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Chi dice Donno dice danno. Tutte le baruffe del deputato M5s
Leonardo Donno

Chi dice Donno dice danno. Tutte le baruffe del deputato M5s 

Ieri il Parlamento ha dato spettacolo. Uno spettacolo orrendo, a suon di spintoni e cazzotti, svenimenti e referti. Protagonista del siparietto ripreso dalla stampa di mezzo mondo è stato Leonardo Donno, professione: provocatore, nel tempo libero anche deputato del Movimento Cinque Stelle.

La scenetta con protagonista Leonardo Donno

Montecitorio, interno, pomeriggio. Mentre la Camera sta per approvare le due riforme di premierato e autonomia, la tensione cresce. L’opposizione ha innalzato tricolori e intonato “Bella Ciao”. All’improvviso, il deputato Donno scende dal suo scranno verso i banchi del governo. Ha un tricolore in mano. Il grillino muove verso il ministro Roberto Calderoli, promotore dei disegni di legge. Cerca di avvolgere il leghista con il verde, il bianco e il rosso patriottici. Arrivano i commessi. Cercano di frapporsi tra il grillino e Calderoli. Donno insiste. Pochi secondi e arrivano altri parlamentari, altri commessi. Scattano tafferugli. Igor Iezzi, leghista, arriva in maniera più concitata di altre. Il grillino cade. È una rissa. Il bollettino: un commesso uscito in barella, lo stesso Donno portato via in carrozzella, dopo un malore.

Donno e Iezzi avevano già avuto uno screzio in Aula

Non è la prima volta che Donna e Iezzi si sono confrontati, oltre la normale dialettica parlamentare. A febbraio la discussione per il Milleproroghe ha conosciuto attimi estremamente concitati. Il voto sull'emendamento proposto da Alberto Bagnai ha prodotto forti tensioni, con un confronto ravvicinato proprio tra il leghista Iezzi e il pentastellato Donno, che si era avvicinato ai banchi della maggioranza. Il diverbio aveva portato alla sospensione della seduta. Qualche mese fa ci si era limitati a un incontro ravvicinato. “È una serata complicata, come spesso succede in commissione, ma quello che abbiamo visto supera le regole di questa attività e del ruolo che abbiamo” aveva ha detto Iezzi. Polemicamente, Donno aveva replicato: “Stigmatizzo il comportamento di un questore della Camera dei deputati che si permette di minacciare colleghi, dicendo "state facendo una pagliacciata, non vi passo nessun emendamento”. È inaccettabile. Io non minaccio nessuno. Il collega Ziello mentre alzavo la mano richiamando l'attenzione, diceva: “Quel dito se lo può mettere nel culo”. Mi sono avvicinato per dirgli di non usare queste parole. Se si è sentito minacciato... Poi il collega Iezzi si è agitato e non so perché”. Ieri, invece, dalle parole si è passati ai fatti.

Le mille e una provocazioni di Donno

Quella di ieri è stata la più eclatante provocazione di Donno, per certi versi riuscita (lo ha reso famoso nel mondo), per altri no (visto l’esito della colluttazione). Certamente, non è la prima volta che il deputato grillino fa sfoggio della propria vis polemica. Dalle proteste contro il Tap, passando per sceneggiate plateali tra i banchi del parlamento. Tutto viene poi riportato sugli attivissimi profili social dell’onorevole Donno.

La galleria delle scenette

Donno è ancora giovane, è nato a Galatina (Lecce) nel 1985. Da bravo deputato under40 è attivissimo sui social, in cui viene dato ampio risalto alle roboanti manifestazioni di dissenso. Il salentino Donno si è fatto strada nel mondo politico, cominciando dalla protesta contro il gasdotto Trans-Adritico, con tanto di magliette e felpe.
 


Quella ecologista è una battaglia sentita per l’onorevole, che prima di entrare in politica ha avviato nel 2013 un’impresa, specializzata in climatizzazione, riscaldamento ed energie rinnovabili. Entrato in Parlamento nel 2018, è stato relativamente calmo per la legislatura che ha visto quasi ininterrottamente il M5s in maggioranza. Si è limitato a prendere parte al flash mob, con palloncini e balconate, di commiato ai vitalizi.

L’opposizione colorita di Donno

Ma è dopo la rielezione nel 2022 che Donno ha cominciato a dare il meglio di sé. La legislatura inaugurata con le elezioni del 2022 ha visto il Movimento passare all’opposizione. Che il deputato salentino ha deciso di interprete in maniera vistosa. Agli attacchi social contro Meloni ed esponenti del governo, hanno iniziato ad accompagnarsi uscite roboanti alla Camera. Dapprima, si è presentato in Aula con il berretto giallo in sostegno al Superbonus. Poi dalla Camera è stato sospeso: a giugno ha ricevuto una sospensione di alcuni giorni per aver interrotto i lavori della Commissione, protesta politica in polemica con il riconteggio di alcune schede. Donno si è a più riprese scagliato contro la destra, arrivando a irridere Sgarbi, proprio per l’espulsione dalla Camera (ricordate quando il critico fu portato fuori dai commessi? Da ultimo, Donno aveva sfoggiato in Aula un’altra bandiera: quella palestinese, in aperta polemica pacifista contro il governo definito “complice di Netanyahu”.

 

 






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