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PugliaItalia
Il futuro del Porto di Brindisi e la lettera sulla beffa Grimaldi

Si pubblica la nota pervenuta in redazione sul futuro del Porto di Brindisi, sulle vicende inerenti le relative concessioni alla società Grimaldi, e sui risvolti conseguenti al probabile accorpamento delle Autorità Portuali pugliesi a Bari e Taranto.

di Paolo Taurino *

Brindisi Turino
 

Da cittadino dico…’’ e mo’ non basta???’’

Gentile direttore,

chi Le scrive è un cittadino di Brindisi, che segue le vicende della propria città con passione e con amore per la propria terra.

Quando si ama si cerca, nel limite delle proprie possibilità, di proteggere l’oggetto del proprio amore. E’ questo il motivo per il quale mi rivolgo a Lei.

La mia città ha un porto naturale definito dai romani il più sicuro del Mediterraneo, che abbraccia l’intero centro urbano e si espande per chilometri verso est.

L’economia cittadina è sempre stata legata al suo porto ed oggi più che mai guarda al mare come una delle poche speranze di risollevarsi da una crisi economica profonda.

Mi ha colpito la notizia, di alcuni mesi fa, di un imprenditore, un noto imprenditore brindisino, che preso dalla rabbia o dalla ragione di aver capito il suo triste destino e quello dei suoi operai, ha minacciato con pistola alla mano l’ex presidente dell’autorita’ portuale…  mi sono sempre chiesto il perche’… perche’ mai una persona benestante, reputata per bene dai molti, si e’ lasciato travolgere dalla rabbia e ha trovato il coraggio di un simile gesto…

Sara’  questo il motivo?

Grimaldi ha chiesto:

Tutte le aree pre-imbarco, piazzali già attrezzati dal l'autorità per la sosta dei camion, parcheggi per le auto, le strutture di controllo sotto le pensiline, le aree di accesso e tutta la stazione marittima con possibilità di sub affittare gli spazi, il bar all'interno, e le tre banchine di punta delle terrare alle quelli si accede da queste infrastrutture.

porto brindisi
 

Grimaldi ha scritto nelle richieste:

1. Impresa portuale.
di diventare terminalisti (art 18 della legge 84/94). Cioè di gestire in proprio le aree e le banchine.
Questo presuppone che diventino IMPRESA PORTUALE (art 16 stessa legge) ossia fare concorrenza alle imprese esistenti. L'istanza infatti è stata così correttamente impostata.
Nella richiesta, come previsto dalla legge, hanno elencato tutti i mezzi con tanto di targhe, che utilizzeranno per fare la trazione dei semirimorchi nella nave che è quello che oggi fanno (sempre per legge) le imprese portuali di Brindisi
QUINDIIII!!!!!!!!! Quando dicono che faranno lavorare le imprese BRINDISINE sono solo parole senza nulla di scritto. Avranno la licenza di impresa e quindi faranno lavorare le altre imprese solo se converrà a loro quindi le condizioni le detteranno loro (se gli andrà).
Questa è la prima delle criticità rispetto alla valutazione di cosa questa concessione lascia come ritorno sul territorio.

2. Investimenti
Quando si rilascia una concessione di lunga durata (questa è 20 anni) si devono considerare gli investimenti. Si dovrebbe parlare ovviamente di milioni di euro.
Qui l'investimenti è  pari a zero! Hanno avuto il coraggio di scrivere che gli investimenti saranno quelli di migliorare la zona del bar e fare una libreria !!!!
A Barcellona hanno speso 20 milioni di euro per COSTRUIRSI il loro terminal e gli hanno dato una banchina a fronte di tante altre che sono a disposizione del pubblico.
Ma Brindisi non è Barcellona…. GIUSTO!!!!
Ma non siamo neanche lo sciacquone del Mondo!!!
Gli investimenti quindi devono essere infrastrutturali e quindi quelli che a scadenza rimangono alla collettività.
Alla riunione in CCIAA Grinaldi disse che i loro investimenti sono le navi che mettono in linea!!! E ci mancherebbe!!!!!!

3. Banchina.
Questo è l'errore più drammatico.
Quello di legare il destino del porto a quello di un armatore. Lo stesso errore che ha fatto Taranto quando decisero di legarsi a Evergreen che quando li ha abbandonati non avevano altre soluzioni e oggi sta fallendo il porto container.
Il problema è di scelta di politica portuale: l'errore più grande è quello di scegliere un ARMATORE quale unico terminalista (che quindi si sostituisce al pubblico).
La scelta è quella di decidere di non gestire più le banchine come pubblico (a mio avviso sbagliata) e di darle ad un privato. In questo caso non può  essere un armatore ma un operatore che fa il terminalista per mestiere (ce ne sono tanti grossi al mondo) e che quindi farà investimenti e avrà tutto l'interesse a far arrivare cento Grimaldi in porto!
L'unico interesse di un armatore è ovviamente quello di chiudere le porte a possibili concorrenti. ‘’MONOPOLIO’’
Quindi il problema principe sono LE BANCHINE che devono rimanere PUBBLICHE!

brindisi porto3
 

I detrattori dicono:

A- non ci sino altre compagnie, ma solo Grimaldi.
B- ci sono tante altre banchine

Rispondo:
A- Non è vero. Superfast e Anek sono due grosse compagnie concorrenti di Grimaldi (vanno a Bari) e tante ce ne potrebbero essere. Si parla di 20 anni e nessuno sa come cambieranno gli scenari.

