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Frecciarossa, Fitto a Emiliano "Adesso, Incazziamoci! "

L’incontro richiesto dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per discutere della questione del collegamento Frecciarossa con la Puglia è saltato.

L’Amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia, ha risposto che “Sullo stesso tema, la nostra Azienda è stata convocata per un’audizione parlamentare, fissata per il 29 settembre prossimo. In considerazione di tale appuntamento istituzionale, ravvisiamo l’opportunità di differire la riunione da Lei richiesta ad una data - da concordare - successiva a quella della suddetta audizione”.

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I ritardi "vistosi" del Frecciarossa già dai primi arrivi in Puglia e la diserzione dell'incontro a Lecce accrescono le ipotesi di una decisione affrettata, in funzione della visita di Matteo Renzi in Puglia, per l'inaugurazione della Fiera del Levante, saltata per l'inaspettata performance delle tenniste pugliesi, Flavia Pennetta e Roberta Vinci, agli Open USA.

“Ora basta, incazziamoci veramente!!!", è l'invito perentorio di Raffaele Fitto a Michele Emiliano. "Il rinvio dell'incontro tra il presidente della Regione Puglia e l'amministratore delegato di Trenitalia pone due serie questioni", precisa il leader dei Conservatori e Riformisti.

"La prima: il tentativo di rinviare in altra sede e non in Puglia un confronto urgente, per risolvere il problema del collegamento fino a Lecce del  Frecciarossa".

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"La seconda: la totale mancanza di rispetto per le nostre Istituzioni. Il presidente Emiliano, al di là delle appartenenze politiche, è il presidente della Regione ed oggi avrebbe rappresentato le istanze di tutte le istituzioni (sindaci, presidente provincia, consiglieri regionali e parlamentari nazionali ed europei riuniti questa a Lecce), snobbare tutto questo è molto grave".

"Ho telefonato ad Emiliano poco fa e gli ho chiesto di incazzarsi”.

Gli fa eco Luigi d'Ambrosio Lettieri: “Prima il Frecciarossa che taglia fuori tutto il Salento, adesso i treni Intercity che potrebbero sparire da un giorno all’altro. Non si può dire che Trenitalia non sia piena di sorprese. Peccato che in temi così strategici per lo sviluppo economico del territorio e anche per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini, come dettato dalla Costituzione, le sorprese, specialmente quelle a perdere, non debbano essere contemplate. Trenitalia svolge un servizio pubblico. Forse qualcuno se ne è dimenticato. Dal Ministero dei Trasporti dicono di stare tranquilli, che è tutto a posto, che se ne stanno occupando i tavoli tecnici. Ma a giudicare da quanto sta accadendo intorno alla vicenda del Frecciarossa, compreso il dietrofront di Trenitalia rispetto all’incontro richiesto dal presidente Emiliano, c’è poco da stare sereni".

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"Ora basta. Ci sembra che la misura sia colma. Renzi, se ci sei, batti un colpo. Questa situazione è anche responsabilità di un governo che, quando arriva, arriva sempre dopo che i buoi sono scappati dalle stalle. Ma si è accorto che Trenitalia sta facendo il bello e il cattivo tempo minando sviluppo e diritto alla mobilità?”.

Anche Dario Stefàno, coordinatore di Noi a Sinistra per la Puglia fa sentire la sua voce: “I vertici di Trenitalia non devono prendersi gioco del nostro territorio e dei pugliesi. La Regione Puglia ora reagisca, non può accettare passivamente la cancellazione del vertice odierno sul Frecciarossa da parte di Trenitalia che, vorrei anche ricordare, è un concessionario dello Stato. Non consola, anzi fa rabbia dirlo, ma quanto avvenuto oggi lo avevamo abbondantemente previsto".

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"Purtroppo - continua Stefàno - siamo stati facili profeti, siamo stati i primi a essere scettici sulle dichiarazioni molto generiche del sottosegretario De Vincenti durante la Fiera del Levante. E la realtà si sta manifestando ancora una volta amara. Il vertice avrebbe avuto un senso solo se fosse stato convocato prima del 20 settembre, data dell’inaugurazione del Frecciarossa Milano-Bari”.

“Il rinvio di oggi  -  conclude Stefàno - ci conferma che avevamo visto giusto: Trenitalia si sottrae alle responsabilità e anche il Governo non ci sta dando le dovute garanzie in merito a sollecitazioni che noi consideriamo un nostro diritto".

Dal canto suo, il Vicepresidente del Consiglio regionale, Peppino Longo, aggiunge: “Il ‘Frecciarossa 1000’, treno ad alta velocità che dal 20 settembre collega Bari con Milano, deve arrivare fino in Salento. Sono convinto che la ripartenza economica e sociale della Puglia, debba necessariamente fondarsi su infrastrutture moderne e che permettano collegamenti ferroviari – ma anche aerei e su strada – tra il Sud e il Nord in tempi adeguati alle rinnovate esigenze dei viaggiatori. Perciò, anche in qualità di vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, invito tutti i colleghi a sostenere il presidente Michele Emiliano in questi giorni di incontri con i vertici di Trenitalia".

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"Certo che l’unione, mai come in questo caso, possa rappresentare quella forza in più per vincere una battaglia che rappresenta solo una legittima richiesta da parte di una comunità, che non può e non deve viaggiare a due velocità. Emiliano non retroceda di un passo rispetto a quanto finora giustamente rivendicato a nome della popolazione pugliese in generale e salentina in particolare, forte delle consapevolezza di avere dalla sua parte l’intera comunità che rappresenta. Noi saremo con lui anche nelle future, e necessarie, rivendicazione che, dopo il Frecciarossa 1000, riguarderanno l’alta velocità sull’intera tratta adriatica. Se vogliamo un Sud moderno e in grado di sfruttare tutte le potenzialità economiche di cui è capace, diventa fondamentale ‘agganciarlo’ saldamente al resto dell’Europa”.

Infine, sempre dal Consiglio regionale pugliese, la nota di Erio Congedo - Oltre con Fitto: “L’auspicato incontro fra Trenitalia e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, salta per indisponibilità della società di trasporti e viene rinviato a data da destinarsi. Stigmatizziamo l’atteggiamento dell’amministratore delegato, Elia, che da pugliese dovrebbe più di tutti avere a cuore le sorti di una regione che non può viaggiare a doppia velocità ed essere penalizzata da una società che seppure non più pubblica svolge un servizio pubblico".

"Il presidente Emiliano non si scoraggi", conclude Congedo, "E' chiaro che Trenitalia spera di prendere tempo, magari con l’auspicio che tutto quello che in questi giorni si sta muovendo attorno a questa decisione di far partire e arrivare il Frecciarossa solo da Bari possa poco alla volta cadere nel dimenticatoio. Si illudono. La voce della Puglia che non vuole subire questi trattamenti si leverà ancora più forte”.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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