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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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Rosario Crocetta
"Continuerò a governare, dialogando con tutti i partiti, e chiedendo il voto provvedimento per provvedimento". Rosario Crocetta, governatore della Sicilia, non si scoraggia dopo il ritiro degli assessori Pd dal governo della Regione. E con una intervista ad Affaritaliani.it spiega: "Il Pd mi ha lasciato perché da un lato ho combattuto una rete di interessi, dall'altro perché non ho accettato nuove nomine". E aggiunge: "Io non sono un pupo. Non ricevo ogni mattina i pizzini del Pd per prendere le decisioni". E sul Congresso del partito: "Non ho scelto da che parte schierarmi perché ho una linea alla Letta, voglio pensare al governo. Ma questo non basta ai notabili. Bisogna stare nel gioco delle correnti nel Pd altrimenti si viene fatti fuori". Poi accusa: "Almeno il 50% dei miei iscritti sono dipendenti delle società di formazione in Sicilia, è un partito azienda".


Governatore Crocetta, dopo il passo indietro del Pd, che ha ritirato i suoi quattro assessori, il governo della regione è a rischio?
"No, non succederà nulla. Sono molto tranquillo e sereno e porterò avanti un grande programma di riforme per la Sicilia. Intendo farlo senza che ci siano i diktat di questo o quel partito, anche del Pd. C'è una necessità impellente di riforme e di rottura con il sistema di potere".

Perché il Pd se ne è andato dal governo?
"Da un lato il Pd mi ha lasciato perché ho combattuto una rete di interessi che si erano sedimentati nel corso degli anni. Dall'altro alcuni vogliono delle fortune, delle nomine personali. Ma quando mai un partito esce dal governo perché non vengono nominati due assessori. E' ridicolo".

Ritiene di aver tenuto la schiena dritta?
"Io tengo la schiena dritta con coraggio e trovo assurdo che il Pd a livello nazionale mi lasci in pasto a queste situazioni. In questi mesi di governo ha scontentato parecchia gente appartenente al sistema di potere. Due miliardi e mezzo di risparmi non li puoi fare senza pestare i piedi a qualcuno, almeno che tu non voglia fare della macelleria sociale".

Adesso che non ha più il sostegno del Partito democratico come governerà?
"I prossimi provvedimenti li porto in Aula e chi vorrà li voterà. Io mi rivolgo direttamente alla base del Pd e al popolo siciliano. Per la prima volta la Sicilia ha una visione nuova e moderna. Siamo riusciti a spendere i soldi dei finanziamenti europei, abbiamo varato delle riforme importanti, come quella dei rifiuti e dell'acqua pubblica. E' assurdo che nel momento in cui facciamo questo i partiti ci mettono i bastoni tra le ruote".

Il Pd dice che lei era sordo alle loro richieste.
"Ma io no sono un pupo. Io non sono stato eletto per andare a prendere ogni mattina i pizzini del partito per prendere le decisioni. Devo discutere con tutte le forze della coalizione e anche con le opposizioni visto che non è uscita una maggioranza parlamentare certa. Io non sono qui in rappresentanza di un lobby.

Lei ha giustamente ricordato che deve parlare con tutti, con il Pd, il M5S, il Pdl. Crede che questo modello possa essere adottato anche a livello nazionale?
"Spero di sì. Letta è impallinato da Berlusconi, ma anche dal Pd. E' una vergogna, In una fase così difficile del Paese la classe politica italiana non ha la consapevolezza della drammaticità della crisi. Ma dalla crisi non si esce con i veti incrociati, con gli aut aut. Chiunque fa delle scelte di governo viene impallinato dai gruppi che difendono i loro privilegi".

Usciamo per un attimo dalla scena siciliana, che cosa pensa dei candidati alle primarie? Sosterrà qualcuno?
"Io non ho scelto da che parte schierarmi perché ho una linea alla Letta, voglio pensare al governo. Ma questo non gli basta ai notabili. I miei guai dipendono dal mio mancato schieramento congressuale. Bisogna stare nel gioco delle correnti nel Pd altrimenti si viene fatti fuori. Almeno il 50% dei miei iscritti sono dipendenti delle società di formazione in Sicilia, è un partito azienda".

Vuole dire che la metà del partito ha trovato lavoro grazie al partito stesso?
"Hanno ottenuto il lavoro grazie al sistema politico che gestisce la formazione. Come faccio ad avere un confronto sereno quando ci sono questi interessi in mezzo. E il Pd nazionale assiste impotente".

Forse hanno gradito poco il lancio della sua lista, il Megafono.
"Macché, è lo stesso Pd che chiede queste liste, come è successo in Lombardia. E' grazie questa lista che abbiamo vinto".

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