A Bari il primo Simposio delle Chiese Cristiane Italiane - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 12:54

A Bari il primo Simposio delle Chiese Cristiane Italiane

Concluso a Bari il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia.

di Dario Patruno

Ho avuto il privilegio di vivere la due giorni del primo simposio delle Chiese Cristiane italiane a Bari in una esperienza immersiva e rigenerante. 

Le location della Cattedrale e della Basilica di San Nicola con i rispettivi responsabili, il parroco don Franco Lanzolla e il priore Padre Giovanni Distante, hanno ospitato centoventi delegati provenienti dall’intera nazione. La due giorni ha cercato e ci è riuscita di scrivere una nuova tappa decisiva nella grammatica di questo dialogo, dopo tre anni di preparazione. Pregare insieme, riflettere in otto gruppi di lavoro in otto chiese della Città vecchia, condividere momenti di convivialità in due ricchi buffet allestiti dall’Istituto Alberghiero Perotti con gli alunni nei diversi ruoli di chef e camerieri, guidati in maniera mirabile dai loro docenti, la preziosa testimonianza del presidente della CEI Cardinale Matteo Zuppi, il ruolo di padrone di casa al servizio di tutti gli ospiti dell’Arcivescovo di Bari- Bitonto Monsignor Giuseppe Satriano, significano tanto per costruire una pace che parte dal basso.


 

Ogni gruppo di studio alle 11 del sabato mattina ha potuto gustare nelle otto chiese dove erano ospitati i gruppi la focaccia barese offerta dal nostro Arcivescovo e portata dai sacristi della Cattedrale, piccoli gesti importanti per favorire un vero clima di accoglienza, a Bari tutti si sono sentiti a casa.  

Quattro le tematiche su cui si è lavorato, vescovi, laici e pastori delle confessioni: li riporto per comprendere la fecondità che nasce dal voler affrontare insieme le problematiche esistenziali concrete:

1) L’Ecumenismo come grammatica della pace;

2) L’Ecumenismo come dono per lo spazio pubblico,

3) L’Ecumenismo come cura della spiritualità;

4) L’Ecumenismo come sapienza delle differenze. 

In questo bel contesto, enorme il lavoro dell’Ufficio di segreteria dell’ UNEDI (Ufficio Nazionale Ecumenismo e Dialogo Interreligioso) guidato da Don Gianni Savina della CEI con la collaborazione della ComEDIM (Commissione Ecumenismo, Dialogo Interreligioso, Mediterraneo) della Arcidiocesi di Bari-Bitonto coordinata dalla sapiente regia del delegato diocesano Don Antonio Lattanzio.

Quali le confessioni presenti? Cattolica, Anglicana, Ortodossa e Antico Orientale, Protestante e Pentecostale e rappresentanti dei Consigli ecumenici delle Chiese. La cordialità, il rispetto la voglia di essere insieme, non arroccati sulle proprie posizioni ma consapevoli che la forza del Vangelo non annulla le differenze ma le sublima in un’ottica di dialogo, danno la cifra di quella full immersion.

La firma del Patto tra le Chiese in Cattedrale la sera del 23 gennaio segna il passo decisivo per la Via italiana al dialogo. E’ possibile? Si, secondo la risposta unanime delle Chiese. I diciotto firmatari del patto costituito da sei articoli si sono promessi reciprocamente di lavorare e pregare per questa unità con l’impegno a rivedersi nel 2028 a Firenze per cogliere i frutti di questo dialogo e rilanciare il programma.

Emblematico l’Articolo 1 che recita: 

Articolo 1 - Fondamento della comunione

Riconosciamo che la nostra unità ha la sua sorgente in Cristo Gesù, unico Signore e Salvatore, e che lo Spirito Santo ci guida a costruire relazioni di comunione autentica.

Confessiamo che ogni divisione e incomprensione tra le nostre Chiese è una ferita al Corpo di Cristo e manifesta il peccato delle Chiese. Imploriamo la grazia divina del perdono e della riconciliazione reciproca.

La bellezza di quanto vissuto ci insegna ad essere cristiani dialoganti in famiglia, al lavoro, con gli amici, insomma ecumenici tutto l’anno in ogni istante della nostra vita. 

La musica è stata un altro tassello di bellezza, i cori della Corale ecumenica in cattedrale e la corale “Frammenti di luce” nella Basilica di Sa Nicola. 


 

Permettetemi un ricordo personale. Don Marco Mancini, parroco del Sacro Cuore di Bari fin da ragazzo mi spronava a vivere la settimana ecumenica per l’unità dei cristiani, morto a 99 anni nel novembre del 2023 (cfr. https://www.corrierepl.it/2023/11/27/don-marco-mancini-quando-leducazione-dava-i-suoi-frutti) e concludeva “il modo migliore per ricordarlo è praticare l’amore per la Chiesa, costituita nel rapporto tra le persone dove lo stare insieme vale più di ogni insegnamento perché l’amicizia in Cristo è la sola vera amicizia in grado di rendere la persona veramente libera.” Penso che se applicassimo questo breve pensiero il dialogo diverrebbe più facile e sicuramente fruttuoso. 

Nel 1995 San Giovanni Paolo II promulgava l’Enciclica “Ut unum sint” oggi più attuale che mai. Penso che una teologia pratica come ci ricorda don Antonio Lattanzio nell’ultima sua fatica “ Le fedi religiose al tempo della complessità” edito da SECOP, sia il segno che molto bolle in pentola, ma la pietanza va gustata calda e fumante perché dia sapore alla nostra vita. Prosit.