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PugliaItalia
Imprese e famiglie pugliesi ancora in ritardo nella digitalizzazione

La frontiera del digitale e di tutto l'universo tecnologico che ne completa contorni e prospettive è ancora lontana dalla quotidianità operativa delle famiglie e delle stesse imprese pugliesi. E mentre il mondo vola sulle ali della fibra ottica, in molti angoli di Puglia manca ancora la più elementare e basilare connessione telefonica, prim'ancora di vagliare l'indice di copertura delle connessioni a internet.

Lo sviluppo delle imprese pugliesi non passa dal web; la percentuale delle compravendite online eseguite dalle aziende locali è infatti al di sotto delle poco brillanti performance nazionali: queste ultime evidenziano come la percentuale degli acquisti effettuati oscilli tra il 9% e il 18% a seconda della regione, mentre la quota delle vendite non raggiunge in alcun caso il 10% del fatturato (fonte: ‘Agenda Digitale Puglia 2020’). Quest’ultimo dato va però confrontato con la quota di famiglie pugliesi che dispongono di una connettività a banda larga per ‘navigare’ velocemente: meno del 53% contro la media nazionale del 59,7%.

Tutto ciò nonostante il territorio regionale sia coperto quasi totalmente (96,6%) da questa infrastruttura tecnologica, anche grazie alle politiche messe in atto dalla Regione Puglia. Da parte loro, però, le aziende non fanno tutto il possibile per farsi trovare dai clienti sul web: nonostante la percentuale di utilizzo di connessioni in banda larga sia pari all’89,4% delle imprese pugliesi (la media nazionale è del 91,6%), solo poco più della metà di quelle che impiegano più di dieci addetti dispone di un sito internet. Partendo da questi dati, durante il convegno ‘Cambiamento digitale.

Fattore di sviluppo: una sfida da non perdere’, organizzato da CNA, Confindustria e Distretto Produttivo dell’Informatica, con il Patrocinio della Camera di Commercio di Bari, si è proposto un percorso volto ad aumentare la digitalizzazione delle imprese pugliesi e attuare l’Agenda Digitale nella nostra regione. Per farlo sarà necessario anche intercettare parte di quei fondi che l’Europa si stima possa mettere a disposizione dei Paesi dell’Unione fino al 2020: circa 1,7 miliardi all’anno per l’Italia, secondo le previsioni riportate nell’ultimo rapporto dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, provenienti per la maggior parte da Programmi operativi regionali (Por) e Programmi operativi nazionali (Pon).

“L’ampia diffusione dell’Ict è una delle sfide principali per il nostro Paese. Tutti i settori della nostra vita quotidiana – ha detto Domenico Favuzzi, presidente di Confindustria Puglia – trarrebbero enormi benefici dall’uso pervasivo delle tecnologie digitali. Sono essenziali per la semplificazione dei procedimenti amministrativi, ma anche per l’incremento della produttività e l’innovazione diffusa tanto nella PA quanto nelle imprese.

Proprio per questo Confindustria ha da subito accolto positivamente i vari provvedimenti governativi per l’adozione dell’Agenda Digitale e per la sua operatività, in quanto ritiene che dalla sua effettiva attuazione ne potrebbe derivare un formidabile impulso verso quel “cambiamento digitale” considerato indifferibile per la competitività del nostro sistema socio-economico. È per noi, pertanto, assolutamente prioritario e indispensabile dare piena attuazione all’Agenda Digitale, tanto a livello nazionale che regionale, per favorire il passaggio da una politica dell’innovazione frammentata ad una politica coordinata ed efficiente. Ad oggi comunque – ha aggiunto Favuzzi - la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda Digitale appare in ritardo rispetto alla tabella di marcia europea, sia a causa di ritardi imputabili al sistema di  governance, sia a causa della complessità dell’apparato burocratico italiano e delle sue norme, la cui effettiva operatività è troppo spesso demandata all’emanazione di ulteriori provvedimenti attuativi. Ci auguriamo che vengano al più presto superati tali ostacoli per accelerare il più possibile questo importante processo di cambiamento”.

Secondo il segretario CNA Bari Area Metropolitana, Giuseppe Riccardi: “CNA è da sempre particolarmente attenta all'innovazione e alla possibilità che le tecnologie digitali offrono alle PMI per sostenere la loro crescita. Siamo convinti che il successo in questa direzione sia la realizzazione delle necessarie infrastrutture e l'implementazione dell'Agenda Digitale, ma è anche necessario fornire supporto alle PMI in termini di formazione e di adeguamento organizzativo. CNA Innovazione nasce con un duplice obiettivo: organizzare una offerta innovativa dalle PMI, trasferire innovazione alla PMI".

