionisti e con i cittadini ti rendi conto di come il fatto che il lombardo si sia sentito abbandonato da Conte sia soltanto una storia che raccontano i politici. Il lavoro che hanno fatto è sotto gli occhi di tutti. L'assessore Gallera, per quante volte andava in tv, è stato a un passo dal vincere il Telegatto. Ad ogni modo non penso che oggi l'elettore scelga in base a chi ha gestito il Covid, che invece il centrodestra usa come scusa per giustificare tutti i problemi.

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