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'La Gazzetta del Mezzogiorno' è salva, arriva Ledi Srl del Gruppo Ladisa

La Gazzetta de Mezzogiorno si salva in extremis. Il Tribunale Fallimentare di Bari ha aggiudicato la gara bandita per l’affitto del ramo di azienda Edisud s.p.a. fino al 31 luglio 2021, alla Ledi s.r.l. del Gruppo Ladisa di Bari, che garantirà la continuità di pubblicazione del quotidiano pugliese.

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Si è evitato, in tal modo, l’incubo della sospensione delle pubblicazioni, in attesa del subentro. L'aggiudicazione, infatti - da parte dei curatori fallimentari della procedura, Michele Castellano e Gabriele Zito - è avvenuta alla presenza dell'amministratore unico della società, Franco Sebastio, alla scadenza del bando, per il quale è pervenuta una sola offerta: quella del gruppo imprenditoriale barese che fa capo ai fratelli Sebastiano e Vito Ladisa.

"Anche all’esito della stipulazione notarile del relativo contratto - si legge in una nota diffusa da Ledi - ciò potrà contribuire ad un’opera di risanamento gestionale dell’intera attività editoriale nel rispetto sia delle prerogative dell’impresa, sia delle corrette relazioni sindacali che già hanno portato al perfezionamento – come consentito dal bando – di pur limitati accordi con le RR.SS. di giornalisti e poligrafici, sia delle procedure a tutela dei beni dichiarati c.d. “di interesse storico” dalla Sovrintendenza Beni Culturali di Puglia, sia soprattutto dell’interesse diffuso dell’opinione pubblica a non perdere la più importante testata giornalistica del territorio pugliese e lucano".

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gazzetta del mezzogiorno

Ad assistere la Ledi srl sono stati gli advisor legali Vincenzo Vito Chionna e Michele Lobuono oltre che gli advisor lavoristici, Gianni Di Cagno e Fabio Di Cagno (Studio Polis), nonché l’advisor finanziario Ignazio Pellecchia.

Scongiurata l'estinzione di una testimonianza storica: il più seguito quotidiano di Puglia e Basilicata, oltre il licenziamento di 147 dipendenti.

In base a quanto previsto dal bando, Ledi ha tre giorni per riprendere le pubblicazioni - che da domani dovrebbero essere sospese - e 15 giorni per firmare il contratto. Tuttavia L'azienda Ledi, che ha 15 giorni per firmare il contratto, nelle prossime ore farà pervenire al Tribunale un’istanza, con la quale farà richiesta di non sospendere neanche per un giorno le pubblicazioni del giornale, per consentire alla testata di continuare a informare i lettori, anche e soprattutto in questo periodo di pandemia.

Martellotta Bepi

In una nota diffusa, la Federazione Nazionale della Stampa italiana e le Associazioni regionali di Stampa di Puglia e Basilicata, commentano: "Il passaggio della gestione della Gazzetta del Mezzogiorno dalla Edisud dichiarata fallita alla Ledi, società del gruppo Ladisa, evita un esito disastroso sotto il profilo occupazionale e garantisce la necessaria continuità aziendale al quotidiano dei pugliesi e dei lucani. Ha prevalso il senso di responsabilità di tutti, a cominciare dai giornalisti, nella consapevolezza che adesso si apre un'altra partita, ugualmente difficile". 

Lorusso FNSI

"Va innanzitutto scongiurato - prosegue la nota - il rischio che il passaggio dalla curatela fallimentare alla nuova società editrice possa provocare l'interruzione delle pubblicazioni, anche per una sola giornata. Sarà, inoltre, necessario rimboccarsi immediatamente le maniche per mettere a punto un piano industriale di rilancio che assicuri sostenibilità, tuteli l'occupazione valorizzando le professionalità e faccia crescere l'offerta informativa del giornale".

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"Va potenziato - aggiungono - il legame della testata con i singoli territori della Puglia e della Basilicata, che le gestioni del passato hanno mortificato e impoverito. Nella prospettiva della vendita all'asta della testata, si tratta di un passaggio ineludibile. Il sindacato dei giornalisti, a tutti i livelli, continuerà a portare avanti la battaglia per il futuro della Gazzetta, proseguendo nel confronto a tutto campo e senza pregiudiziali con il nuovo editore".

