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FdL, apertura con tensioni I sindaci se ne vanno

Sono scattati tutti in piedi, qualcuno ha abbandonato anche simbolicamente la fascia tricolore sulla sedia, e tra gli applausi hanno deciso di allontanarsi platealmente dalla sala, nel momento in cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti, avallava le analisi economiche sulla sostenibilità e gli accertati vantaggi del TAP, per il turismo e l'economia locale, e ne ribadiva l'inelubilità nel supremo interesse del Paese.

FdL15 Saluto sindaci
 

La giornata era cominciata "storta", dopo l'entusiasmante (questa sì) serata americana, che vedeva due pugliesi, Flavia Pennetta e Roberta Vinci, conquistare uno storico risultato per il tennis italiano e internazionale femminile: l'approdo in una finale tutta tricolore agli US Open di Flashing Meadows. Il presidente Matteo Renzi, attesissimo a Bari, per un confronto sugli impegni del governo, a proposito del Sud e dell'annosa "questione meridionale", faceva sapere di aver deciso di partire per New York, per garantire la sua presenza all'evento, a detta di molti, difficilmente ripetibile.

Non risulta abbia chiesto, anche solo formalmente, al presidente della Regione d'origine di entrambe le finaliste, protagoniste dell'evento storico, di accompagnarlo nella trasferta istituzionale. Comunque, si apprendeva che le sue veci sarebbero toccate al sottesegretario De Vincenti. Una sorta di schiaffo alla Fiera del Levante, che diventava più sonoro proprio con l'intervento del rappresentante del Governo. Perchè se è vero che i tempi cambiano e le tradizioni non possono imbrigliarne la corsa, l'educazione è una dote "senza tempo e senza confini", per cui un cenno di scuse o di saluto diretto del Premier - anche solo attraverso un sintetico messaggio (andava bene anche un "tweet") - era da considerarsi quanto meno doveroso. Invece, silenzio! Solo censura alle "ridicole polemiche" sulla decisione di partenza per gli USA.

FdL15 Emiliano
 

Una questione di stile, che veniva sottolineata con efficacia e colta dagli applausi della platea, in uno dei passaggi più incisivi del neo-presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in apertura del suo intervento: "Mi sarebbe piaciuto andare a New York, per festeggiare questo evento che intendiamo rimarcare in modo adeguato al rientro in patria delle due atlete pugliesi. Ma il mio dovere me lo impedisce. Per noi qui in Puglia la partecipazione e la responsabilità verso i cittadini sono un metodo consolidato, che presto diventerà una legge regionale, spero tra le più avanzate del mondo".

Un intervento articolato - che si è allungato ulteriormente nell'enfasi espositiva - tutto condotto sulla concretezza indispensabile a un Mezzogiorno in cerca di riscatto autentico. Con alcune stilettate, ma anche molte aperture all'azione di governo, con cui si rivendica maggiore concertazione, ma con precisazioni "blindate" su alcuni punti nevralgici dell'assetto istituzionale indicato dalla Carta Costituzionale: "La lealtà del Sud, la nostra lealtà, è fuori discussione: anche se lealtà non vuol dire cieca obbedienza. Il Paese non può fare a meno dei cittadini del Sud. Nel contempo, nessuno può pensare di fare per noi senza di noi". Anche per questo, ci si attende altrettanta lealtà dal Governo.

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Un discorso che ha raccolto consenso molto largo, la cui sintesi è alquanto racchiusa nel commento di Guglielmo Minervini, capogruppo in consiglio regionale di Noi a Sinistra per la Puglia: "Ho apprezzato l'intervento di Emiliano: da quando è Presidente è il suo intervento migliore, perchè ha disegnato un programma di governo concreto e nel merito delle questioni, dalla parte della Puglia e che trova una base positiva di lavoro, come egli stesso ha ripetutamente sottolineato, nel lascito dei 10 anni Vendola".

In precedenza il Sindaco di Bari e presidente della Città Metropolitana, Antonio Decaro, aveva rotto il ghiaccio con un intervento tutto basato sul "futuro" e sull'indespensabile bisogno di un "presente", per poterlo realizzare. Toccando il nervo sensibiule dell'immigrazione e della storica attitudine pugliese e barese all'accoglienza, dall'arrivo della Vlora fino alle iniziative che Bari - oggi - sta compiendo: "Non soltanto per accogliere, ma per integrare" i migranti, che in questi giorni stanno arrivando in città. Un appello alla "collaborazione istituzionale", nel tentativo disperato di mediare tra i suoi due amici "sindaci", Emiliano e Renzi, dato che l'essere sindaco è come il diamante: "E' per sempre"!

 

FdL15 Decaro
 

Prologo efficace al passaggio finale su 'Porta futuro', il progetto che sta per partire al quartiere Libertà e che "consentirà a migliaia di giovani di imparare a riconoscere le proprie competenze, di condividerle con gli altri, di apprendere in modo innovativo il lavoro oggi più difficile che c'è: quello di cercare lavoro. 'Porta futuro' farà formazione, metterà a disposizione gratuitamente tecnologia e competenze, incrocerà in modo intelligente domande e offerte di lavoro". "Il nostro impegno - ha detto il sindaco Decaro - è quello di provare a rendere la vita di ogni cittadino di ogni quartiere "difficile", un po' più facile. Un po' più felice".

