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Flop doppia preferenza le note di Fitto, Bellanova, Italia in Comune, Legacoop

Le reazioni e le delusioni dopo il flop in Consiglio Regionale dell'approvazione modifiche alla legge elettorale, per l'introduzione della doppia preferenza di genera sulla scheda voto e del riparto 60/40 nella composizione delle liste.

Fitto Meloni

Nell'apposita conferenza stampa convocata sul tema, il candidato presidente del centrodestra per la Puglia, Raffaele Fitto, ha dichiarato: “In Puglia sul tema della legge elettorale relativamente alla parità di genere si sta consumando un pericoloso gioco politico-elettorale, che mette a rischio la tenuta democratica delle Istituzioni. E’ necessario fare chiarezza ricostruendo i fatti: per tutta la legislatura, Emiliano e la sua maggioranza non hanno mai affrontato il tema".

“Nei giorni scorsi - ha ricordato Fitto - dopo la diffida del Governo, la Giunta regionale approva un testo di legge che prevede la doppia preferenza di genere. La Commissione approva il testo della Giunta all’unanimità e lo invia in Consiglio regionale. Il centrodestra pugliese in Consiglio regionale avrebbe votato e voterebbe il testo della giunta Emiliano senza discussione. In Consiglio invece vengono presentati molti emendamenti che nulla hanno a che fare con la parità di genere".

consiglio regionale Puglia (2) 3

"A questo punto- prosegue Fitto - l’opposizione di centrodestra ne presenta oltre 2000 (pronti a ritirarli in un minuto) non per ostruzionismo, ma con il chiaro obiettivo di votare solo ed esclusivamente il testo della Giunta e niente altro. Tra tanti  emendamenti ne viene approvato uno (il cosiddetto emendamento Lopalco) con il voto segreto, sul quale la maggioranza si spacca e vota con buona parte dell’opposizione. Emiliano va su tutte le furie e decide di abbandonare l’aula con buona parte della sua maggioranza. Manca il numero legale e quindi termina il Consiglio! Basta leggere il verbale con le dichiarazioni finali per trovare riscontro. Questi i fatti!"

Loizzo Mario

“Cosa c’entra la parità di genere con tutto questo? - chiede Fitto - come possono Emiliano ed il Pd chiedere l’intervento sostitutivo del governo dopo aver abbandonato deliberatamente l’aula ed aver fatto venir meno il numero legale dopo 5 anni di inerzia? C’è mai stato in passato un intervento sostitutivo di questo tipo da parte del governo nei confronti di una regione su qualsiasi altra materia?  Quando e come sarà pubblicato il decreto di indizione delle elezioni?"

"Oggi siamo al 29 luglio ed entro il 4 agosto DEVE essere pubblicato diversamente che facciamo? - ha concluso Fitto - rinviamo le elezioni? Il Presidente del Consiglio, Conte, ed il Ministro dell’Interno, Lamorgese, diano risposte chiare e garantiscano il corretto funzionamento della macchina elettorale. Al presidente del Consiglio regionale Loizzo chiedo di convocare il consiglio ad horas, per approvare in 10 minuti non una nostra legge ma esattamente il testo approvato da Emiliano e dalla sua giunta qualche giorno fa”

Bellanova2

Anche il ministro Teresa Bellanova è intervenuta sul tema, dal suo profilo social: "Quanto temevamo è puntualmente accaduto. Stanotte il Consiglio regionale e il Presidente Emiliano hanno umiliato tutte le donne pugliesi, impedendo la loro presenza nei luoghi della politica istituzionale e delle decisioni. Adesso mi aspetto che nessuno tra quanti hanno boicottato prima, affossato poi come stanotte la doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese, venga ricandidato nelle liste che fanno riferimento al Presidente Emiliano o al Pd".

"Mi aspetto che chi ha lavorato, palesemente e sottotraccia, per dare manforte al centro destra e ai suoi duemila emendamenti - ha rincarato Bellanova - venga considerato 'incandidabile', così da evitare la vergogna di chi ritiene che le donne siano solo utile massa di manovra ma fastidiose e inopportune, se invece siedono nel consiglio regionale o nelle stanze dove si decide il destino dei territori e dei cittadini pugliesi, uomini e donne".

doppia preferenza di genere

"Perché il provvedimento sull’equilibrio di genere nel consiglio regionale fosse portato in Aula, praticamente fuori tempo massimo e nell’ultima seduta utile - ha aggiunto - sono state necessarie mobilitazioni delle donne, prese di posizione durissime, la diffida del Governo con l’eventualità dei poteri sostitutivi. Non è bastato."