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“La bella notizia che tutti aspettavamo è arrivata: con l’aggiudicazione avvenuta oggi da parte del Tribunale al gruppo “Ledi” della gestione della società editrice, la Gazzetta del Mezzogiorno continuerà ad essere pubblicata e resterà un patrimonio della nostra comunità”, è stato il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

“Sarebbe stato insopportabile non trovare più la Gazzetta del Mezzogiorno in edicola - ha sottolineato Emiliano - i territori della Puglia e della Basilicata avrebbero rischiato di perdere un presidio di informazione e libertà ancor più prezioso durante i tempi che stiamo attraversando. Questa storia, lunga più di 130 anni, continua. Il mio pensiero va al personale della Gazzetta, ai giornalisti, ai poligrafici, e a tutti coloro si sono battuti sino a questo momento portando alto il nome del giornale, perché si ritrovi una stabilità duratura in una azienda che produce beni fondamentali e costituzionalmente protetti: le notizie”.

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Particolarmente calorosa sull'esito della vicenda la riflessione di Alessandro Ambrosi, presidente della Camera di Commercio Bari: "Questa notizia oltre a farmi molto piacere mi rende orgoglioso, perché è un’azienda del territorio, il Gruppo Ladisa, a salvare dalla chiusura un’altra azienda del territorio, la Gazzetta del Mezzogiorno, in uno dei momenti più difficili della nostra economia di Paese e di Regione".

"Solo un imprenditore radicato nella propria terra - ha continuato Ambrosi - e che ha sinceramente a cuore un simbolo storico di quella stessa terra, cui riconoscere un valore di informazione ma anche di sentimento collettivo, poteva prendere a cuore il destino di una testata cui la classe imprenditoriale barese e pugliese deve moltissimo".  

Ambrosi Fdl big

"Tante felici intuizioni e intraprendenze economiche non sarebbero state conosciute nel Mezzogiorno, in Italia e all’estero se la Gazzetta non avesse operato, promuovendo la Puglia in 133 anni di vita. Tante belle idee - ha ribadito Alessandro Ambrosi - non sarebbero diventate imprese, tante imprese non sarebbero cresciute impattando positivamente sulle comunità in termini occupazionali, tante riflessioni sullo sviluppo della nostra classe imprenditoriale non avrebbero avuto la giusta eco e diffusione".

"Un plauso anche agli advisor legali che hanno assistito la Ledi srl, la società del Gruppo Ladisa e ci auguriamo che domani (20.11.2020 ndr) la Gazzetta possa essere comunque in edicola, senza sospendere le uscite neanche per un giorno. Adesso - ha concluso il presidente CCIAA Bari - si tratta di sostenere l’impresa aggiudicataria, facendo squadra fra imprese per assicurare alla testata un avvenire di solida continuità". 

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Gruppo Ladisa - E' il gruppo pugliese, specializzato nella ristorazione, che si colloca tra i principali players del settore: si occupa di ristorazione collettiva (scolastica, socio-sanitaria, militare, istituzionale, aziendale), ristorazione commerciale (gestione bar e punti ristoro), commercializzazione di derrate alimentari, banqueting. L'azienda progetta e realizza cucine industriali e opera anche nel settore del global service (manutenzione e pulizia).

Ladisa srl produce oggi oltre 35 milioni di pasti e dà lavoro a circa 4000 persone, è presente in Scuole, Università, Ospedali, Ministeri, Forze dell’Ordine, Forze Armate, Enti pubblici in genere. Numeri destinati a crescere e che vedono l'Azienda presente da Sud a Nord in 17 regioni servendo complessivamente oltre 700 strutture in tutta Italia.

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Il passaggio dal negozio a Bari Vecchia, dove si vendevano involtini di carne al ragù (le classiche brasciole baresi) e vino, al successivo primo impianto di catering avvene negli '70, per poi approdare alla progettazione e alla costruzione di un moderno impianto produttivo (oltre 10 mila metri quadrati), con annessa piattaforma logistica: nel 2012, l’avvio dell’attività del sito in grado di produrre circa 50mila pasti al giorno.

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A seguito di tale trasformazione, nel 2013 avviene la fusione con la piattaforma Alimed e l’acquisizione di un’altra azienda operante nel settore della ristorazione, la “RR Puglia”. Contestualmente Ladisa apre nuove sedi produttive a Torino e a Genova. Nel 2015, la società acquisisce la Cooperativa Nuovi Orizzonti di Mesagne (Brindisi).

Nel 2016 l'Azienda consolida la sua presenza nel Nord Italia, realizzando un nuovo impianto produttivo nella zona industriale di Brugnera, in provincia di Pordenone e acquisisce un'azienda di catering a Bolzano. Il 2017 è l'anno della riorganizzazione societaria con il riassetto della governance e l'apertura di un nuovo centro di produzione pasti e piattaforma logistica ad Agrate (Monza-Brianza). 

(gelormini@gmail.com)

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