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Milano
Trasporti/ Se lo sciopero nazionale serve a rivendicazioni locali

di Fabio Massa

La domanda sorge spontanea: ma che c’azzecca lo sciopero nazionale con Milano? La vicenda è quella delle metropolitane, che si fermeranno il 15 maggio per 24 ore, insieme a tram autobus etc etc. A proclamarlo è la Usb (Unione Sindacale di Base), che generalmente faceva numeri minimi, fin quando, a ridosso di Expo, le adesioni non hanno iniziato a crescere fino al picco del 28 aprile scorso in occasione dello sciopero dei CUB. Insomma, quello che si teme, sotto la Madonnina, è che ci sia un disservizio grave soprattutto sulla linea 1 che porta ad Expo. La qual cosa fa già gioire Trenord, almeno per quanto riguarda la cronaca che riporta Libero di oggi, perché “potrà fare il pieno”. Ma lo sciopero è davvero, come riporta il Corriere della Sera, il rinnovo del contratto scaduto da otto anni? Secondo un documento che Affaritaliani.it ha in mano, non è affatto così. Lo sciopero è infatti nazionale, e verte solo e unicamente sulle “riforme del governo renzi su lavoro, welfare, ammortizzatori sociali, pensioni e turnover. Mediazioni possibili? Nessuna. Basta leggere: “Essendo l’iniziativa di sciopero motivata da obbiettivi politici, la scrivente si ritiene esente dalle procedure di raffreddamento e conciliazione, così come previsto dalle vigenti norme”. E che c’azzecca il contratto, Expo, i turni e gli straordinari? Boh. Probabilmente nulla. Se non che Expo, oggi è un’arma infallibile per cercare di ottenere qualcosa. Nel caso di Trenord, il “fare il pieno”.

@FabioAMassa

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