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Emiliano presenta i candidati e lancia la campagna elettorale

Bagno di folla per Michele Emiliano e canonica presentazione delle liste e dei candidati - al Palazzetto del CUS Bari - per l'appuntamento elettorale di fine maggio, che eleggerà il nuovo Presidente e il nuovo Consiglio Regionale della Puglia.

In vista dell'ultima kermesse della Sagra del Programma - in calendario a Barletta sabato 9 maggio nello storico ristorante "Brigantino" - i sostenitori dell'ex Sindaco di Bari e prossimo "Sindaco di Puglia", secondo lo slogan che caratterizza la sua campagna elettorale, si sono ritravati attorno al loro leader, per lanciare il rush finale della campagna elettorale.

Nel caldo barese di fine primavera con temperatura già da piena estate, di fronte alla sua gente Emiliano ha esordito: "Gli uomini soli al comando sono tristi, spesso sbagliano e ancor più spesso vanno a finire male. Io voglio vivere questa esperienza con voi nei prossimi cinque anni e voglio fare un giuramento con voi sul programma. È il programma che ci rende migliori, non una presunta diversità antropologica. È il metodo democratico che permette a tutti di controllare se faremo ciò che abbiamo detto".

L'incontro, trasmesso anche in diretta streaming, ha ricreato - in forma amplificata - l'atmosfera conclusiva degli appuntamenti della Sagra del Programma, e il discorso di Emiliano ha spaziato dall’ambiente al digital divide, dall’economia alla ricerca, dal paesaggio alla imprenditoria, dalla salute alla cultura, tra gli applausi ripetuti di militantie simpatizzanti giunti da ogni parte della regione.

"Combattiamo per portare questa regione in alto. Dimostriamo di che pasta siamo fatti!", ha sollecitato il futuro Governatore, a detta dei sondaggi d'ogni risma. E, rivolto, ai cittadini più martoriati e accerchiati dal paradosso di una "minaccia vitale" per le loro famiglie a Taranto, ha ribadito: "Trasformeremo l’ILVA da fabbrica di morte a fabbrica di vita. In generale lavoreremo con forza per difendere un principio: la legge non è fatta per i potenti, ma per difendere chi non conta nulla".

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Sotto lo stesso orizzonte che si staglia sul mare all'esterno del CUS, ricreato in sala al grido-slogan di "Uniti si vince", Michele Emiliano sprona i 400 candidati del centrosinistra alle regionali e prova a far fronte al dito puntato da parte di molti sulle scelte del suo percorso elettorale: "Si può vivere e andare in paradiso anche se non si hanno precise opinioni politiche. Io la gente che fatica a capire se sono di destra o di sinistra, non la mando via. La voglio con me, con noi. Ha bisogno che ridiamo loro speranza, che gli diamo una ragione per andare a votare. Ma siamo anche noi ad aver bisogno di loro. Dobbiamo compiere un’impresa titanica. Chi ci crediamo di essere?".

Anche se immediatamente aggiunge: "Celebriamo un capolavoro politico di dieci anni di governo straordinario di questa regione", per arginare le insofferenze della nuova Sinistra verso una visione necessariamente "larga" più che sospettosamente "buliminica".

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Il crescendo studiato e praticato dà i suoi frutti e l'entusiasmo in sala sale: "È dura per chi, talvolta anche io stesso, ha sempre considerato il partito l’alfa e l’omega della sua vita, accettare che esso sia uno strumento, non il fine. Rendersi conto che, anzichè baloccarsi con i tesseramenti e i congressi, lo scopo del gioco non è il partito, ma le persone di cui ci occupiamo".

E aggiunge: "Siamo quelli che si battono per i diritti dei lavoratori e degli operai, che si richiamiamo alla radice comune dell’antifascismo e della resistenza. E se qualche nostro ex nemico vuole unirsi a noi, vuole sposare questo grande mondo che è il centrosinistra, non c’è da preoccuparsi. È una vittoria".

Per chiudere con la raccomandazione che da tempo ripete come un mantra: "Non è questo il tempo per farci la guerra tra noi, considerando la partita già vinta. Perché la storia è piena di giocatori, anche campioni, che hanno sbagliato il classico calcio di rigore o un tiro facile sotto canestro. Perché i nostri avversari, che oggi si dividono come tante volte abbiamo fatto noi, si batteranno comunque come leoni".

E via con la musica e i selfie di rito!

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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