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LaMUsa band italiano

I pugliesi “La Musa”, entrano ufficialmente a far parte della scuderia di I Think, per promuovere l’ultimo lavoro, “Italiano”. Sette tracce, a dar vita al progetto musicale, “fresche, ispirate e dirette” e ricche di “riflessioni generazionali, desideri d’evasione, sogni, amore, voglia di reagire”.

La band, composta da Gianfranco Chieppa “Mode-G” (voce, chitarra), Nicola Lotti (basso, cori), Fabio Lotti (chitarre, cori) e Ruben Di Luzio (batteria), nasce nel 2008 dalle ceneri di vecchi gruppi tranesi e biscegliesi, “con l’intento di dar vita ad un progetto musicale, che fonda la passione per i grandi artisti del passato con l’attenzione nei confronti della musica più recente”. Diversi anni di gavetta e non pochi riconoscimenti, a dimostrare la grande voglia di fare: la vittoria del RadioAttivi Rock Festival 2012 di Taranto ed il terzo posto al Bad Side Radio Contest 2012, giusto per citare alcuni esempi.

In occasione dell’esibizione per il LUC PHONIC contest a Manfredonia, Affaritaliani.it ha intervistato l’originale e creativa band.

  1. Partiamo subito dal vostro ultimo progetto, “Italiano”, definito da voi “un grido di rabbia nei confronti dell’asfissiante mediocrità che da troppi anni attanaglia il nostro Belpaese”. Una riflessione a dir poco congeniale, (ri)pensando al quadro regalatoci da queste ultime elezioni.

“Ebbene sì, partiamo però dal presupposto che siamo una band apolitica ma consapevole della situazione di oggi. Le elezioni non si sono rivelate altro che una conferma della instabilità e precarietà del nostro paese. Alla fine il discorso è sempre lo stesso: siamo un popolo di mediocri e ognuno pensa solo alle proprie tasche...”

  1. Constatazione della realtà, ma anche tanta voglia di riscatto nella vostre canzoni. Qual è la chiave per resistere, da “giovani musicisti precari”? Potremmo quasi dire che siete sempre più una razza in via d’estinzione, in molti mollano.

“Il piacere di farlo. È questo il vero traino. I soldi in questo ambito si fanno davvero difficilmente e quindi se non si fa il tutto con dedizione ed entusiasmo non si dura molto. Il pubblico, la loro approvazione, l'adrenalina che ti trasmette... per noi questo vale più di mille denari”.

  1. Avete suonato con grandi nomi come Le Luci Della Centrale Elettrica, U’ Papun, Camillorè, Perfect Picture, Hank, Glitterball, Erika Mou, Offlaga Disco Pax, solo per citarne alcuni. C’è un’esperienza in particolare che, anche se negativa, vi ha aiutati a crescere umanamente ed artisticamente?

“Sì, molte. È bello il confronto tra le band, scambiarsi consigli e reciproche approvazioni; l'invidia non fa parte della nostra band. Per citare un'esperienza negativa, invece, è stato strano vedere come una band tra quelle sopra citate (solo una per fortuna e comunque già tristemente nota per tanti episodi come questo) ci abbia completamente snobbati, mentre preparavamo il nostro concerto d'apertura, e non abbia addirittura permesso di suonare sul palco, sistemato ad hoc per loro. Alla fine abbiamo suonato lo stesso creando un minipalco praticamente in mezzo alla gente. È stato bellissimo suonare ad un metro dalla folla, ma la loro mancanza di modestia e disponibilità è stata davvero una cosa spiazzante. Per fortuna sono rari questi casi”.

  1. Avete scritto sul vostro profilo Facebook, grazie al quale mantenete un rapporto costante e diretto con chi vi segue: “Come mai i Negramaro, Jovanotti, Tiziano Ferro e Biagio Antonacci sotto il periodo natalizio hanno fatto raccolte o special edition? La risposta è che esiste questa casa discografica appena nata, tale Bluworld, e quindi hanno bisogno di fare un po’ di soldi facili! La musica invece (diteglielo alla casa discografica) si suda... è ricerca ed impegno e non riciclo di carne trita e ritrita”. Qual è il meccanismo “rotto” che porta, secondo voi, il mondo industriale della musica a superare quello creativo, perché l’Artista non si oppone?

“Ci sono artisti che si oppongono, artisti che rimangono indipendenti e sono alla continua ricerca. Ci vuole coraggio ed essere disposti a rischiare, a non ripetere la stessa cosa infinite volte solo perché finora è andata bene o perché è quello che vuole la casa discografica. Oggi il mondo della musica è cambiato. C'è gente che la musica la ascolta e altri che invece la musica la “sentono” soltanto. È sui primi che noi puntiamo, che sono poi quelli che preferiscono venire a vedere un tuo concerto live piuttosto che spendere dei soldini per una  raccolta”.

  1. Venerdì 1 Marzo, in occasione del  LUC PHONIC contest a Manfredonia, avremo la possibilità di ascoltarvi dal vivo. Potete darci qualche anticipazione, cosa dobbiamo aspettarci?

“Una scarica di energia ed un miniset acustico. Rabbia mista a dolcezza e riflessione... Il tutto preso sempre con entusiasmo e leggerezza. Questi sono i LA MUSA”.

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