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32° Congresso Anm, l'intervento di Michele Emiliano

L'intervento del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al XXXII Congresso dell'Anm al Teatro Petruzzelli di Bari, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella:

 

Signor Presidente della Repubblica,

 

La Puglia è felice di accoglierLa nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli in occasione della cerimonia di inaugurazione del 32esimo Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati e dunque anche nella Sua funzione di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura garante dell’autonomia e dell’indipendenza di quest’ultima.

 

Saluto i componenti della Giunta Esecutiva Centrale dell’A.N.M. e tutti i Magistrati italiani qui convenuti, siamo onorati di poterVi ospitare a Bari e di essere partecipi di questo importante momento.

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Voglio dedicare un pensiero a tutti i magistrati italiani caduti nell'adempimento del dovere. Noi li ricordiamo tutti, indipendentemente dalla loro fama e dal loro ruolo, e siamo grati per quello che è stato il contributo a tutela della Costituzione.

 

Le parole che Lei, Signor Presidente, ha pronunciato nel Suo discorso al Parlamento il giorno dell’insediamento rappresentano per noi tutti motivo di speranza e fiducia nelle Istituzioni repubblicane e nella permanente validità del disegno dei Padri costituenti. In quella sede definì la corruzione come fenomeno che “divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini” e le mafie come “un cancro pervasivo che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti”.

 

Con lo stesso spirito mi permetta di dire che la politica e i politici hanno tante responsabilità nell'alimentare questi fenomeni negativi, ma che vi sono state non rare figure che hanno invece incarnato il tentativo di salvaguardare la propria terra da queste derive.

 

Mi permetterà di ricordare in questa sede il presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, che il 6 gennaio del 1980 perse la vita proprio nel tentativo di rappresentare la sua terra meravigliosa in modo diverso da come comunemente veniva percepita. Egli costituisce per noi tutti amministratori del Mezzogiorno un esempio straordinario di lucidità, moderazione e forza.

 

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I dati diffusi dalla Corte dei Conti e da numerosi centri di ricerca nazionali ed internazionali riescono a fotografare in modo impietoso il costo che ciascun cittadino è costretto a subire da corruzione e criminalità organizzata, sempre più due facce della stessa medaglia.

 

Il contrasto efficace a questi fenomeni criminali non può essere considerato solo una questione che attiene al diritto penale, ma dispiega i suoi effetti e le sue conseguenze sullo sviluppo e sul benessere delle nostre comunità.

 

Si avverte la necessità imprescindibile che il Parlamento agisca con ogni mezzo per garantire alla Magistratura, alle Forze dell’Ordine tutti gli strumenti idonei per farvi fronte. “Un sistema così complesso infatti deve collegarsi ad una visione organica che non ceda ad accordi parlamentari al ribasso.

 

In tal senso ritengo che il punto di vista dell’Associazione Nazionale Magistrati sulla riforma del processo penale debba essere sempre considerato e valutato con attenzione per numerose ragioni di merito, che non spetta a me riepilogare, e per una di metodo, che ritengo fondamentale: quando il Governo e il Parlamento, nel corretto svolgimento delle rispettive funzioni, decidono di portare avanti riforme che incidono sensibilmente sui meccanismi regolatori di grandi materie come il lavoro, la scuola, la giustizia, la sanità, è bene che lo facciano portando avanti un dialogo costruttivo e collaborativo con i settori interessati dalle novelle legislative, pur nel pieno rispetto delle prerogative e delle competenze di ciascuno.

 

Auspico dunque una maggiore sintonia che renda condivisa una riforma che, pur nella sintesi delle singole posizioni, possa raggiungere un risultato equilibrato, efficace ed efficiente.

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La leale collaborazione tra istituzioni dello Stato è un principio fondamentale che accomuna ciascuno di noi. È un principio che ci richiama costantemente ai valori più alti espressi dalla nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dall’Antifascismo, a tutela dei più deboli, degli indifesi, delle zone più sfortunate del nostro Paese e del Mondo, di coloro che lottano per la libertà e per l’eguaglianza ripudiando la guerra, la sopraffazione e l’illegalità.

 

Nella nostra esperienza quotidiana di amministratori e di rappresentanti dei cittadini desidero affermare che la Magistratura non è un concetto astratto, ma un punto di riferimento attraverso il quale quei valori si trasformano in norme applicate alla vita reale.

 

Vorrei dunque esprimere a tutti i Magistrati, a nome dei pugliesi, la gratitudine per l’infaticabile azione di contrasto alle mafie locali e a tutte le forme di criminalità. Grazie per essere sempre in prima linea al fianco dei cittadini onesti e delle imprese che non si piegano, e per non esservi risparmiati mai, neanche nei casi meno eclatanti e quotidiani, lavorando nel penale e nel civile finanche nei periodi di ferie pur di smaltire l’arretrato dovuto alla scarsità di personale e mezzi.

 

Signor Presidente oggi qui è ben visibile la presenza dello Stato.

Ed è grazie proprio a questo presidio certo e costante di legalità che, in molti casi, siamo riusciti a cambiare la nostra stessa Storia, e a renderla migliore.

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