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Politica
Gay, Maesi (Arcigay): "Parole costruite ad arte? Non denunciamo il Papa"
Bergoglio  - Natascia Maesi

Frociaggine/ Maesi (presidente nazionale Arcigay) ad Affaritaliani.it: "Vannacci semina odio da mesi, il Papa. Non lo denunciamo, ma siamo sorpresi a fatichiamo a commentare queste parole"

 

"Sono espressioni che fatichiamo a commentare e fuori luogo attribuite a un Pontefice. Un linguaggio che rafforza lo stereotipo che dà luogo alla discriminazione nei nostri confronti. Dal Papa ci aspettiamo, così come dalla Chiesa, parole di accoglienza e un linguaggio rispettoso". Natascia Maesi, presidente nazionale di Arcigay, commenta con Affaritaliani.it le esternazioni attribuite a Papa Francesco sulla 'frociaggine'. Va detto che nel primo pomeriggio di oggi la sala stampa del Vaticano ha spiegato che "Papa Francesco è al corrente degli articoli usciti di recente circa una conversazione, a porte chiuse, con i vescovi della CEI. Come ha avuto modo di affermare in più occasioni 'Nella Chiesa c'è spazio per tutti, per tutti! Nessuno è inutile, nessuno è superfluo, c'è spazio per tutti. Così come siamo, tutti. Il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi, e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l'uso di un termine, riferito da altri". Fatta questa precisazione, restano le parole del Papa. "Siamo molto sorpresi da parole grevi, sopra le righe e molto distanti dalle affermazioni alle quali questo Pontefice ci aveva abituato" afferma Mesi,

Il generale Roberto Vannacci, candidato indipendente nelle liste della Lega alle Europee, ad Affaritaliani.it si è chiesto come mai la comunità Lgbtq non denunci il Papa come è stato fatto con lui. "La trovo una provocazione", risponde la presidente di Arcigay. "Il tenore delle affermazioni di Vannacci nel suo libro e nelle sue uscite è ben diverso. Il generale ha sostenuto per mesi il diritto a odiare, ha fatto dichiarazioni omofobe, sessiste, razziste, abiliste sparando a zero su tutte le minoranze. Le parole del Papa ci lasciano sorpresi, stupiti anche per il contesto nel quale sono emerse. Siamo in difficoltà a commentare queste parole molto, molto strane. Il disegno di odio di Vannacci è chiaro, Bergoglio ci ha spiazzato con parole che è difficile attribuire ad un Pontefice. Ci è anche venuto il dubbio che fosse un'operazione per screditarlo e creare un solco tra la nostra comunità che è fatta anche di persone credenti e la Chiesa. Vannacci semina odio da mesi, il Papa no".

"Bergoglio aveva fatto anche aperture alla comunità Lgtbqia* per poi fare retromarcia quando ha attaccato l'ideologia gender, ma siamo talmente basiti dal tenore di queste esternazioni che non si può escludere che siano costruite ad arte. In più di una circostanza abbiamo avuto scontri anche duri con la Cei e non abbiamo risparmiato critiche, non sia succubi della Chiesa e del Vaticano. Ma questa situazione è talmente surreale che non avrebbe senso agire contro il Papa. Parole scomposte e non degne di un Pontefice che ci lasciano perplessi e che lasciano aperti molti interrogativi anche perché sono affermazioni distanti dal linguaggio di Bergoglio", conclude Maesi.






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