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I 60anni dei nati nel 1956 "La generazione granito"

Nel 1956 mentre Rocky Marciano (Mano di pietra) si ritirava imbattuto dopo ben 49 incontri, la Francia concedeva l’indipendenza prima alla Tunisia e poi al Marocco, Marylin Monroe sposava Arthur Miller, Grace Kelly - a Montecarlo - Ranieri di Monaco, e la Fiorentina in Italia vinceva lo scudetto, nascevamo tutti noi: l’ultima “classe granitica” del II millennio.

1956 kelly ranieri
 

Era un anno bisesto, perché altrimenti non sarebbe bastato a contenerci tutti. L’anno di una svolta sia al di qua delle Alpi, dove decolla l’auto per tutti, il presidente Gronchi pone la prima pietra dell’Autostrada del Sole e, davanti alla prime TV, ci si entusiasma per “Lascia o Raddoppia”, sia in Europa: dove un medico polacco, Albert Bruce Sabin, scopre il vaccino per la poliomelite.

Un anno cruciale anche in Africa, dove il presidente egiziano Nasser annuncia la nazionalizzazione del Canale di Suez, e in America negli Stati Uniti dove - finalmente - la Corte Suprema dichiara incostituzionale la segregazione sugli autobus pubblici, mentre Anna Magnani vince l’Oscar per “La rosa tatuata” ed Elvis Presley incide “Heartbreack Hotel” uno dei suoi più grandi successi, che lo renderà famoso in tutto il mondo.

1956 Marcinelle
 

Ma è l’anno anche di alcune grandi catastrofi: affonda in pieno Atlantico l’Andrea Doria (48 vittime), a Marcinelle in Belgio crolla una miniera di carbone (262 vittime di cui 136 italiani), i carri armati dell’Armata Rossa entrano in Ungheria per sedare i moti rivoluzionari, e a Cuba Fidel Castro comincia la sua puntigliosa guerriglia contro Fulgencio Batista.

E mentre in Cina i fermenti di un miliardo di persone danno vita alla grande “Rivoluzione Culturale”, a Seattle (USA - Stato di Washington) il 5/6/56 nasce Kenneth Bruce Gorelick, in arte “Kenny G”: un sassofonista destinato a segnare e scandire - con i suoi successi - i momenti più belli e indimenticabili del mondo intero, ma soprattutto e in particolare “ogni fine giornata dell’immensa Repubblica Popolare Cinese”.

Intanto, all’ombra del Rosone più incantevole del mondo, i ragazzi del ’56 crescevano convinti che “Cicerone” - più che oratore - fosse un abile portiere; che “Amici” era un vescovo molto amato dalla comunità troiana, ignari che un giorno sarebbe diventato format televisivo; e persuasi che “Michelone” cantasse l’arrivo del prezzemolo (u’ p’trusin’ semp’ abb’sogn), del basilico (teng’ pur a mast’ nicol’)  e degli odori per cucina, più che un giorno - da Emiliano - potesse proclamarsi “Sindaco di Puglia”.

Un giorno sì e l’altro pure, con le ginocchia sbucciate e le scarpe impolverate,  assistevano allo spontaneo “Teatro in piazza” - ben prima del Festival Troia Teatro - con le sceneggiate comico-drammatiche di Giuliano e Pup’zzell’ o con gli annunci del banditore Giovanni Iorio o ancora con le sbronze di Totonno Trifolone, du Pisciaiol’ e gli sberleffi a Nch’cchin Centron’ e Giuvann’ Ciu Ciù.

1956 Nasser Suez
 

Col grembiulino nero e i bottoni bianchi che aumentavano anno dopo anno, divisi tra i cap’ de pezz’ e il doppio turno all’Edificio, ogni giorno passavano in rassegna: u Sbirr’, i Cummarell’ e C’lomba sciokk, all’andata, e al ritorno: immancabile era la tappa alla Cartoleria Sepielli, per le bustine dei giocatori delle Edizioni Panini - Modena.

L’immaginario collettivo era animato da personaggi degni della letteratura ‘noir’ e dei ‘thriller’ più avvincenti: A P’très’, Scarpa sciovt’, Scotl’ e fuj’, Schkattacav’zon’, Pashkl’ Voccol’, ‘Ndunetta Lisc’h e Mariett’ u C’kitt’; ma anche da eroi della tentazione come Spadavecch’ o numi toccasana, per ogni bicicletta, come il mitico ‘iUccell’.

I sogni erano affidati alle bacheche cinematografiche de Spaccon’, sotto l’omonimo palazzo e ‘nnanz a Delina Santor’, e a quella del Pidocchietto davanti all’affollato ‘Caffè Argentina’, dove si giocava al Totocalcio e si tifava per Fausto Coppi, durante le appassionate radiocronache diffuse a tutto volume

1956 GG5
 

Infine, le trasgressioni si riassumevano nello sbirciare la monta dei cavalli nel vecchio Castello normanno-svevo, vicino alla Villa Comunale, nelle scorribande calcistiche a Busciacc’ verso Orsara, in quelle collettive alla jumm’r verso Lucera, o nel furto delle melelle verdi - dalle sedie/vetrina - lungo la stradina verso la Cella di Sant’Antonio.

Un destino, allora, spensierato, ancora tutto da disegnare e proiettato verso un orizzonte senza confini. Lo stesso a cui si direbbe votata la composizione di Kenny G, “Going Home” (Andare a casa), che l’imponderabile casualità della vita vide solo al “56esimo” posto nella classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti. E che oggi, in Cina, è conosciuta praticamente da chiunque, perché viene suonata da anni “nelle scuole, nei centri commerciali, nelle palestre e nelle stazioni ferroviarie”, per uno scopo preciso: segnalare l’imminente orario di chiusura.

Una canzone e un motivo diventati ormai ‘patrimonio comune’. Per cui, se lo sono stati e continuano ad esserlo per tanti occhi a mandorla, da oggi possono diventare anche la nostra canzone e il nostro motivo: per testimoniare a tutti noi e a chi ci sta vicino, che con ciascun nato nel 1956, con ognuno di questa “Generazione Granito”, sarà sempre come stare con l’intera classe. E dovunque nel mondo, ci si sentirà sempre “a casa”!

Auguri per cent’anni a tutti noi!

(gelormini@affaritaliani.it)

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