B- non è vero. Le banchine sono quelle infrastrutturate non certo la lega navale o dove caricano le ceneri e sono solo quelle di terrare. Lì ci sono Polizia, Dogana, stazione per il check-in etc!
E poi la la legge impone la destinazione funzionale delle banchine.
(altrimenti non si sarebbe potuto che confermare che le uniche banchine utilizzabili oggi per questo traffico sono quelle che ha chiesto Grimaldi.)

Se così non fosse concedessero a Grimaldi le altre banchine!
QUINDIIII!!!!! Quando saranno pronti gli altri approdi allora si potrà parlare di alternative. Oggi no!

4. Pagamenti/ritorni per la collettività
Chiunque di buon senso penserà: se oggi L'autorità prende 10 domani prenderà 100 per la concessione.
Se  dicessi che continuerà a prendere 10 milioni risponderesti che è scandaloso?
E se dicessi che con la concessione prenderebbe  3 di milioni?
Grimaldi HA SCRITTO che ci sono due condizioni :
1. Che le banchine siano destinate alle sue navi
2. Che sia ESENTATO DAL PAGAMENTO DEI DIRITTI PORTUALI che oggi paga come chiunque.
Questi diritti sono già stati abbattuti con una ordinanza emessa ad hoc al suo arrivo.
Grimaldi  non vuole pagarli più perché a suo dire ‘’dice che’’ ,  per gestire le banchine si accollerà una serie di costi (unico è quello della Security) che oggi paga l'autorità.
In realtà non hanno mai voluto fare una precisa disamina di questi costi perché uscirebbero numeri ridicoli.
Quello che paga oggi è circa 1milione di euro (diritti calcolato sui passeggeri e mezzi imbarcati e sbarcati).
Il canone della concessione sarebbe di circa 300mila euro all'anno!!

Allora cosa ritorna alla collettività? Una statistica o soldi? Chi lavorerà di più con Grinaldi? La città? No! Non arriveranno passeggeri, i camion pagheranno a loro e a nessun altro, le imprese portuali non lavoreranno e se lo faranno saranno dovute ai loro prezzi e condizioni. Neppure il loro agente marittimo servirà più, si gestiranno in proprio.

Assunzioni forse? Hanno già scritto: qualche responsabile, che arriva da Napoli, e quelli che già ci sono!

Brindisi JFE
 

A che serve allora tutto ciò? Piloti e ormeggiatori sono già ora pagati con il 75% di sconto! Perché Confitarma lo permette. Sa chi è il più potente armatore italiano che è anche il presidente di Confitarma, gruppo confindustriale?

Il professore Haralambides, ex Presidente dell’Autorità portuale di Brindisi,  ha avuto l’ardire di convocare un comitato portuale per discutere della concessione Grimaldi per i successivi 20 anni a soli 7 giorni dalla fine del suo mandato. Per questo il Ministro Del Rio, accortosi dell’enorme forzatura, lo ha commissariato prima della seduta.

Oggi si assiste ad un ‘copia‐incolla’: il commissario, Comandante della Capitaneria Mario Valente, il cui mandato scadrà il 9 gennaio, ha cercato, senza alcun esito, in comitato portuale prima della nuova riforma di adeguare tutte le posizioni verso l’alto, nuovi premi, promozioni a funzionari, nonostante nessun dato incoraggiante del porto! Ora vuole, prima della sua scadenza, lasciare a Brindisi questa eredità ventennale, il 18 Dicembre, la questione sarà nuovamente portata sul tavolo del Comitato… il 18 dicembre sara’ definitivamente celebrato il funerale del porto di brindisi…

A nulla valgono gli appelli di tutte le istituzioni ad attendere un mese quando la nuova riforma dei porti sarà operativa. Sarebbe logico e di buon senso che sia la nuova governance a decidere. Ma nel porto di Brindisi il buon senso evidentemente non parla salentino.

La tanto rimodulata riforma portuale vedra’ 2 autorita’ portuali quella di Bari e quella di Taranto cosi’ ha tuonato il ministro del rio a taranto nei giorni scorsi dimenticandosi totalmente del porto di brindisi…

Il nostro Futuro sono le navi nel porto interno, all’interno della nostra Brindisi. Successivamente potremo caratterizzare il turismo e parlare di sviluppo… Il Porto è il FUTURO per Brinsisi e i Brindisini.

* Cittadino di Brindisi

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