"Ancora una volta - ha ribadito Bellanova - sono e siamo costrette a prendere atto di una vergognosa sconfitta della maggioranza, nonostante le tante dichiarazioni roboanti e retoriche della vigilia. Perché è evidente che questo nulla di fatto, e il mancato adeguamento della legge regionale a quella nazionale e al dettato costituzionale, se è responsabilità dell’intero emiciclo lo è soprattutto di chi ha governato per ben lunghi cinque anni la Puglia".

"Quella stessa maggioranza che invece non ha avuto difficoltà alcuna nel tessere accordi di sottogoverno utili alla distribuzione degli incarichi e che non si è sottratta, nemmeno stanotte, all’utilizzo disinvolto e strumentale del numero legale. Gli uni e gli altri saldamente complici nel tenere le donne fuori dalle liste e dal governo. Una vergogna ha concluso Bellanova - di cui dovranno dare conto. Guardando in faccia le donne, quando andranno a chiedere il voto.E una ragione di più per dire che è tempo, finalmente, di voltare radicalmente pagina".

Gesualdo, Desario, Longo

Le donne Italia in Comune Puglia fanno argine: "Noi candidate comunque, i nostri in aula fino all'ultimo". Grazia De Sario, attivista del movimento delle Sardine in Puglia insieme a Mariagrazia Cinquepalmi, Anna Lillo, Annamaria Carella, presidente regionale della Federazione italiana dei Teatri amatoriali, Anna Maria Longo, già assessora comunale a Gioia del Colle, Angelica Longo architetto ambientalista di San Vito dei Normanni: sono solo alcuni nomi in lista per la candidatura alle prossime regionali di Italia in Comune Puglia. Donne impegnate in politica a Barletta, Trani e Altamura che oggi accusano il colpo di una seduta consiliare regionale che non ha dato i risultati sperati, ovvero l'approvazione del disegno di legge per la doppia preferenza di genere già a partire dalla prossima tornata elettorale.

Anna Lillo

"Abbiamo accolto le loro parole di rammarico e rabbia come prima reazione a quanto accaduto ieri notte - esordisce il vice-coordinatore nazionale del partito e sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, -. Sono state testimoni di una vergogna di rilevanza politica nazionale che ci porteremo come pugliesi per tantissimo tempo".

"Ringrazio i nostri consiglieri regionali presenti in aula fino all'ultimo secondo - ha commentato Davide Carlucci, vicecoordinatore regionale e Sindaco di Acquaviva, che nel corso dell'ultimo tavolo del centrosinistra aveva chiesto una presa di posizione netta da parte della coalizione- Abbiamo sperato in un barlume di civiltà politica ma il centrodestra non si smentisce neanche ora, così come tutti coloro che hanno abbandonato l'aula in chiave strategica". "Una strategia al massacro democratico" ha concluso Abbaticchio. 

Duro anche il commento diffuso dalla Commissione Pari Opportunità e Politiche di Genere di Legacoop Puglia per la mancata approvazione in Consiglio Regionale della legge sull’introduzione della doppia preferenza di genere nella Legge Elettorale Regionale, con la quale la Puglia si sarebbe adeguata alla norma nazionale del 2016. 

LegaCoop Puglia

“Per capire come sarebbe andata ieri sarebbe bastato respirare. La puzza di ostruzionismo era nell’aria da settimane. E il fatto di essere arrivati all’ultimo giorno utile della legislatura, per approvare una legge che implorava da anni di essere portata in Consiglio, è stato l’ultimo atto di una farsa che definire vergognosa suona come un atto di gentilezza. Una farsa da parte di un Consiglio Regionale che si è mostrato incapace di assumersi la responsabilità/maturità del cambiamento; un Consiglio che sceglie la via del prendersi gioco delle cittadine e dei cittadini che rappresenta, mettendo in scena il teatrino del blocco della legge".

"Questa modalità irrispettosa è l’ulteriore manifestazione di una politica di basso profilo, che si sottrae al dovere istituzionale di adeguarsi alla normativa nazionale e che non lascia spazi di apertura al nuovo. Un atteggiamento che stride molto con l’immagine di una Puglia vivace e all’avanguardia, che tutte e tutti noi contribuiamo a realizzare. Ci auguriamo a questo punto che il Governo nazionale intervenga, ma soprattutto ci auguriamo un futuro più democratico, più giusto e proattivo per la nostra Puglia”. 

(gelormini@gmail:com)

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Pubblicato sul tema: Doppia preferenza nulla di fatto, in Consiglio viene meno il numero legale

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