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'Futuro Materiale' - 10 anni di IMAST Storytelling di Puglia per la sintesi

Celebrati a Napoli i dieci anni di attività del Distretto tecnologico per l’ingegneria dei materiali compositi, polimerici e strutture. Un confronto sul presente e il futuro dei compositi, sul loro ruolo al servizio dell’industria hi-tech e nei settori più tradizionali vede protagonisti le imprese e la ricerca, con la presenza anche di interventi divulgativi e spettacolari sugli stessi temi. In esposizione i risultati dei progetti di ricerca e innovazione realizzati da IMAST con i propri soci.

“Il futuro è nella plastica”: è in questa citazione, tratta dal celebre film “Il laureato” di Mike Nichols del 1967 e richiamata dall’architetto e designer Fabio Novembre, il fil rouge che ha legato gli eventi e i singoli interventi di  “FUTURO MATERIALE – Dieci anni di IMAST e oltre”, la manifestazione che il Distretto tecnologico per l’ingegneria dei materiali compositi, polimerici e strutture ha organizzato a Napoli in occasione dei suoi primi dieci anni di attività: dimostrando che è possibile parlare di materiali compositi utilizzando anche punti di vista inusuali, contaminando i linguaggi e i modelli espressivi.

Nel complesso dei SS. Marcellino e Festo per un giorno hanno trovato spazio prototipi e dimostratori dei progetti realizzati da IMAST e dai suoi soci nel corso di questi anni. Si tratta di risultati della ricerca, molti dei quali già in produzione: le piscine leggere e resistenti per le navi da crociera, il paraurti per le motrici delle metropolitane, i portelloni di auto resistenti alle deformazioni, il pannello fonoassorbente integrato nella fusoliera del Boeing 787, la porta di sicurezza del velivolo regionale europeo ATR42.

imast milella
 

“In dieci anni IMAST ha costruito un modello di distretto unico nel suo genere, non solo integrando le competenze della ricerca pubblica e quelle dell’industria, ma soprattutto innescando collaborazioni inedite tra imprese non appartenenti agli stessi settori”, ha dichiarato la presidente del distretto Eva Milella introducendo la giornata. Ad Antonio Polito, direttore del Corriere del Mezzogiorno, il compito di intervistare alcuni soci industriali e del mondo della ricerca e coordinare il talk show su “La gestione della conoscenza come fattore economico”.

In questo contesto, Luigi Nicolais, presidente del CNR e past president dell’IMAST, ha sottolineato la carenza di una vera e propria politica italiana della ricerca e dell’innovazione, aggiungendo che “si impone la necessità di compiere delle scelte a livello nazionale. Quella dei distretti è una scelta politica, perché implica l’investimento in un settore piuttosto che in un altro. Per il futuro” ha aggiunto, “un’opzione intelligente sarebbe quella di investire nella macroregione del Sud, individuando le aree tematiche in cui i territori sono più forti, per attrarre ulteriori investimenti e insediamenti produttivi. La sfida vinta di IMAST è stata di far avanzare, sistemicamente, la capacità innovativa dei soggetti coinvolti nel Distretto di cui ha concorso a innalzare qualità e tenuta competitiva”.

imast logo
imast 2014 1
 
“Non è un problema di risorse economiche, ma di strategia” ha sostenuto Eva Milella. “Per far fronte alla carenza di una nuova politica nazionale in materia di innovazione e ricerca, occorre consolidare modelli di interazione pubblico-privato e collaborazioni interregionali, che diventino l’ossatura di una nuova politica nazionale, fondata sulle priorità indicate dalle politiche europee”. E ha concluso: “è necessario investire sull’intraprendenza dei ragazzi, attraverso un’azione di sensibilizzazione culturale già nelle scuole, per potenziare le competenze e scatenare una nuova stagione di imprenditorialità diffusa”.

“Dietro l’esperienza della ricerca cooperativa che caratterizza IMAST c’è un’idea di società: è un’idea che parte dalla constatazione che ormai i fattori produttivi, oltre a lavoro e capitale, sono anche conoscenza e informazione” ha affermato il presidente del Comitato tecnico Credito e Finanza di Confindustria Vincenzo Boccia.

“L’eccellenza della ricerca competitiva è la chiave del successo di IMAST”, ha affermato il vice presidente della Regione Campania Guido Trombetti, che ha ricordato che la nascita del distretto è stata resa possibile dall’esistenza in Campania di ricerca e impresa di alta qualità, che sono state in grado di attrarre nuovi gruppi industriali nel territorio.

imast arte
 

Con l’obiettivo di parlare di compositi in maniera diversa, questi interventi sono stati inframmezzati da tre voci “fuori dal coro”. Così, l’attrice Carmela Vincenti ha interpretato il racconto “La cosa” di Nina Amara, che narra la storia di un ricercatore e del polimero che ha realizzato. Alessandro Sannino, il ricercatore protagonista del racconto, al termine del reading ha mostrato come funziona il suo polimero, l’idrogelo superassorbente.

Fabio Novembre ha poi tenuto una lecture dinamica sul tema del design plastico e composito: partendo da una carrellata di immagini e storie del grande design dagli anni cinquanta ad oggi, è giunto alla conclusione che anche il linguaggio artistico, come quello della ricerca, deve necessariamente cercare l’innovazione nelle forme, nella materia, nelle modalità di fruizione e avere il coraggio di non fermarsi alla replica sterile del passato.

