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Il Premio Salento ricorderà per sempre Vera De Luca

Il Premio Salento da comunicare sarà dedicato a Vera De Luca, grande giornalista, affezionata al Salento, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e ideatrice della Borsa di studio sull'Economia Europea. Napoletana, aveva 67 anni, aveva mosso i primi passi a "Il Roma" dove curava alcune rubriche su scuola e viaggi. Cosa che ha poi continuato a fare da corrispondente prima del quotidiano "Il Golfo" e in seguito di "Metropolis". Molto attiva negli organismi di categoria, ha legato il suo nome alle iniziative dell’associazione che riunisce i giornalisti europei di cui è stata per anni delegata campana e vicepresidente nazionale.

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E' morta all'alba del 2016. Con lei se ne va un pezzo della mia vita.  Consigliera nazionale dell’Ordine dei giornalisti, vicepresidente dell’Associazione giornalisti europei, Vera lavorava al quotidiano Il Golfo di Napoli quando l’ho conosciuta nel lontano 2005 alla Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum assieme al marito Harry di Prisco, anche lui giornalista e a Eduardo Cagnazzi, corrispondente da Napoli per Italia Oggi.

Vera si è spesa generosamente e con grande professionalità per far conoscere sempre di più il Salento. Con Eduardo e la moglie, il marito e la troupe di Canale 21, per la trasmissione Sorrisi d’estate, abbiamo girato insieme il Salento con le nostre auto per far conoscere al resto d’Italia la bellezza di questo lembo d’Italia. Era il primo educational che organizzavo e se è riuscito è  stato grazie a loro. Poi negli anni e in tutti gli educational che sono diventati 34 hanno continuato a seguirmi.

Da quest’anno il Premio Salento da comunicare, che viene conferito durante la Bit ai giornalisti che si sono distinti nella promozione del Salento, sarà dedicato a lei. Si chiamerà Premio Salento da comunicare Vera De Luca. Grazie Vera per avermi fatto dono del tuo affetto e della tua amicizia. Sarai sempre nel mio cuore. (Carmen Mancarella)

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Ho conosciuto Vera De Luca lungo i sentieri sabbiosi di una Tunisia ambiziosa, speranzosa e ancora non lambita dai venti tumultuosi e mortificanti dell'integralismo senza prospettive.

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Con lei, il marito Harry di Prisco, Giacomo Glaviano e Antonio Bonelli (Fijet), Silvia Viterbo, Enrico Fierro (Il Fatto Quotidiano), Giampaolo Cadalanu (la Repubblica), Abdelmalek Behiri (Ente Nazionale Turismo Tunisia) abbiamo colto i primi fermenti della "Rivoluzione del pane", visitato "La Ghriba" la più antica sinagoga d'Africa sull'isola di Djerba, partecipato alla Conferenza del 2012 dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) e immortalato il raccoglimento di Harry (giornalista a "l'Avanti") sulla tomba di Craxi ad Hammamet, e poi calcato con emozione i sentieri fenici di Cartagine a Tunisi.

Una coppia tenace, impegnata e dolcemente affiatata anche professionalmente. Ci ritrovammo tra i trulli, i campanili e i cupolini della Valle d'Itria qualche anno fa: curiosità immutata, entusiasmo costante e un velo di malinconia, che affiorava tra la dolcezza del sorriso di Vera e le pieghe riflessive dei suoi commenti.

Continuerò a ricordarla così, sorridente e dolce, col baffetto bianco di Harry sullo sfondo. La terra ti sia lieve, Vera, e il volo senza confini e senza tempo continui il viaggio di una vita affascinante e ricca di affetto.      (Antonio V. Gelormini)

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CHI ERA -  Aveva iniziato la sua attività giornalistica con il quotidiano “Roma” negli anni ’70, per diventare poi corrispondente dalla terraferma del quotidiano “Il Golfo” di Ischia e, ancora, con il quotidiano “Metropolis”, dove curava la pagina settimanale di cultura e turismo. Ha diretto nella sua  lunga attività giornalistica numerosi periodici di cultura, attualità,  turismo e enogastronomia. Vice presidente dell’Associazione Giornalisti Europei, peraltro era componente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Chi l’ha conosciuta, la ricorda sorridente, piacevole nel chiacchierare, sempre con la sua biro ed i suoi appunti che non lasciava mai. In prima linea nel trasmettere  le difficoltà nelle quali si dibatte il settore in Campania, è stata un punto di riferimento soprattutto per i giovani che si avvicinano alla professione, sostenendoli e spronandoli a superare ogni ostacolo. Vera, impegnata anche nella comunicazione, era consigliere della FeRPi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), nonché fondatrice della CDP Relazioni Pubbliche. Ha ideato il corso “L’arte del comunicare” con la partecipazione di docenti ed esperti di primo livello. Come delegata regionale dell’Associazione Giornalisti Europei, ha poi dato vita alla Borsa di studio, con cadenza biennale, sull’economia europea per giovani laureati. Con la sua scomparsa il mondo del giornalismo napoletano perde un’amica sempre pronta a tendere una mano a chi ne aveva necessità.

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