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Taranto - Il pasticciaccio brutto di Taranto continua a farsi sempre più grande. Il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta su presunti favori all'Ilva denominata “Ambiente svenduto”, con l’accusa di concussione. Insieme a Florido sono stati arrestati anche l'ex assessore provinciale di Taranto all'Ambiente, Michele Conserva, l'ex dirigente dell'Ilva, Girolamo Archinà, e l'ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia. Un altro uragano mediatico si abbatte nella città (tristemente) nota ai più per la storia infinita dell’Ilva quindi, dopo la firma di ieri sera del provvedimento di dissequestro dei prodotti finiti e semilavorati dell'Ilva (per un valore di circa 800 milioni di euro), sotto sigilli dal 26 novembre 2012, del gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco.

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Secondo le accuse Florido, Conserva, Archinà e Specchia avrebbero esercitato pressioni sui dirigenti

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dell’amministrazione provinciale affinché arrivassero ad “assumere un atteggiamento di generale favore nei confronti dell’Ilva”. Spiega il gip Todisco nell’ordinanza di custodia cautelare: “Florido, Conserva e Specchia, operando in piena unità di intenti, hanno rivelato una inquietante, forte inclinazione comportamentale ad asservire il pubblico ufficio, i pubblici poteri rispettivamente esercitati, al conseguimento di obiettivi di favore economico a beneficio di determinati soggetti (ovviamente, non di soggetti qualunque...), in spregio dei principi di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione”.

Chi sarebbero i “soggetti non qualunque”? L’ex dirigente del settore ecologia ad esempio, Luigi Romandini, nella speranza rilasciasse autorizzazioni favorevoli sotto “pressioni reiterate nel tempo accompagnate da minacce di licenziamento, dall’invito a presentare le dimissioni, da minacce di trasferimento ad altro incarico”. Autorizzazioni da far rabbrividire, basti pensare a quella richiesta dall’Ilva per l’uso della discarica di rifiuti speciali nella Cava Mater Gratiae.  Romandini comunque non firmò alcuna autorizzazione e denunciò il meccanismo corrotto alle Fiamme Gialle.

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Il sindaco di Bari e presidente del Pd in Puglia, Michele Emiliano, in un intervento ad Agorà (RaiTre): “Non ho idea di quali siano gli elementi di prova che riguardano Giovanni Florido. È una cosa che mi addolora perché è un presidente di Provincia del mio partito che conosco bene”. “Per mancanza di indirizzo politico – ha proseguito Emiliano - non si capisce se dobbiamo andare fino in fondo senza guardare in faccia a nessuno o se bisogna trovare un punto di equilibrio sulla ragione di stato, cioè sul fatto che non ci possiamo permettere di chiudere l'Ilva senza trovare un'alternativa occupazionale”. Estremamente cauto nei giudizi il primo cittadino di Bari: “In questa vicenda è chiaro che sia possibile che qualche soggetto politico con il controllo dei controlli sia rimasto impigliato perché non è facile il ruolo del sindaco di Taranto, così come quello del presidente della Provincia di Taranto e del presidente della Regione”.

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