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Milano
Niente di nuovo sul fronte regionale

Niente di nuovo sul fronte regionale

C’erano tutti, al gran completo. Da Berlusconi a Meloni, passando per Salvini e anche Lupi. Al teatro Dal Verme di Milano si sono mostrati in presenza – cosa che invece non era accaduta in Lazio settimana scorsa, quando il Cavaliere era comparso in video. E soprattutto sorridenti, quasi amici. “Non ci divideremo mai”; e “C’è chi sceglie anarchici, io scelgo lombardi” hanno detto i padroni di casa Berlusconi e Salvini. La chiusura della campagna elettorale del centrodestra ha detto poco sulle Regionali, ma più di qualcosa a livello nazionale.

Il ballo di fine Regionali

Per cominciare, era la prima riunione in presenza dei quattro leader dopo il voto del 25 settembre. A Milano è sceso tutto lo stato maggiore del centrodestra a sostegno di Attilio Fontana. Che ha ringraziato: “All’interno della maggioranza che ha governato negli ultimi cinque anni Regione Lombardia, non abbiamo mai avuto un momento di frizione e mai un accenno al minimo litigio”.

La premier Meloni è arrivata all’evento di chiusura delle Regionali lombarde, accolta da una standing ovation. Sommersa dai ‘Giorgia, Giorgia’ dei presenti armati di bandiere, la Presidente del Consiglio ha accesso gli entusiasmi della vigilia affermando che: “Siamo compatti perchè abbiamo un programma comune. Lavoriamo tanto su misure di carattere strategico perché è il vantaggio che hanno i governi con un orizzonte lungo”

Le ha fatto eco il vicepremier Matteo Salvini. “Noi sconfiggeremo i professionisti del no a tutti i costi, quelli che non vogliono niente, non vogliono strade, termovalorizzatori, centrali nucleari e ponti. Noi vogliamo un paese che viaggia veloce e sicuro”.

Un bilancio sui Cento giorni

L’unico che ha provato a riportare al centro dell’attenzione l’imminente voto regionale è stato Silvio Berlusconi. “Devo dire, per quanto riguarda questa cerimonia di conclusione di questa breve ma intensa campagna elettorale, che per me non è solo una cerimonia ma la festa della coalizione di centrodestra”. Dal palco del teatro Dal Verme di Milano, i leader del centrodestra hanno fatto un bilancio dei primi Cento giorni del governo. La kermesse ha assunto più le sembianze di un auto-elogio per il lavoro a livello nazionale, che di un evento sulla Lombardia.

Il centrodestra ha provato a mettere in mostra la propria – presunta – unità. E questo dovrebbe bastare per sconfiggere le opposizioni arrivate a ranghi sparsi alla sfida delle Regionali. Mostrarsi uniti e compatti – come hanno cercato di fare Meloni, Salvini e Berlusconi – è una strategia elettorale. Un tentativo di allontanare il problema nella stanza che si presenterà all’indomani del voto.

Equilibri post-Regionali

Lunedì in Lombardia si riproporrà lo stesso film visto il 25 settembre. Fratelli d’Italia otterrà realisticamente più voti della Lega, in quello che è il feudo per eccellenza del Carroccio. Alle politiche il partito di Matteo Salvini ottenne in Lombardia la percentuale migliore: 13%; comunque inferiore al 28% su base regionale del partito di Giorgia Meloni. La riconferma del sorpasso di Fdi segnerà il definitivo cambio di peso specifico tra alleati. Questo avrà pesanti ricadute. In primis sulla composizione della Giunta Regionale, che continuerà a essere guidata da Attilio Fontana. Ma anche sugli equilibri interni al governo nazionale di Giorgia Meloni.

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