Bari – Prove tecniche di accordo tra gli azzurri ma l’aria non è delle migliori e a tenere banco sono ancora le liste: “Abbiamo chiesto quindici candidati su cinquanta nella regione. Riteniamo sia il minimo della rappresentanza. Non vedo come si possa dire di no a una richiesta di questo genere”, manda a dire Antonio Distaso – già vicecoordinatore e fedelissimo di Raffaele Fitto – dal meeting dei Ricostruttori nel capoluogo. Nessun veto sull’intera pattuglia uscente dei forzisti in Via Capruzzi e una presa di posizione pubblica da parte del partito; diversamente la rottura non sarà scongiurata, con Francesco Schittulli a metà del guado e costretto a scegliere da che parte stare. Lo stesso oncologo, peraltro, avrebbe incassato come duro affronto le dichiarazioni del coordinatore azzurro, Gino Vitali, circa la possibilità di nomi alternativi al suo.
Profilo accademico, si dice dell’eventuale outsider, accompagnandolo ai nomi di Rosario Polizzi o di altri medici di rango, ma il plenipotenziario berlusconiano garantisce – dalle telecamere di Telenorba – che l’ipotesi rappresenterebbe solo una promozione in extremis degli stessi e che Schittulli possa continuare a tenere le redini della coalizione. I nodi, in compenso, restano avviluppati e, dagli stessi microfoni, tocca a Nuccio Altieri prendere di petto la questione: “Se mi voglio candidare io, da parlamentare di FI, posso farlo? Il capogruppo di Forza Italia, in un paese normale e dopo cinque anni di opposizione al governo Vendola, dovrebbe essere il capolista. Non è più tempo di Santa Inquisizione”, provoca l’ex vice del Presidente Lilt alla Provincia, citando il veto posto dal neosegretario sulla riconferma di Ignazio Zullo, come anche del leccese Mazzei. “Se ti vuoi candidare, il posto in lista c’è, così vediamo quanti voti prendi, per chi non me lo chiede non c’è. Un capogruppo che non divulga l’invito di colloquio inviatogli ai colleghi e si rifiuta di incontrare il segretario, è il capitano di una squadra che prende a calci l’arbitro e deve andare fuori dal campo”, replica a stretto giro Vitali, “Io ero fittiano perché Fitto era berlusconiano e resto berlusconiano ancora oggi”.
La settimana si annuncia decisiva, non fosse altro per i tempi stretti: “L’obiettivo prioritario è il raggiungimento di una intesa che punti a superare le attuali distinzioni, entro giovedì si attende una decisione finale e l’opzione della candidatura di Fitto è l’ultima”, spiega il tarantino Gianfranco Chiarelli, fresco di sostituzione in Commissione Giustizia, causa gli strali indirizzati platealmente allo stato maggiore nazionale. Poi aggiunge: “Nel caso, non sarà una scelta ma una inevitabile conseguenza”.
(a.bucci1@libero.it)
