Borse Hermes e Vuitton, cravatte, biancheria intima griffata, gioielli e regali. E ancora soggiorni in alberghi extralusso e auto. La lista delle spese pazze dei deputati dell’Ars è lunga e ricorda quelle dei colleghi dei consiglieri regionali di mezza Italia finiti sotto inchiesta per l’uso illegittimo dei fondi destinati ai Gruppi. A scoperchiare l’ennesimo scandalo della politica sono state le Fiamme Gialle. Nel registro degli indagati, con l’accusa di peculato, sono finiti 83 parlamentari siciliani e 14 consulenti e dipendenti dei Gruppi.
IL CASO FARAONE – Tra gli indagati figurano anche i nomi di Davide Faraone, attuale responsabile del Welfare nella segreteria del Pd (arriva dunque la prima grana per Matteo Renzi), e di Giovanni Ardizzone, allora semplice deputato Udc e oggi presidente dell’Assemblea regionale. L’ipotesi di reato è peculato.
“BENE SE PROCURA INDAGA. IO SONO SERENISSIMO” – “Benissimo la procura: indaghi. E se c’è qualche ladro deve pagare. Sono certo che emergerà chiaramente se c’è qualcuno che ha rubato e ha utilizzato le risorse per lucro personale”, ha dichiarato Faraone. “Per quel che mi riguarda, non ho ricevuto al momento alcuna comunicazione e sono comunque serenissimo. Anzi, quanto accaduto sarà l’occasione per far conoscere a tutti i modi in cui ognuno di noi utilizza le risorse destinate a fini politici e di rappresentanza”, ha assicurato.
