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Fiera del Levante, la privatizzazione. Campane a festa e campanelli d’allarme

Fiera del Levante campane a festa, campanelli d’allarme e campanellini “maliziosi” fanno da corollario all’approvazione, da parte del Consiglio Generale, dell’unica proposta di gestione pervenuta dopo l’appello bando lanciato per coinvolgere i privati, secondo i dettami della LR 2/2009, nel futuro dell’Ente fieristico.

1 campana - Il settore è in crisi paurosa e profonda. Tutte le Fiere hanno bilanci da “Pozzo di San Patrizio”. Fortunati essere riusciti a raccogliere le attenzioni di un polo fieristico, come la cordata che mette insieme Bologna Fiere Spa, Ferrara Fiere congressi Srl e Sogecos Spa, a cui il tappeto finanziario steso dalla Camera di Commercio I. A. A. di Bari, certo, ha addolcito molto la pillola.

Fiera del Levante Eataly
 

2 campana - E’ un atto dovuto, un passaggio obbligato. E’ stato confermato anche in Consiglio Generale: “L’interruzione o anche il solo rallentamento del processo di ristrutturazione in esecuzione, conforme a quanto previsto dalla legge regionale 2/2009, comporterebbe l’impossibilità del recupero del principio della continuità aziendale, con il conseguente obbligo di richiedere la messa in liquidazione dell’ente ovvero immediati e massicci interventi sui livelli occupazionali, senza peraltro prospettive di recupero celere di margini di competitività sul mercato fieristico e congressuale”.

3 campana - Maggiore interesse, rispetto al primo bando andato deserto (quello impostato sui trent’anni di concessione) è data certamente dalla rimodulazione sui sessant’anni di concessione, ma anche e soprattutto per “i miglioramenti ottenuti nella gestione, partendo dal margine operativo lordo del 2012 (negativo per circa 3 milioni di euro), poi abbassatosi nel 2013 a 1,4 mln di euro, per poi giungere ai risultati estremamente positivi del 2014 (- 176 mila euro circa), e 2015 (con un ritorno ad un valore del m.o.l. positivo per circa 300 mila euro). Fatto quest’ultimo assai rilevante e che non si verificava da molto tempo (almeno da oltre un decennio)”.

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4 campana - Al tutto si aggiunge quanto riferito dal Presidente, Ugo Patroni Griffi, in Consiglio Generale: “L’esposizione debitoria netta si è notevolmente ridotta, partendo dai circa 15 milioni di euro del 31/12/2013 e giungendo ai dati più aggiornati (maggio 2015) a circa 7 milioni di euro, cifre che adesso rendono il debito, all’esito del processo di ristrutturazione, maggiormente sostenibile”.

5 campana - Il coinvolgimento diretto della Camera di Commercio di Bari, anche nella gestione dell’Ente fieristico, non fa che allineare la realtà levantina alla quasi totalità delle governance in essere nella galassia delle Fiere italiane e nell’universo di quelle internazionali.

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6 campana – La bontà della proposta approvata, ulteriormente migliorata con gli interventi del Consiglio Generale sia in termini di maggiori ristorni all’Ente in funzione degli utili di gestione, sia per le maggiori garanzie di trasparenza sotto il profilo “assetto societario”, nonché sulla natura e funzione dei Soci, sia - infine - sulle prospettive di ricollocamento delle risorse umane e lavorative in esubero, è da misurare - più che sugli affitti e i canoni - sull’entità di riqualificazione delle infrastrutture fieristiche, funzionali alla nuova gestione, che sarà operativa  all’indomani della prossima Campionaria.

1 campanello - “È certamente un percorso positivo - dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia in Regione, Andrea Caroppo. “Tuttavia non si può nascondere che si parta con il piede sbagliato. All’evidente conflitto della Camera di Commercio: socio fondatore, proprietario e capofila della cordata per la gestione della Fiera, si aggiunge la rarità di una concessione in gestione del bene per 60 anni. Fra 20 anni, il mercato potrebbe viaggiare su cifre decisamente diverse, ma a quel punto l’ente avrebbe le mani legate. E ancora, la cifra: 90 mila metri quadrati di superficie ceduti a 100 mila euro l’anno. Una somma alquanto irrisoria, sebbene sia prevista la quota del 20% sugli utili. Tradotto: abbiamo quasi svenduto un bene economico per oltre metà secolo, privando le future amministrazioni della possibilità di rivedere gli accordi presi”.

Marmo sciancalepore
 

2 campanello - “Il colpo di coda è riuscito: le rassegne della Fiera del Levante verranno gestite in palese conflitto di interessi dal gruppo capitanato dalla Camera di Commercio di Bari”, dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Nino Marmo. “Una bella operazione al prezzo ‘offerta’ di 100 mila euro l’anno, per 90 mila mq di superficie. E non ce ne sarà per nessuno, visto che anche la durata della concessione è extra-ordinaria, ovvero 60 anni. I responsabili di questa trovata hanno una responsabilità oserei dire ‘dolosa’, perché non solo li avevamo avvertiti; ma avevamo anche proposto una soluzione, depositando un disegno di legge per l’istituzione di una fondazione che avrebbe gestito e valorizzato il bene”.

