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Emiliano: 'Dati Istat allarmanti' Più coraggio per contrasto povertà

“I dati Istat di oggi sono allarmanti: quasi il 12% degli italiani nel 2016, più di 7 milioni di persone, sono in condizioni "di grave deprivazione materiale", l'Italia è tra i Paesi europei con il tasso di occupazione degli under 35 più basso in Europa, gli investimenti sono in calo per il settimo anno consecutivo”: lo scrive sulla sua pagina Facebook Michele Emiliano, candidato segretario nazionale Pd.

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“La nostra mozione - continua - lo dice chiaro: serve una misura universale di contrasto alla povertà come in tutta Europa, con adeguati investimenti economici. Il reddito di integrazione varato da Gentiloni è sulla strada giusta, ma molti poveri ne sono rimasti esclusi perché le risorse messe a disposizione non sono sufficienti".

"Ci vuole più coraggio per aumentare le risorse contro la povertà" - aggiunge Emiliano - occorre razionalizzare gli interventi del welfare come abbiamo fatto in Puglia verso una misura universalistica. E, perché no, magari tagliare le spese militari, visto che quelle italiane sono fra le più alte in Europa".

"Renzi e la sua mozione - conclude Emiliano - parlano di merito e opportunità come contrapposto alla solidarietà sociale ed alla protezione delle persone in difficoltà, come se fossimo in pieno boom economico! Non vedono il dolore sociale diffuso e che l'esclusione è tornata ad essere lo spartiacque della società. Anche chi lavora, oggi, può essere povero. È una crisi lunga e profonda quella che il paese sta vivendo, e le ferite le sopportano i cittadini più deboli. A questi cittadini occorre dare risposte concrete e coraggiose come quelle che noi proponiamo e che ridisegnano il welfare attualmente iniquo”.

E intervenendo intervenendo alla terza Conferenza regionale UIL “Lavoro una passione che non passa” lo stesso Emiliano ha ribadito: "C’è chi pensa di snaturare il sistema italiano segmentandolo in tante piccole parti. La verità è che non esiste nessuna risposta economica efficace che non passi da un’idea di comunità che condivide gli obiettivi”.

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“Per la Puglia non è un’occasione formale - ha proseguito - perché questo sindacato rappresenta un pezzo della nostra comunità. La Puglia è la prova che si può attuare una vera rivoluzione riformista, in dodici anni di lavoro sono state fatte cose incredibili grazie alle regole della Costituzione vigente, rispettando e ascoltando tutti i corpi intermedi. 

"I poteri accentrati non provocano cambiamento ma, storicamente, hanno indebolito leader e paesi interi, e il cambiamento in quei casi è solo virtuale. Viceversa, in un anno e mezzo di governo della regione abbiamo concordato passo dopo passo tutti i provvedimenti approvati. Ci siamo riusciti grazie al metodo basato sulla partecipazione e condivisione delle scelte, nessuno di noi ha pensato di avere mai la verità in tasca".

​"Il sindacato serve - ha concluso - anche se qualcuno voleva annichilirlo. Il sindacato serve ad evidenziare le contraddizioni e quando lo fa chi governa deve fermsrsi un attimo, riflettere e cercare di mediare trovando un accordo, perchè quella è la strada per trovare soluzioni a questioni complesse.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

 

 

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