Ancora morte al rione Tamburi di Taranto. Due operai di una ditta edile – il 32enne Giovanni Palmisano, amministratore della ditta Gioedil di Locorotondo, e un dipendente, Angelo D’Aversa, di 64 anni – sono precipitati dalla piattaforma su cui lavoravano alla ristrutturazione di un palazzo.

Un volo da una decina di metri: D’Aversa è morto sul colpo, Palmisano poco dopo. A cedere improvvisamente il braccio meccanico che reggeva la struttura su cui lavoravano, causando il ribaltamento del cestello. Dai primi accertamenti, sembrerebbe che i due operai non avessero la cintura di sicurezza, che serve ad imbragarli alla piattaforma.

“L’incidente avvenuto a Taranto era evitabile e doveva essere evitato; sarebbe bastato osservare quegli accorgimenti di sicurezza e di buon senso che la legge impone per quel tipo di cantieri”, ha dichiarato, a proposito del grave incidente occorso a Taranto, il presidente di Ance Puglia Nicola Bonerba che ha espresso “cordoglio e vicinanza alle famiglie dei due giovani lavoratori del settore edile”.
“È necessario investire nella formazione e nella cultura della sicurezza – ha aggiunto Bonerba – affinché siano perseguiti i massimi standard e il rispetto delle regole in tutti i cantieri edili e in tutte le imprese, anche in quelle più piccole e non associate al nostro sistema come quelle impegnate nel cantiere di Taranto”.

“Attraverso i nostri enti bilaterali CPT, Formedil e Cassa Edile – ha concluso Bonerba – continueremo a investire nella formazione professionale dei lavoratori delle nostre imprese e nella cultura della sicurezza, rafforzando l’idea che si tratti di un valore aggiunto per le imprese e non un costo”.

“Siamo stanchi di piangere i nostri morti e di dare le condoglianze alle famiglie di operai la cui unica colpa è il bisogno di lavorare”, ha commentato Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, “Come sempre attenderemo le indagini della magistratura ma, qualora fossero confermate le primi informazioni a nostra disposizione, saremmo di fronte ad un mix di irregolarità spaventose”.
(gelormini@affaritaliani.it)
