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Gargano, torna l'incubo incendi a Baia San Felice - Vieste

Vasto incendio in bosco a Baia san Felice a Vieste, sul Gargano. 600 i turisti evacuati rientrati a Baia di Campi in serata.
Un vasto incendio ha interessato il bosco che sovrasta la baia San Felice a Vieste, sul Gargano. Immediato l'intervento dei Vigili del Fuoco, del personale dell'Arif e dei volontari della Protezione Civile, con l'arrivo anche di un canadair della Flotta Aerea dello Stato, per il contrasto agli incendi boschivi.
"È una situazione critica - ha sottolineato all'ANSA il sindaco Giuseppe Nobiletti - è il quinto tentativo in una settimana e stamani ci sono riusciti. La preoccupazione è per il vento che spinge le fiamme verso Baia dei Campi (struttura che ospita circa duemila persone ). Stiamo valutando il da farsi".
Sono stati circa 600 gli ospiti della struttura Baia di Campi evacuati dopo l'incendio divampato lungo il bosco sovrastante baia San Felice, a Vieste (FG).
Circa la metà degli evacuati, come ha confermato il sindaco Giuseppe Nobiletti, è andato via, mentre altri hanno trovato alloggio presso strutture ricettive e nella palestra messa a disposizione dall'amministrazione comunale di Vieste.
"Domate le fiamme - ha confermato il primo cittadino - già in serata i turisti hanno fatto rientro a Baia di Campi, considerato che le fiamme sono state quasi del tutto domate e i vigili del fuoco stanno provvedendo alle ultime rifiniture". Anche la provinciale, chiusa per alcune ore, è stata riaperta.
C'è dell'inquietante nel riscontrare la dolosità dell'incendio divempato/appiccato nello stesso giorno (24 luglio) di quello che devastò la stessa area nel 2007, distruggendo migliaia di ettari di vegetazione tra Peschici e Vieste, alle pendici del Gargano.
Quell'incendio provocò tre vittime e danni a migliaia di turisti - ricorda una nota dell'ANSA - che furono messi in salvo anche via mare. Nel momento in cui si prigionarono le fiamme la costa di Peschici era affollata di turisti. E proprio in spiaggia ci furono scene di terrore, con migliaia di bagnanti in fuga dal fumo via mare, raccolti dalle navi delle capitanerie di porto e da soccorritori improvvisati: privati e pescatori che fecero la spola per portare la gente in salvo.
Non riuscicono a sfuggire alle fiamme gli anziani fratelli Carmela e Romano Fasanella, di 81 e 71 anni, che morirono carbonizzati, e Domenico De Nittis, di 60 anni, deceduto tre giorni dopo a causa delle gravi ustioni riportate sul 60% del corpo. De Nittis, sposato e padre di tre figli, tentò invano di difendere dalle fiamme il suo punto vendita di oggetti in ceramica, sulla provinciale Peschici-Vieste.
In quella tragica occasione, complessivamente furono circa 3.000 le persone evacuate.
(gelormini@gmail.com)