di Massimo Redaelli
Era parecchio tempo che navigavano, soprattutto su Internet, dubbi e perplessità circa l’integrità e la trasparenza dell’Adac, l’Automobil Club tedesco, autrice della più grande presa per i fondelli nel pianeta auto tedesco, soprattutto nei confronti dei suoi 20 milioni circa di iscritti. Dopo aver cercato di nascondere la verità, messa con le spalle al muro l’ADAC ha ammesso di aver falsificato non soli i numeri dell’edizione 2013 del premio “Gelber Engel” (vinto dalla “tedesca” Volkswagen Golf), ma anche quelli dell’edizioni precedenti.
Si tratta di un premio che viene dato alla vettura preferita dai tedeschi, ovviamente da non confondere con il più prestigioso “Car of th Year”. A portare a galla questa grande buffonata sulla quale poi il vincitore basa tutta la proprio attività di marketing e comunicazione, il magazine Süddeutsche Zeitung. Ed è proprio la testa del responsabile della comunicazione dell’ente tedesco a cadere per prima seguita, a “ruota” libera (è proprio il caso di dirlo), da quella del direttore della rivista dell’Automobil Club di Monaco di Baviera, normalmente inviata gratuitamente ai suoi iscritti. “I voti reali ottenuti dalla Volkswagen Golf sono stati gonfiati”. Ha dichiarato l’ex direttore qualche giorno dopo la premiazione, un certo imbarazzo (e molta vergogna, aggiungiamo noi). Dai 3.400 circa, infatti, ne sono stati attribuiti ben 34.299. Di fronte a questo Tsunami, qual è stata la reazione della casa di Wolsburg? Un semplice comunicato nel quale dichiara: “Siamo convinti che la Golf è l’auto più amata dai tedeschi”. Come dire… “Ogni scarafone è bello a mamma sua!” Chissà come sarà contenta la Merkel… da sempre sostenitrice dell’eccellente trasparenza tedesca!
