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Confindustria Taranto, Emiliano: 'Salute e sicurezza prioritarie a produzione'

Intervenendo, alla presenza del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, all’assemblea di Confindustria Taranto, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha detto : “Sto cercando di affrontare l’emergenza Taranto facendo il mio dovere. Taranto è una città che ha sempre fatto il suo dovere, servendo il suo Paese, molto più di altre città".

"Su Taranto stiamo lavorando meticolosamente - ha aggiunto - abbiamo verificato che esistono metodi produttivi che consentirebbero di abbattere quasi a zero l’inquinamento. La nostra relazione sulla decarbonizzazione è stata presentata a Parigi alla conferenza sul clima e poi trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Oggi sto ancora aspettando di incontrare sul tema il Presidente del Consiglio".

"Attendo - ha quindi sottolineato - e attendiamo ancora: sono convinto che la Confindustria ci darà una mano a discutere con il Governo su questa proposta".

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"La Regione - ha poi proseguito - ha effettuato uno studio epidemiologico su Taranto, dal quale si evince che se Ilva dovesse tornare a alti livelli produttivi, per esigenze di produzione, i dati peggiorerebbero per tutte le patologie. E ricordo che per la fabbrica era stato chiesto il sequestro per il reato di avvelenamento di sostanze alimentari: un reato gravissimo, per il quale è in corso un processo dinanzi alla Corte d'assise".

"Abbiamo chiesto deroghe per la sanità tarantina rispetto ai limiti imposti dal DM70 - ha ricordato Emiliano - anche se considero immorale questa situazione, visto che come Regione chiediamo di potenziare le cure pur mantenendo, da parte dello Stato italiano, la fonte dell’avvelenamento".

"Quindi spero che Confindustria riesca ad aprire una discussione seria - ha esortato - che peraltro è pressante, perchè qualcuno oggi ha detto, rivolgendosi a me “stai scoraggiando gli acquirenti”. E io dico “e che volete fregarli gli acquirenti?”.

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Emiliano ha pertanto precisato: "Se qualcuno si deve comprare la fabbrica deve sapere a che condizioni la compra, quanto gli costa, quanto costa rimetterla in funzione e sapere quanti anni la potrà utilizzare per produrre l’acciaio strategico per l’Italia".

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"Il caso vuole - ha segnalato - che stiano per arrivare in Puglia miliardi di metri cubi di gas, che ancora una volta servono per motivi strategici di questo Paese. E sono previste compensazioni ambientali. E abbiamo detto: è possibile averne una parte per alimentare l’Ilva e la centrale Enel di Brindisi ottenendo il gas necessario al prezzo del carbone?"

"Ma forse non dovevo dire la parola “carbone”- ha detto con ironia -  una parola che muove interessi enormi e significa redditi elevati per molti nella produzione, movimentazione, pulitura, stoccaggio".

"E il clima di questa città è drammatico - ha ribadito - al punto che il sindacato è così colpito dal ricatto occupazionale, che quando il presidente della Regione ha detto prendiamo una decisione comune sulla messa in sicurezza sulla fabbrica perché così non si può andare avanti, ha reagito".

"Ma se io non avessi detto questa frase, 'Fermiamo le macchine se non è garantita la salute dei cittadini e la sicurezza dei lavoratori', si sarebbe andati  avanti come se niente fosse, facendo finta di nulla. E io questo non posso permetterlo, perché è il mio dovere tutelare i miei concittadini a qualunque costo".

"Non sono un politicante qualunque", ha concluso Emiliano,  "Ed è forse questa la ragione per la quale qualcuno si sta agitando. Perché si sa che con un politicante si può sempre trattare, ma con la Regione Puglia non si può trattare sulle regole che tutelano la vita delle persone e che si devono applicare. E gli industriali lo sanno”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblicato in precedenza: Ilva, scintille tra Emiliano e la CGIL di Taranto

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