di Antonino D’Anna

Comunione e Liberazione? Gente “Forte sulla dottrina cattolica, ma che dimostra anche attitudini organizzative”. “La gerarchia cattolica si va arroccando su posizioni conservatrici che danno un posto di rilievo a CL”, “Dà una forte immagine confessionale”. Una “Luce splendente, ma i leader della DC non la vedono proprio in questo modo (…) sono un po’ meno felici di vedere un nuovo gruppo cattolico di pressione che sembra quasi una fenice clericale”, ma a rischio di deriva marxista nei timori del Vaticano. E la nascita del Movimento Popolare di Roberto Formigoni, che poi si scioglierà nel 1993. Nei Kissinger Files di Wikileaks, resi pubblici nei giorni scorsi, i cablo delle ambasciate USA raccontano l’ascesa di CL da una prospettiva riservata. I documenti desecretati indicano l’attenzione da parte dell’amministrazione Ford per questo movimento. Fino al famoso cablo dell’agosto 1975 in cui si parla apertamente di dare sostegno al movimento di don Luigi Giussani. Affaritaliani ha riletto quelle carte. Ecco come la diplomazia yankee raccontò a Heny Kissinger, il Metternich di Washington, l’ascesa di CL.
1975, L’ANNO DEL PCI- Una premessa storica. Siamo nel 1975 ed è un anno cruciale per la politica italiana. A giugno il PCI guidato da Enrico Berlinguer si è affermato alle regionali con un risultato pari al 33,46% contro il 35,27 della democrazia Cristiana. Sono gli anni in cui si parla del compromesso storico e l’avanzata del più forte partito comunista europeo, secondo solo a quello dell’Unione Sovietica (e ad esso ancora in qualche modo legato, anche se Enrico Berlinguer sta scegliendo la “terza via”), non può che preoccupare l’amministrazione americana. A quel tempo, in piena Guerra Fredda, l’Italia è il più importante paese di frontiera: è a Trieste che comincia la Cortina di Ferro (anche se la Jugoslavia è uno dei paesi non allineati) e agli americani, naturalmente, l’affermazione dei comunisti non piace. Meglio cercare alleati, oltre ovviamente alla Democrazia Cristiana. O comunque iniziare un’attenta analisi.
ECCO CL- E l’analisi dà i suoi risultati. Il primo cablo, non leggibile ma intitolato “Movimento Comunione e Liberazione”, data 18 agosto 1975. Proviene, vista l’intestazione “Milan”, dal Consolato di Milano. Il 7 ottobre, in un cablo dedicato alle elezioni del 15 giugno, si parla della nuova giunta che guida Piacenza, “la più povera delle province controllate dai comunisti in Emilia, alla fine caduta sotto il controllo comunista alle elezioni del 15 giugno”. Bene, i socialisti hanno fatto la giunta comunale col PCI. E sull’argomento interviene il vescovo di allora, Enrico Manfredini: “Il vescovo conservatore Enrico Manfredini, a favore del referendum sul divorzio, ha parlato con molto calore di Comunione e Liberazione. La vede come una speranza bianca”. Gli americani osservano: “Il fatto che CL abbia eletto il suo candidato in giunta comunale il 15 giugno ha dato alla sua leadership la convinzione che l’approccio di CL ha funzionato”. Commento finale: “La visita a Piacenza rafforza la sensazione dell’importanza che mostriamo la nostra presenza in province dove i leader anticomunisti si sentono abbandonati e bisognosi di conforto sulla nostra politica e le nostre ragioni. Suggerisce inoltre che la gerarchia ecclesiastica locale sta guardando con speranza a CL per recuperare la situazione, al momento non è chiaro con quanta fiducia nel fatto che ciò avvenga”.
(Segue: E il Vaticano ebbe paura che CL diventasse un movimento marxista…)
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PARLA BASSETTI: “LA CHIESA SI ARROCCA SU POSIZIONI CONSERVATRICI, SPAZIO A CL”- Il 22 ottobre dal Consolato arriva un cablo che riferisce di un colloquio con Piero Bassetti, ex presidente della Regione Lombardia da un anno e rappresentante dell’ala cattolico-sociale della DC. Democristiano doc dal 1947, Bassetti l’anno dopo diverrà deputato al Parlamento. Qui spiega che la Balena Bianca si sta dividendo “in due grosse fazioni: il suo GR (Gruppo per la Rifondazione della DC), che sarà a sinistra, e un nuovo gruppo che ha detto si sta formando a Milano al momento – la Democrazia Popolare che comprenderà Forlani (Arnaldo, N.d.R.), Fanfani (Amintore) e il tradizionale centrodestra DC. Per come la vede lui, gran parte del partito supporterà Forlani che diverrà segretario e quasi nessuno appoggerà il gruppo di Bassetti”. Infatti nel ’76 Forlani diverrà, seppure di pochi voti, segretario DC battendo Benigno Zaccagnini. Bassetti va quindi al sodo: “Non lascia sorpresi se Bassetti veda questa (l’elezione di Forlani alla segreteria DC, N.d.R.) come una brutta notizia. Sostiene che la maggioranza a guida Forlani farà nient’altro che raccogliere la destra DC tradizionale senza alcun’attrazione verso elettori che hanno votato PCI o PSI alle elezioni di giugno. Ritiene che la Gerarchia della Chiesa stia serrando le fila attorno ad una posizione conservatrice che dà un ruolo prominente a Comunione e Liberazione. Tutto questo, secondo Bassetti, indica un revival del clericalismo che allontanerà socialisti, socialdemocratici, repubblicani, liberali e cattolici laici. Alla fine polarizzerà la scena italiana e renderà il compromesso storico inevitabile, ma forse accettabile per la Gerarchia della chiesa sottoforma di accordo negoziato (tra DC e PCI, N.d.R., che nel ’76 porterà ai governi Andreotti della “non sfiducia” e ai comunisti al governo nel ’78)”.