Lo sguardo dell’astronauta e pilota collaudatore Maurizio Cheli ha poi svelato le macchine volanti più leggere e performanti proprio grazie ai compositi: dal caccia Eurofigther Typhoon (fatto per il 70% di compositi) allo Space Shuttle, la macchina più sofisticata mai messa a punto. Con il paradosso del fatto che pur trattandosi di materiali tecnologici, i compositi richiedono una forte componente di lavoro realizzato dall’uomo.

Nel pomeriggio, infine è stata realizzata una sessione di networking dedicata alle imprese, che sono potute entrare in contatto con i talenti che IMAST forma insieme ai soci, attraverso programmi di training on the job finanziati da progetti PON. “Tra gli impatti di cui andiamo più fieri c’è quello occupazionale”, afferma infatti Eva Milella, “perché grazie ai progetti di ricerca e alla formazione specialistica on the job che eroghiamo a giovani laureati, produciamo ogni anno nuovi posti di lavoro qualificati”.

Per tutta la giornata, il complesso dei SS. Marcelllino e Festo ha anche ospitato le mostre Materiali e forme del futuro, l’esposizione di risultati dei progetti di ricerca dell’IMAST, e oneZone, l’esposizione degli artefatti interattivi multimediali prodotti da oneZone-IMAST Educational Lab, il progetto di ricerca finanziato da IMAST e realizzato in collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa, per sperimentare in campo educativo la metodologia dell’understanding by design e realizzare contenuti multimediali sui polimeri e i materiali compositi, utilizzando la connessione tra arte e scienza.

 

EVA MILELLA DIECI ANNI IMAST
 

 

Cos’è IMAST Scarl

È la società di gestione del Distretto tecnologico sull’ingegneria dei materiali polimerici e compositi e strutture, fondato nel 2004 e con sede a Napoli. Attualmente sono soci del Distretto Università e centri di ricerca (Università degli Studi di Napoli "Federico II", Seconda Università di Napoli, Università di Salerno, Politecnico di Torino, CNR, ENEA), imprese (Adler Plastic, Alenia Aermacchi, Ansaldo Breda, Avio, Centro Ricerche Fiat, Cetena, CIRA, CYTEC, Dompè Farmaceutici, Fiat Group Automobiles, MBDA, Selex Electronics Systems, STMicroelectronics) e soggetti finanziari (Istituto Banco di Napoli Fondazione). Essi realizzano progetti di ricerca comuni in settori quali l’automotive, l’aerospazio, l’aeronautica, la difesa, il navale, il  ferroviario, l’elettronica polimerica, il biomedicale e l’edilizia.

La ricerca sui compositi sviluppata da IMAST impatta anche su imprese più tradizionali, trasformandone i processi produttivi e i prodotti stessi. Obiettivi di IMAST sono quindi quelli di accelerare lo sviluppo del territorio, diffondere nuove tecnologie, migliorare la competitività delle imprese socie e sostenere la nascita di spin-off.

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TRE VOCI PER UNO STORYTELLING DEI COMPOSITI

Imast polimeri
 

Un’attrice, un designer e un’astronauta raccontano i materiali compositi attraverso i linguaggi della narrativa, del design e dello spazio. Ecco i tre protagonisti di questo speciale storytelling.

CARMELA VINCENTI

Nata a Bari, è un’attrice brillante e versatile, di teatro, televisione e cinema. Proprio al cinema ha lavorato con registi tra cui Carlo Verdone, Pupi Avati, Carlo Vanzina, Luca Lucini, Giovanni Vernia e Paolo Uzzi; a teatro è stata diretta, tra gli altri, da Michal Znaniecki, Michele Mirabella, e Tonino Pulci e Giancarlo Sammartano. È anche autrice dei suoi monologhi teatrali tra cui vanno ricordati: "Una serata veramente orribile", "Spose", "Donne molto occupatissime" e "Ti scrivo dalle nuvole ... a Maria".

FABIO NOVEMBRE

Carmela Vincenti Racconto di impresa
 

Architetto e designer, è nato a Lecce nel 1966 e giovanissimo si è trasferito a Milano. È qui che nel 1994 ha aperto il suo studio. È stato art director di Bisazza e ha collaborato con aziende del calibro di Cappellini, Driade, Meritalia, Flaminia, Casamania. Nel 2010 ha curato l'allestimento per il comune di Milano all'interno del Padiglione Italia dell'Expo di Shanghai. Nel 2014 ha disegnato il nuovo quartier generale del Milan e il nuovo logo del Club. Qualcuno lo ha definito l’architetto e designer della ricercatezza e della stravaganza.

MAURIZIO CHELI

Nato a Zocca, classe '59, è astronauta e aviatore ed ha al suo attivo oltre 380 ore di attività spaziale. All’ESA tra il 1992 ed il 1996, è stato il primo astronauta italiano, nel 1996, ad avere il ruolo di mission specialist (capomissione) durante la spedizione STS-75, cosiddetta "Tethered Satellite", sullo Space Shuttle Columbia che portava in orbita un satellite italiano. In Alenia Aeronautica è Capo Pilota Collaudatore per velivoli da combattimento, tra cui il Tornado e l’Eurofighter Typhoon. Nel 2003, all'Aeroporto "Baccarini" di Grosseto, Cheli ha pilotato l'Eurofighter Typhoon nella sfida con la Ferrari F1 di Michael Schumacher, vincendo 2-1.

(gelormini@affaritaliani.it)

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