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Fabio Ladisa non ci sta Regionali: 'Resto in corsa'

"Con riferimento alle notizie divulgate dai mass-media in relazione alla mia presunta “Impresentabilità” quale candidato alle elezioni regionali della Puglia, che si terranno domenica 31 maggio p.v., e SOPRATTUTTO alla notizia di una partecipazione all’associazione mafiosa (ex art. 416 bis), ribadisco che tale contestazione non mi è stata MAI rivolta, né risulta che sia stata MAI valutata dalla commissione parlamentare antimafia" è quanto comunica in una nota Fabio Ladisa dopo la tempesta mediatica sulla fuga di notizie relativa alla lista della Commissione Antimafia dei cosiddetti "impresentabili" alle imminenti elezioni.

Ladisa Emiliano
 

"L’unico procedimento giudiziario che mi vede coinvolto, risalente al 2011 - prosegue Ladisa - ha per oggetto presunti reati non previsti dal codice di autoregolamentazione, tantomeno dalla Legge".

E a supporto delle sue dichiarazioni rende pubblica una nota a proposito redatta dal suo legale, l'avvocato Gaetano Castellaneta, ribadendo la piena volontà "a continuare la campagna, per essere eletto nella lista dei Popolari con Emiliano".

Ladisa.nota
 

Nel contempo, sul suo profilo facebook, contesta la richiesta di ritiro della candidatura avanzata da Michele Emiliano: "Quanto accaduto nelle ultime ore è pura e semplice MACCHINA DEL FANGO: sono oggetto di una vera e propria DISTORSIONE MEDIATICA. Smentisco CATEGORICAMENTE quanto asserito da alcune testate giornalistiche, a proposito delle motivazioni sul mio inserimento nella lista di candidati impresentabili da parte della Commissione Antimafia.

Distorsioni della realtà come questa non fanno che danneggiare il lavoro di tante persone oneste, come il sottoscritto: non ho mai ricevuto un avviso di garanzia, non ho mai ricevuto un avviso di conclusione d'indagine e pertanto non sono né indagato, né imputato.

Ladisa fedina
 


I fatti sono risalenti al 2011, l'unica vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto riguarda una vertenza tra due aziende per rilevare o meno del personale che è sfociata in denuncia reciproca. Nel merito:
- Riguarda una vicenda tra due aziende private per un credito vantato da una società non da me rappresentata e altra società debitrice non da me rappresentata;
- Il reato di estorsione è contestato nella forma del tentativo;
- La minaccia, partita presuntivamente dalla mia utenza telefonica, sarebbe quella di non assumere i lavoratori se la società debitrice non avesse saldato il suo debito;
- I lavoratori sono stati comunque assunti;
- Il processo inizierà la sua fase istruttoria nel mese di dicembre c.a.
In allegato potete trovare il mio casellario giudiziario dove si evince la mia completa estraneità rispetto a quanto dichiarato da alcune testate giornalistiche.

 

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