Laricchia antonella
 

3 campanello - E’ quello del Movimento 5 Stelle: “Balza agli occhi come il nuovo concessionario ‘potrà avvalersi della facoltà di prelazione in merito alle locazioni degli spazi del quartiere fieristico non oggetto della concessione e, in tal caso, la durata della locazione potrà essere estesa sino alla scadenza della durata della concessione stessa’. Il territorio pugliese - si legge nella nota diffusa dal Movimento - potrebbe rischiare di pagare per ben 60 anni una decisione affrettata e tesa, più che altro e almeno stando a ciò che si percepisce, ad una dismissione (o privatizzazione che dir si voglia) di un Ente fieristico divenuto quasi un ‘peso’, di cui liberarsi da parte degli amministratori locali”.

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1 campanellino - Istituzionale. Il presidente del Consiglio Comunale di Bari, Pasquale Di Rella, con una nota indirizzata al sindaco Antonio Decaro ha chiesto di valutare l'opportunità di fornire al Consiglio comunale, eventualmente durante una seduta monotematica, i dati specifici della operazione di "privatizzazione" della Fiera del Levante, al fine di chiarirne l'utilità e la convenienza soprattutto per la comunità barese fortemente legata per storia e tradizione ad uno dei luoghi più rappresentativi della città di Bari.

2  campanellino - Questo certamente più malizioso. Per quanto la crisi del settore sia cronica, resta anomala la risposta unica del solo polo emiliano. Le condizioni favorevoli e l’incentivo-facilitatore della Camera di Commercio, abbinato a un impegno di investimento, per la riqualificazione delle aree fieristiche interessate, importante ma non eccessivo, giustificavano speranze di interessi più larghi. C’è chi allude a un incremento degli sbarchi Coop in Puglia. L’operazione non è molto dissimile da quella a suo tempo conclusa con Farinetti per EATALY in FdL. Sono gli stessi che vedrebbero lo zampino proprio dell’Oscar nazionale, nella regia di tutta l’operazione-soluzione. Un’offerta per FdL difficile da rifiutare. Un'eventualità, però, esclusa con decisione dallo stesso presidente Patroni Griffi: "Questa è una possibilità esclusa tassativamente dal bando, che consente al concessionario solo lo sviluppo di attività fieristiche, congressuali ed assimilate!!!!".

Alla costituenda Commissione, voluta dal Consiglio Generale della FdL - che si riserva ogni successiva valutazione, al termine dei suoi lavori, in merito alla definizione globale della proposta di contratto di concessione e dei contenuti del progetto esecutivo - il compito di favorire gli indirizzi di gestione, per far sì che la Fiera del Levante resti propulsore di produzioni locali, anche se in mano d’altri, e scongiurare che possa diventare piattaforma promozionale e distributiva di prodotti terzi, nonché stanza di compensazione per esuberi di mercato altrui. La Commissione sarà composta, tra gli altri, dallo stesso Presidente e dai consiglieri designati Giuseppe Cascella, Giovanni Pennisi e Mimmo Magistro.

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Ed è proprio Mimmo Magistro a tranquillizzare tutti: “Non è una svendita ma è un rilancio della Fiera. Quando sono arrivato in Fiera del Levante a gennaio 2014 - ricorda - il Presidente era pronto a portare le parti in Tribunale. Qualcuno non conosce la normativa sull’obbligo della privatizzazione delle fiere ed è in buona fede. Altri ciurlano nel manico e non si rendono conto che il mondo  delle fiere è cambiato”.

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Magistro che ha rappresentato la Fiera del Levante lo scorso mese all’assemblea delle 32 fiere italiane, svoltasi a Verona, aggiunge: “Non esistono più le campionarie intese come una volta, ma solo fiere specializzate e il Governo non finanzia più le fiere, bensì i privati e le aziende raccolte attorno alla Confindustria che le organizzano. Per organizzare la Campionaria la Fiera del Levante, in media, aveva una perdita mai inferiore a € 2.500.000,00. Dal prossimo anno avrà un minimo d'introito di € 100.000, che potrà essere molto di più perché varranno anche altri due indici, se superiori: il 20% dell’utile o comunque il 2% del fatturato. Inoltre nel restante 60% di Fiera, oramai utilizzato da enti pubblici e privati, bar e ristoranti, contiamo di portare a casa a regime non meno di 1 milione di euro annui, con l’aggiunta che tutti gli utilizzatori delle strutture fieristiche stanno realizzando a proprie spese i lavori straordinari per portarle a norma”.

“Quello che si sta realizzando a Bari - conclude il rappresentante della città Metropolitana - è un vero e proprio miracolo di cui bisogna ringraziare tutti: il Presidente, il Consiglio Generale, isindacati e i dipendenti. Tutta la grande famiglia della Fiera del Levante”.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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