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PugliaItalia
Centrodestra senza pace, i debiti di Fitto. Polveriera Ncd sul caso Stea

Bari – Non c’è pace nel centrodestra pugliese, neppure ad urne ormai definitivamente chiuse. Venti di guerra continuano ad agitare le anime forziste, con Raffaele Fitto accusato dal quartier generale romano di aver lasciato in eredità al partito del Tacco un buco da 700mila, spalmato in dieci anni. Né se la passano meglio i centristi di Angelino Alfano, tra le cui fila il voto disgiunto del neo eletto consigliere regionale Gianni Stea in favore di Adriana Poli Bortone e in polemica con il candidato di lista e coalizione - Francesco Schittulli - ha aperto uno scontro frontale interno al coordinamento pugliese, portando ai ferri corti i due big Massimo Cassano e Massimo Ferrarese: “Dopo anni di sacrifici e impegno chiedo un Congresso per porre fine a questa situazione di confusione, non si può continuare così”, manda a dire il brindisino. “Una provocazione, so solo che noi abbiamo lealmente sostenuto Schittulli e sui Congressi decideranno i vertici romani, non certo un vice coordinatore”, risponde duro il Sottosegretario al lavoro.

Stea Gianni
 

Mentre il centrosinistra di Michele Emiliano si avvia al battesimo del fuoco della Giunta, a destra ricompattare le fila è poco più che un progetto. “Serve un tavolo complessivo di tutti i partiti, abbiamo le amministrative tra un anno e poi dobbiamo preparare per tempo le partite di Bari e Lecce”, spiega Cassano ad Affari ma pare ancora presto perché allo stesso tavolo siedano gli uomini del Vicerè di Maglie e quelli di Silvio Berlusconi. “Tentativo patetico”, rispedisce al mittente Fitto la requisitoria romana sui bilanci, “si tratta di spese di volta in volta autorizzate da chi aveva responsabilità dirigenziali nel partito (non certamente da me) sia a livello regionale sia a livello nazionale, spese esclusivamente fatte solo per le diverse campagne elettorali” si difende, contrattaccando sull’utilizzo delle “centinaia di milioni di euro di contributo pubblico” degli azzurri: “Per quanto mi riguarda, ho già dato mandato ai miei legali per procedere nelle sedi competenti”.

emiliano ansa1
 

In casa Ncd non basta il terremoto innescato dall’inchiesta della Procura tranese sulla bancarotta della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, che ha travolto il presidente della Commissione Bilancio, Antonio Azzollini. Il senatore molfettese sarà ascoltato dalla Giunta delle immunità presieduta dal pugliese Stefàno ma gli scossoni sulla posizione dei democratici a tema non è escluso possano investire direttamente l’esecutivo di Matteo Renzi. Ad infiammare l’aria resta il voto disgiunto dell’adelfiese Stea – sostenuto dallo stesso Cassano - e le accuse a viso aperto di quest’ultimo a carico dell’ormai ex aspirante Governatore Schittulli: dall’aver monopolizzato la gestione dei rappresentanti di lista all’aver fatto campagna unicamente per il braccio destro Davide Bellomo, non eletto, trascurando il resto della lista.

FerrareseNcd
 

Normale assestamento da day after? Se non fosse che gli oltre 8mila voti ottenuti dal neo consigliere peserebbero non poco sui pochi decimi che hanno impedito all’ex presidente della Provincia di entrare in Consiglio. Massimo Ferrarese punta i piedi: “Serve un Congresso, non polemizzo con nessuno né voglio fare polemiche. Ho lavorato per la Puglia conseguendo un buon risultato ma a questa richiesta ho ottenuto solo nuovi attacchi”, tiene la barra dritta, ribadendo il proprio ruolo di pari grado nel coordinamento regionale. Il barese Cassano smentisce di aver chiesto le dimissioni del collega ma lo invita a fare autocritica sull’esito del voto e rifiuta qualsiasi responsabilità diretta: “Noi abbiamo votato Schittulli, quella di Stea è stata una scelta personale e non so neppure se lo abbia fatto realmente o meno. So solo che ha ricevuto un trattamento pessimo, anche dallo stesso candidato presidente”, alludendo ai rumours che raccontano la paventata esclusione in extremis di Stea dalla lista.

L’oncologo gravinese riunirà i suoi lunedì, provando a ricucire le ferite, evitare diaspore e lenire il malcontento. I rapporti con l’ex Cavaliere non sono verosimilmente buoni, ma neppure con Fitto ed Alfano sarebbe idillio. La lunga estate del centrodestra è appena cominciata…

(a.bucci1@libero.it)

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