“IL VATICANO PREOCCUPATO PER CL”- Passano 24 ore e le telescriventi americane riprendono a ticchettare. Il 23 ottobre è il turno di un lungo memorandum dedicato ai rapporti Vaticano-Italia firmato da John Volpe, allora ambasciatore USA in Italia (1973-1977). Volpe riferisce una conversazione di due ore e mezza avvenuta una settimana prima con Peter Nichols, corrispondente del Times di Londra a Roma, “sull’allarme del Vaticano riguardo i successi dei comunisti alle recenti elezioni, il desiderio del PCI di relazioni più strette col Vaticano, i timori del Vaticano verso il compromesso storico, e gli sforzi di Oltretevere per il rinnovo della DC”. Paragrafo 6: “Nichols ha detto che il Vaticano sta incoraggiando la rifondazione della DC. Non è ancora preparato a disassociarsi dal partito. La Chiesa sta tirando le fila per riattivare i gruppi di Azione cattolica. Il signor Nichols, confermando l’impressione che uno trae dalla lettura dei giornali, ha detto che i gruppi di Azione cattolica formati da professionisti, donne e giovani sono più attivi e stanno tenendo riunioni e incontri con maggior frequenza rispetto all’anno scorso”. Dopodiché Volpe scrive, riportando sempre il pensiero di Nichols: “Ma il Vaticano è preoccupato per la proliferazione dei movimenti cattolici. È turbato specialmente da “Dissenso cattolico”, “Cattolici per il Socialismo”, così come per movimenti quali “Comunione e Liberazione”, quest’ultimo perché proietta una forte immagine confessionale e perché il suo completo rifiuto del capitalismo potrebbe portarlo a unirsi con movimenti marxisti”. Addirittura! E ancora: “Il Vaticano intende, pertanto, esercitare pressioni per frenare i primi due e curare attentamente CL perché non si allontani troppo e vada a finire nell’ideologia marxista”.
(Segue: nasce il Movimento unitario Popolare, che vuole essere antimperialista. Ma c’è chi si spaventa. E allora CL cambia strada. Il fautore del MUP? Don Giussani…)
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IL MOVIMENTO POPOLARE- Il 17 dicembre ecco un altro cablo. “È con più candore che orgoglio che riportiamo una fotografia confusa di un importante sviluppo nella politica cattolica lombarda”. Cioè? “Il grande dibattito all’interno della DC e il movimento cattolico a seguito del referendum (sul divorzio del ’74, N.d.R.) e le elezioni del 15 giugno sta arrivando ad una conclusione. Un aspetto di questo processo è il doloroso travaglio di quelli che in Lombardia stanno provando a dare vita ad una nuova struttura nazionale per collegare la DC e le sue correnti a vari movimenti legati alla Chiesa per condurre la prossima battaglia politica. Vista la paternità confusa, il precedente falso parto a metà novembre e la banda di levatrici politiche che si prendono a gomitate tra loro (che immagine poetica, N.d.R.), l’osservatore può solo riportare che il già battezzato nuovo arrivo in politica, il Movimento Popolare, è atteso in quel di Milano il 21 dicembre”. Chi è che ha provato il parto il 16 novembre dell ostesso anno? “Un gruppo di leader DC milanesi, appartenenti alle principali correnti (dorotea, forze nuove, base), si è incontrato con i leader di CL per formare un nuovo raggruppamento cristiano democratico. Circa 70 rappresentanti di varie istituzioni cattoliche hanno preso parte al meeting su “basi personali””. Chi ha partecipato? Vittorino Colombo (l’uomo che ha aperto l’Italia alla Cina), Gino Colombo, Andrea Borruso (indicato come leader di CL), Maresco Ballini, Dino Longoni, Alessandro Pastore, Giuseppe Ricca (questi quattro sono indicati come “leader CISL di secondo piano”), Filippo Hazon (giunta regionale lombarda), il gesuita Padre Angelo Macchi dal Centro San Fedele, Giovanni Marcora della Base, ministro dell’agricoltura; Antonio Marzotto della DC e Roberto Mazzotta
CHE COSA PENSAVA CL- Il “credo preparato da CL”, osserva il cablo, prevede una piattaforma di discussione “per una nuova società rispettosa dell’essere umano, che supporti l’unità in ogni campo, sia costituita per servire il popolo e non viceversa. Una tale società dovrebbe essere anticapitalista, antimperialista e potrebbe solo essere costruita attraverso un movimento o partito che sia la vera espressione del popolo”. Se non fosse il 1975, quest’ultima affermazione potrebbe andare bene persino per i Grillini di oggi. Chi può dare quest’energia? Ovviamente “solo la comunità cattolica”. Sembrerebbe di essere a Todi, a leggere il comunicato stampa diffuso dal Movimento in quell’occasione e qui riportato: “Non siamo un nuovo partito né una corrente dentro la DC. Siamo una nuova realtà per stimolare l’azione nel mondo cattolico, che può così ritrovare la sua unità, permettendo ai cattolici di rendere un miglior servizio alla società”. Ricorda qualcosa ai lettori? Todi, anche vista dal bianco e nero del ’75, non sembra così lontana.
