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Milano
Scala, niente red carpet per la Prima. In scena "A riveder le stelle"
Teatro alla Scala (foto: Brescia e Amisano)

Scala, niente red carpet per la Prima. In scena "A riveder le stelle"

Niente smoking, niente sfarzosi abiti da sera, niente gioielli. Niente foyer pieno di vip, giornalisti, telecamere, fotografi tutti pronti a cogliere l'attimo di uno scatto, di una ripresa e della solita ma ambita domanda che faceva finire dritti dritti sui giornali: "che stilista ha disegnato il suo abito?". Felici e orgogliose di rispondere le sciure cosí come per sarti e couturier finire addosso a una damazza con un capo è sempre stato un fatto di grande prestigio e visibilità. D'altronde il red carpet della Prima è di quelli mondiali, chi conta c'è. O per lo meno c'era visto il triste 7 dicembre, almeno per la città di Milano, vede il teatro chiuso al pubblico causa pandemia. Ma non sarà cosí a livello globale. Se le rosse poltroncine del Piermarini rimarranno vuote, saranno in milioni da casa, incollati a televisori e altri schermi a gustarsi uno spettacolo eccezionale. 

Annullata la "Lucia di Lammermoor" di Domizzetti si è puntato su uno spettacolo unico di musica e danza, con il Direttore Riccardo Chailly, la regia di Davide Livermore e una parata di stelle da far rabbrividire. Tre ore di musica e danza con 24 tra le più grandi voci del nostro tempo, Roberto Bolle e i primi ballerini del corpo di ballo e l'Orchestra e Coro con il loro Direttore Riccardo Chailly.

"Entreremo nella fabbrica dei sogni della bellezza”, ha detto Davide Livermore, parlando di "A riveder le stelle", lo spettacolo che verrà trasmesso in diretta da Rai 1 e Radio 3 lunedî 7 dicembre. Ma tutto è iniziato ieri con uno degli appuntamenti ormai più importanti, l'Anteprima giovani Under30 che La Scala ha voluto mantenere viva. Non potendo avere tutti i ragazzi fisicamente il programma è stato trasmesso in streaming, realizzato appositamente per l'occasione con immagini di backstage delle prove e interviste agli artisti. La cosiddetta “Primina” per gli Under30 è ogni anno un momento  imperdibile per molti giovani appassionati, disposti a trascorrere intere notti in coda per accaparrarsi un biglietto. 

Il viaggio musicale  si aprirà con Rigoletto di Giuseppe Verdi e si chiuderà con Guglielmo Tell di Gioachino Rossini. 15 titoli in tutto, arie e duetti dai più amati compositori italiani ed europei (come Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini, Georges Bizet, Jules Massenet, Richard Wagner), con le scenografie che cambieranno a ogni estratto d’opera. E poi la danza: tre coreografie – di Nureyev, di Massimiliano Volpini e del parigino Manuel Legris, diventato direttore del Corpo di Ballo della Scala a dicembre 2020 – con musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Davide Dileo, Erik Satie e Giuseppe Verdi. Le arie d’opera e i momenti di danza saranno collegati da una narrazione: le lettere di Verdi, gli scritti di Victor Hugo, ma anche Fragile di Sting, recitati da attori famosi, coinvolti dal regista. Da Domingo a Bolle e pii 24 cantanti internazionali fra i più famosi al mondo, che hanno accolto l’invito della Scala: da Lisette Oropesa e Juan Diego Flòrez, i protagonisti dell’annullata "Lucia di Lammermoor", a Francesco Meli e Luca Salsi, applauditi alla Prima dello scorso anno.

"Sarà uno spettacolo straordinario - dice convinta Lella Curiel, la stilista regina della Prima - un evento unico. Livermore sta organizzando qualcosa di assolutamente diverso, bravissimo. Ad altissimo livello. È riuscito a portare i più grandi artisti, non so come abbiano fatto". È comunque una grande mancanza. "In settembre ottobre sono andata diverse volte alla Scala, i palchi erano alternati per mantenere le distanze quindi potevano benissimo fare una Prima limitata,  con le autorità, invitati speciali, prezzi modici. Si poteva parzialmente riempire la Scala. Ma abbiamo gente al goveno per cui non si può sperare che esaltino la cultura soprattutto in un evento mondiale come questo. Ma faccio i complimenti a chi ha studiato una Prima grandiosa di questo genere, portando i più grandi artisti". Gli stilisti di fama ci saranno lo stesso. Giorgio Armani, Dolce e Gabbana, Valentino, Curiel, Gialuca Capannolo e Marco De Vincenzo saranno sul palcoscenico con loro abiti creati per i protagonisti. 

Intanto il Teatro comunica una defezione. Il tenore Jonas Kaufmann ha comunicato che, con suo grande rammarico, a causa di indisposizione non potrà prendere parte alla Serata del 7 dicembre “… a riveder le stelle”. L’aria “Nessun dorma” da Turandot sarà cantata da Piotr Beczała.

Paola Bulbarelli 

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