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Beni Culturali, Giuliano Volpe denuncia E a Ceglie Messapica altri ritrovamenti

A Ceglie Messapica la Soprintendenza certifica le notizie rivelate nella videointervista ad Affaritaliani.it da Vito Amico, lo speleologo volontario responsabile del'Associazione Speleocem. Un successo per  l'informazione e per la partecipazione popolare in difesa del patrimonio culturale comune e del territorio che lo comprende.

tomba messapica a 09
 

Nel contempo, la conferma della necessità di dotare anche Ceglie Messapica, così come la maggior parte dei Comuni pugliesi e italiani, di "mappe archeologiche", per mettere in salvo e quindi rendere fruibili a tutti: cittadini, studiosi, esperti e turisti, le memorie del passato e, in questa circostanza, le preziose e gloriose tracce messapiche della zona.

Messapia tombe1
 

Il capitolo delle opportunità che si moltiplicano e della incapacità diffusa di mettere a frutto i patrimoni scoperti e ancora nascosti, materiali e immateriali, si arricchisce di nuovi contributi e di case-history, che vanno ad animare le cronache locali.

Giuliano Volpe, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici del Mibact (Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo), nell'intervista rilasciata ad Affaritaliani.it mette il dito nella piaga: "L'Italia con l'incredibile patrimonio culturale che si ritrova ancora non si è dotata di misure atte a definire i Parchi Archeologici".

"Una situazione di grande ritardo - aggiunge Volpe - a cui si sta provando a dare un'accelerata, perchè quella dei Parchi Archeologici dovrebbe essere la trama, lungo la quale stimolare gli interventi congiunti e complementari di comunità locali, imprese e imprenditori, nonchè di Associazioni, Circoli e Fondazioni, sul vero nodo della questione: la gestione. E' la gestione il vero problema, non se fare scavi o quanti farne".

Soprintendz Ceglie
 

Giuliano Volpe, archeologo e già Magnifico Rettore dell'Università di Foggia, passa poi a sviluppare alcune considerazioni sui troppi freni che avolgono il patrimonio dei Beni culturali italiani e sulle potenzialità non espresse sia nel campo della formazione che in quello dell'animazione culturale nel Turismo.

Rimprovera chi si mette di traverso nei confronti di iniziative, che mirano a cercare nuove risorse di auto-sostegno, e chi considera i ritroventi un fatto che riguardi solo gli archeologi: "Sono tante le peculiarità che avvolgono d'interesse ciascun ritrovamento, che è patrimonio delle comunità di appartenenza e, per questo, suscettibile delle locali interpretazionin per la valorizzazione e le opportunità correlate di crescita en fruizione culturale".

C'è bisogno di dinamismo pro-attivo, fa intendere Volpe, in un Paese che sui Beni Culturali potrebbe dare una svolta alla crescita e all'occupazione giovanile. "Liberare la cultura" dai lacci burocratici, ma anche provare a seguire esempi virtuosi, come quello della Gran Bretagna - per esempio - che all'insegnamento della lingua inglese lega una fetta importante del PIL nazionale. L'Italia potrebbe e deve fare molto di più col proprio patrimonio storico-artistico-archeologico.

Grifoni AscoliS
 

A Ceglie Messapica potrebbe ripetersi quello che è successo ad Ascoli Satriano - in Capitanata - con la scoperta di Villa Faragola, i cui lavori sono stati seguiti proprio dall'archeologo Giuliano Volpe, e che al complesso di ville romane e di relativi mosaici, ancora da riportare alla luce, ha visto abbinato il recupero di un capolavoro come "I grifoni policromi", che erano finiti prima in Svizzera e poi in America al Getty Museum. E che oggi insieme ai quadri di Giuseppe De Nittis ed all'Albero della Vita tratto dal mosaico di Pantaleone della Cattedrale di Otranto, rappresentano la nobiltà plurale dell'indentità pugliese all'Expo 2015 di Milano.

Col ritorno dei "grifoni" ad Ascoli Satriano è stato dato nuovo vigore agli scavi archeologici di un'area a ridosso di sito ancora più importante come quello di Canne della Battaglia, e col nuovo polo museale "civico-cattolico" (a testimonianza delle sinegie possibili), segnare il rilancio di un'area interna all'insegna della cultura e del coinvolgimento sensibile ed orgoglioso di un'intera comunità.

(gelormini@affaritaliani.it)

 
 
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