CL? RISCHIO “MOSTRO INCONTROLLATO”- Ma qualcosa va storto. Sempre il cablo del 17 dicembre riporta che: “Malgrado le previsioni degli organizzatori che il Movimento Popolare sarebbe nato il 16 novembre, qualcosa è andata male con la coalizione di organizzazioni cattoliche raccolte attorno a CL che non si sono coagulate”. Perché? Risposta: “I motivi non sono chiari. Ma un maggior ostacolo sembrerebbe sia stato rappresentato da cattolici che sono preoccupati sia dal fatto che CL potrebbe diventare un mostro incontrollato che da quelli che ritengono come il centrodi gravità dell’MP sia troppo a destra”. Soluzione: “Ora si prevede un lancio il 21 dicembre con una nuova piattaforma pensata per smorzare alcune delle idee di CL troppo radicali sull’economia. L’obiettivo dei promotori è quello di creare una struttura MP nazionale per portare i cattolici alla vittoria alle elezioni parlamentari”.
GIUSSANI VOLEVA IL MOVIMENTO POPOLARE- E chi è che spinge più di tutti su quest’impresa? “E’ don Luigi Giussani – riporta il cablo -, ideologo e guida di CL. Lui e il leader milanese Andrea Borruso vedono l’MP come un mezzo di relazione per dare a CL una macchina politica per mettere in pratica gli obiettivi ideologici di CL su base nazionale. E uno non può discutere l’argomento con Don Giussani senza concludere che egli rappresenti una concezione clericale della società italiana”. Ma: “Questo non significa, comunque, che CL sia necessariamente clericale né che l’MP possa esserlo. Entrambi sono soggetti a forze più potenti. E per questa ragione il futuro dell’MP resta un mistero. Al momento ci è stato detto sia che MP non è destinato a svolgere il ruolo pensato da CL e che quindi ognuno vuole farne parte; sia che potrebbe essere vero un altro fatto, e cioè che la richiesta di farne parte sia stata concepita dai suoi oppositori per prenderne il controllo e ricondurlo a scopi culturali”. Poi, come ha pubblicato l’Espresso nei giorni scorsi nel cablo del 19 dicembre 1975, Don Gius precisò al Console generale USA a Milano che: “Il Movimento Unitario Popolare è stato fondato sia pure tra molte perplessità (reluctantly, nel testo originale) per gestire le attività politiche a questo scopo (cioè, come riporta il cablo prima, perché “Le attività sociali, culturali e politiche di CL sono svolte allo scopo di rendere tali aspetti della società compatibili con l’obiettivo principale dell’organizzazione”, cioè “la promozione di uno stile di vita cristiano”, N.d.R.)”. Precisazione: “CL aveva sperato di essere in grado di lavorare attraverso gli attuali partiti senza una sua organizzazione politica, ma è arrivata alla conclusione che questo non avrebbe avuto risultati apprezzabili”. Don Giussani riferì di aver chiesto soldi per il MUP a Eugenio Cefis, allora presidente della Montedison. E gli americani gli chiesero se potessero aiutare finanziariamente il neonato movimento. Roberto Formigoni, che del MUP divenne leader, ha avuto modo di precisare a “Tempi” di non aver mai visto un solo dollaro USA. Il resto è storia.
I CABLO
18 agosto 1975 https://www.wikileaks.org/plusd/cables/1975MILAN+A-46_b.html
7 ottobre 1975 https://www.wikileaks.org/plusd/cables/1975MILAN01851_b.html
22 ottobre 1975 https://www.wikileaks.org/plusd/cables/1975MILAN01946_b.html
23 ottobre 1975 https://www.wikileaks.org/plusd/cables/1975ROME15398_b.html
17 dicembre 1975 https://www.wikileaks.org/plusd/cables/1975MILAN02372_b.html
