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Milano
Uccise anziana con barattolo, chiesta una perizia psichiatrica

Uccise anziana con barattolo, chiesta una perizia psichiatrica

Serve una perizia 'terza' che possa stabilire se Damien Dobrev Borisov ha una patologia psichiatrica, derivante dal mancato controllo della rabbia o di altro tipo. E' quello che ha deciso la prima corte d'Assise di Milano (giudice Ilio Mannucci Pacini) nei confronti del 23enne che il 5 gennaio 2019 uccise la 90enne milanese, Carla Quattri Bossi, nell'agriturismo Podere Ronchetto a Milano. Il collegio dunque ha accolto la richiesta della difesa, affidata all'avvocato Angelo Morreale, e conferira' ufficialmente l'incarico al dottor Franco Martelli nell'udienza del prossimo 9 marzo. Sulla linea della seminfermita' mentale si era sempre mossa la strategia difensiva del giovane, suffragata anche una consulenza di parte affidata al dottor Raniero Rossetti, che nella scorsa udienza aveva testimoniato in aula esprimendo il suo parere sulla psiche dell'imputato, e ritenendo che l'omicidio sia "compatibile con un disturbo borderline, che comporta una cattiva gestione degli impulsi" e "stati dissociativi".

Sulla linea opposta l'accusa, rappresentata dal pm Gianluca Prisco e dall'Aggiunto Laura Pedio. Nel corso del processo e' emerso che il giovane aveva avuto un passato difficile in Bulgaria fatto di violenze da parte del padre e di stenti, e che da quando era stato affidato alla famiglia Bossi da parte dei servizi sociali aveva trovato un po' di stabilita'. Una condizione che sarebbe svanita di li' a poco con la fine del prolungamento dell'affido. Questa - secondo la difesa - la ragione del suo stato psicologico labile e dunque la causa scatenante della sua furia nei confronti dell'anziana che chiamava "nonna". Quel giorno le aveva chiesto di prestargli 200 euro e, vedendoseli negare, in preda ad un impeto d'ira, si era scagliato contro di lei, colpendola piu' volte con un barattolo di marmellata alla testa. La donna aveva perso i sensi quasi subito. Dopo averla uccisa, aveva preso i 200 euro contenuti in un vasetto nella stanza dell'anziana ed era scappato verso una nota discoteca del centro di Milano, in zona stazione Garibaldi. In seguito Dobrev Borisov aveva anche precisato che aveva "speso i 200 euro con delle ragazze". Intorno alle 4 era poi tornato in cascina in bicicletta, era andato a dormire e solo la mattina dopo si era preoccupato di lavare i vestiti sporchi di sangue. La richiesta di soldi non era la prima: gia' nei mesi precedenti il figlio della vittima aveva notato che una serie di somme, di circa 500 euro, sparivano regolarmente dagli incassi dell'agriturismo; non solo: il ragazzo era stato sorpreso a rubare e rivendere i blocchetti di biglietti dell'Atm che il podere offriva ai clienti. Le indagini erano state condotte dalla squadra Mobile di Milano, guidata da Marco Cali'. 

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