Mario Citelli, responsabile Innovazione CNA Area metropolitana Bari, ha ricordato che "CNA Innovazione supporta le PMI nel confronto con l'innovazione in termini di scelte interne alle aziende per lo sviluppo, ma soprattutto costruisce una offerta di innovazione aggregando le proposte di artigiani vecchi e nuovi, artigiani digitali nella accezione corrente, per rendere tutto il sistema più aggressivo rispetto al mercato".

“Le sfide globali dell’informatica – ha concluso Gianni Sebastiano, presidente del Distretto Produttivo dell’Informatica pugliese – sono il terreno sul quale si muove l’azione dell’IT pugliese che si riconosce nel Distretto Produttivo dell’Informatica, costituito da oltre 100 imprese e dalle quattro università pugliesi. Il Distretto ha da subito visto con favore la declinazione regionale della Agenda Digitale Europea quale elemento propulsore di programmi di innovazione del comparto produttivo pugliese e della amministrazione pubblica. Il comparto IT in Puglia è da sempre caratterizzato da una grande vitalità che ha portato molte aziende, nate e radicate nella regione, fuori dai confini nazionali con la propria offerta di prodotti e servizi. Anche per questo può e deve giocare un ruolo pro-attivo nella implementazione della Agenda Digitale regionale al servizio dei programmi di sviluppo del territorio”.

Digitale
 


AGENDA DIGITALE

L’Agenda Digitale è il documento programmatico che rappresenta una delle sette iniziative principali individuate nella Strategia EU2020, finalizzata a una crescita inclusiva, intelligente e sostenibile dell’Unione.

L’Agenda Digitale è stata presentata dalla Commissione Europea nel maggio 2010, quindi sottoscritta da tutti gli Stati membri che si sono impegnati al suo recepimento. Lo scopo dell’Agenda Digitale è di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività, ottenendo vantaggi socio-economici sostenibili grazie a un mercato digitale unico basato su Internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili.

L'Agenda Digitale Italiana (ADI) è stata istituita il primo marzo 2012 con decreto del ministro dello Sviluppo Economico, in accordo con i colleghi dei Ministeri: Pubblica Amministrazione e la semplificazione, Coesione Territoriale, Istruzione, dell'Università e Ricerca, Economia e Finanze.

L’Italia ha istituito una Cabina di regia volta a definire una strategia nazionale per lo sviluppo del Paese puntando sull’economia digitale (decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito nella legge 4 aprile 2012, n. 35). Gli obiettivi della Cabina ricalcano le azioni definite nell’iniziativa “digital agenda” all’interno della strategia europea EU2020.

Con il Decreto Sviluppo 2012 del 15 giugno 2012 è stata istituita l’Agenzia per l’Italia digitale con il compito operativo di portare avanti gli obiettivi definiti con la strategia italiana dalla Cabina di Regia, monitorando l'attuazione dei piani di ICT delle pubbliche amministrazioni e promuovendone annualmente di nuovi, in linea con l’Agenda digitale europea. Con il DL 69/2013 il Governo ha rivisto la strategia dell'Agenda e il ruolo della Cabina di Regia, con l'istituzione di un "Tavolo permanente, composto da esperti”.

Entro il 31 gennaio di ogni anno, l’Agenzia per l’Italia digitale presenta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una proposta di convenzione di durata triennale, aggiornata annualmente, nella quale vengono definiti gli obiettivi specificamente attribuiti all'Agenzia, i risultati attesi in un arco temporale determinato, l'entità e le modalità dei finanziamenti, le strategie per il miglioramento dei servizi, le modalità di verifica dei risultati di gestione, le modalità necessarie ad assicurare la conoscenza dei fattori gestionali interni all'Agenzia. Per fare ciò, l’Agenzia attiva un monitoraggio costante sul territorio.

Nel Decreto Legge del 18 ottobre 2012, n° 179 "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese" - c.d. provvedimento Crescita 2.0 - sono previste le misure per l'applicazione concreta dell'ADI. I principali interventi sono previsti nei settori: identità digitale, amministrazione digitale, istruzione digitale, sanità digitale, divario digitale, pagamenti elettronici e fatturazione, giustizia digitale.

Gli attori coinvolti nella prima stesura della strategia (2012) sono stati: Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Ministero della Funzione Pubblica e semplificazione, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento di Coesione Territoriale, Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio, Regioni, Comuni e Province italiane.

(gelormini@affaritaliani.it)

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