Sul futuro della Fiera del Levante è posizionata anche la barra del discorso del suo presidente, Ugo Patroni Griffi, che dopo aver fatto l'excursus di un risanamento complesso, per nulla facile e per certi versi ancora legato al successo di un processo in corso (che aspetta l'arrivo dei nuovi gestori di Fiere Bologna e Ferrara per testimoniarne la svolta), ha prima sottolineato il ruolo cruciale e sostonziale delle Camere di Commercio - nella fattispecie di quella di Bari e del suo presidente Alessandro Ambrosi - quindi è passato a un'esposizione più tecnica da esperto e docente di Economia.

FdL15 Patrini Griffi
 

"Le fiere, intese come società di gestione dei quartieri fieristici, rappresentano economie fragili - ha sottolineato Patroni Griffi - specie in fase recessiva. I ricavi dell’attività fieristica sono, in media, appena sufficienti a coprire i costi di produzione, gli elevati ammortamenti, la gestione finanziaria/straordinaria e le imposte. E in molti casi neanche questi".

"Non è facile comprendere l’economia delle fiere", ha aggiunto, "Eppure è necessario che la politica la comprenda. Il sistema fieristico italiano, il in Europa e il 4° nel Mondo, costituisce una infrastruttura essenziale per lo sviluppo delle imprese italiane e per la loro internazionalizzazione. E i risultati anche di Expo 2015 stanno a testimoniarlo. E quindi il rilancio della Fiera del Levante è funzione del rilancio del sistema fieristico italiano".

Per poi annunciare che il suo mandato è prossimo alla scadenza. Questa è l’ultima Campionaria che mi vedrà su questo palco come Presidente di questo glorioso Ente. Ritengo, infatti, di aver adempiuto all’incarico affidatomi e il mio mandato cesserà con l’approvazione, a breve, del bilancio 2014 e del preconsuntivo 2015".

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Chiusura di scaletta col Sottosegretario Claudio De Vincenti dal prologo diciamo così: "infelice", per le mancate scuse a tanta attesa delusa, dal mancato arrivo del presidente Matteo Renzi, e per le bacchettate per le reazioni al suo "volo" verso gli spalti newyorkesi, decisamente più tranquilli e piacevoli del palco barese della Fiera del Levante.

E' evidente che la mission affidata a De Vincenti doveva essere ben precisa, se il delegato del Premier ha subito affrontato il problema del Tap: il gasdotto che dovrà arrivare dal Mar Caspio in Salento, e più precisamente a Melendugno, una delle più belle spiagge d'Italia. Il nodo che racchiude tutta la rabbia della popolazione locale.

"La Tap è un'opera strategica per l'Italia e l'Europa - ha detto De Vincenti - consente la differenziazione delle fonti di gas. So che in questo con Emiliano non siamo d'accordo, ma dico a Michele che abbiamo cantato insieme l'inno nazionale e che anche io mi commuovo quando canto l'inno nazionale, ma alla commozione quando ci sentiamo tutti italiani devono seguire le opere. Tutte le analisi - ha concluso - ci dicono che la Tap ha un impatto ambientale minimo e dal punto di vista paesaggistico non cambierà molto".

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E qui è partita la reazione dei Sindaci del Salento, prima verbale e poi fattiva, che si sono allontanati tra gli applausi, mettendo in evidenza l'anomala posizione del Governo: più in sintonia con le imprese costruttrici - perchè in discussione non è la realizzazione del TAP, quanto la location del suo approdo in Salento - che con i territori e i cittadini salentini e pugliesi. Il commento che con insistenza si raccoglieva tra i primi cittadini piuttosto arrabbiati era il seguente. "Altro che dialogo e confronto. Qui si vuole solo provocare e decidere sulle nostre teste!".

Situazione pesante se si aggiungono la vicenda Frecciarossa, che ignora il Salento nel collegamento un po' più veloce della Puglia con Milano, e le proteste per le trivelle in Adriatico e nello Ionio: una miscela dagli effetti ben più fragorosi di quelli fino ad oggi rilevati. E anche a questo proposito, uno dei sindaci più "animoso" faceva rilevare: "Stanno preparando la torta. Ma se pensano di moltiplicare le dosi di veleno, per poter negoziare contentini ai tavoli delle eventuali trattative, sbagliano di grosso. L'Ilva ci ha assuefatti tutti. Siamo dotati di antidoto incorporato. Un antidoto micidiale per i politici assassini dei territori".

Fitto fotoAgi
 

E' probabile che Matteo Renzi decida di far visita, comunque, alla Fiera del Levante nei prossimi giorni, in forma meno ufficiale. A quanto pare, però, il comitato d'accoglienza non farà sconti. Anche per questo, i volti di molti politici locali non brillano per serenità e sorrisi.

Fatta eccezione per quello sornione di Raffaele Fitto, presente in prima fila alla cerimonia inaugurale e causticamente satirico nel suo sintetico commento: "Renzi ha colto la palla al balzo. Oggi la battuta ci sta. Oggi, il premier ha perso l’occasione di dire qualcosa sul Mezzogiorno".

(gelormini@affaritaliani.com)

 

 

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