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Forza Italia, liberi tutti!

"S'è liqueso!", esclamava incredulo davanti a un Colosseo sgretolatosi proprio sotto i suoi occhi, Gigi Proietti, in uno spot televisivo per il pagamento del canone Rai. E' quello che sta succedendo a Forza Italia, in Puglia come altrove.

Vanno via tutti. La nave affonda e le scialuppe continuano a imbarcare "fuggitivi". A Bari è stato azzerato persino il gruppo in Consiglio Comunale e, alla fine, capitola anche il nome più eccellente: Irma Melini. Se tutto questo sia il prodotto dei commissariamenti voluti da Roma, che nella Puglia di Raffaele Fitto hanno avuto sempre una fortissima resistenza, o se il processo di disgregazione fosse già insito nell'involuzione delle cose, a questo punto poco importa.

Fitto Vitali
 

Francesco Paolo Sisto, dopo Luigi Vitali, si ritrova ad essere commissario di un contenitore praticamente svuotato. L'esodo verso il Gruppo Misto dei consiglieri dimissionari si annuncia solo una tappa interlocutoria, dell'approdo verosimile e conseguenziale, verso la compagine "leonina" del leader di Maglie, che da tempo lavora e prepara "la zampata finale".

Si direbbe un film visto e rivisto della politioca italiana. E, invece, un elemento nuovo c'è: forse per la prima volta - in modo convinto ed incisivo - una parte della cosiddetta classe dirigente, dell'area a lungo berlusconiana, decide di ribellarsi e prendere in mano le proprie sorti. Lunghissima la catena di leader, militanti e intellettuali "consumati" dal progetto personale del Cavaliere. L'impressione è che, venuto meno l'amalgama, l'intera struttura "plastica", riveli tutte le prevedibili fragilità; e a nulla valgono appelli tardivi, minacce e impacciati tentativi di contenimento del tracollo.

"2006-2016: una storia d'amore lunga dieci anni che si conclude per un amore ancora più grande, quello del centrodestrara barese", dice con un pizzico di rabbiosa e delusa emozione, Fabio Saverio Romito, firmando le dimissioni dal gruppo consiliare barese di FI.

"Ho iniziato a fare politica con Silvio Berlusconi - aggiunge - ho partecipato da semplice militante a centinaia di comizi, raduni, incontri con altre centinaia di migliaia di persone da tutta Italia. Era un partito diverso da quello di oggi, era un partito fatto di sorrisi di ambizioni di sogni, di valori. Oggi è un posto litigioso, dove si tira a campare, ammiccando a Renzi e cedendogli - ad ogni occasione buona - una storia lunga venti anni, scritta da milioni di italiani".

forza italia comune bari
 

E poi precisa: "Silvio Berlusconi è stato un grande, uno degli ultimi grandi di questo Paese, ma oggi dovrebbe impegnarsi a ricostruire il centrodestra, insieme a tutti noi e non ad arroccarsi in un buio bunker. Non abbiamo mai creduto nei Commissariamenti, nelle scelte punitive, nelle urla, nelle offese pubbliche e me ne sono anzi sempre discostato anche quando sarebbe stato facile rispondere e zittire chi impropriamente accusava. Gli ultimi accadimenti dentro Forza Italia, poi, sono la plastica dimostrazione che si è scelto di suicidarsi e di uccidere quel poco di credibilità che restava. Siamo stati diffidati, offesi e ingiustamente provocati, non si poteva restare un solo minuto di più".

Si prevede l'effetto a catena, anche dove non è ancora successo. La determinazione di Romito è la stessa dei colleghi firmatari e in qualche modo prova a farsi sentire da chi non aspetta altro che partire col "cestino della raccolta", nella sconfinata prateria che si prospetta al di là del vuoto azzurro: "Da oggi, ripartendo da Bari, abbiamo il dovere di ricostruire un centrodestra moderno, sorridente, vincente e credibile. Da oggi non ci sono più scuse per nessuno, non resta che metterci al lavoro e provare a fare meglio di chi ci ha preceduto. Noi restiamo qui, con i piedi ben piantati nel Centrodestra, all'opposizione di Decaro e di questa sinistra inetta e unita solo dal potere. Stateci accanto!"

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblicato sul tema: Comune Bari, FI: mercoledì delle ceneri Melini sbatte la porta. Gruppo azzerato

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