di Antonio V. Gelormini
A Bari come altrove, ma a Bari più che altrove!
Il mare, la partita, il caldo: forse, ma il disinteresse affiorato è preoccupante. Per molti altri anche il risultato scontato, ma una città che non avverte il bisogno di dire la propria, su chi la guiderà i prossimi 5 anni, è una comunità che preoccupa.
Schieramenti motivati solo dalla probabile elezione personale e consenso raccolto solo con la proliferazione di liste e candidati è la vera devastante inquietudine, che dovrebbe sconvolgere le analisi dei guru e dei segretari di partito e rovinare le notti a quanti dovrebbero invece scapicollarsi, per fare della partecipazione il lievito madre della democrazia.
La piena legittimità degli eletti, a Bari come altrove, non è in discussione. Ma quella “uscita” dal forno del ballottaggio è certamente una focaccia azzima. 2/3 degli elettori baresi ha deciso di non recarsi alle urne per il ballottaggio e ha ritenuto non necessaria la propria espressione di voto, per la più importante delle decisioni amministrative di una comunità cittadina.
Il 64% degli elettori ha delegato al restante 36% la scelta del prossimo Sindaco di Bari. E’ vero, la democrazia funziona così, ma è un cattivo funzionamento, se quella scelta la esercita un numero sempre calante di persone, fino a determinare il ribaltamento – nei fatti – degli equilibri democratici: l’affermarsi decisivo di una minoranza sulla maggioranza. E’ questo inceppo nel meccanismo della democrazia, che deve mettere tutti in allarme.
Ancor peggio se col tempo quella minoranza si fa sempre più “furba” e quella maggioranza sempre più “apatica”.

Le prime dichiarazioni dei contendenti fanno ben sperare. “Non mollerò neanche su una parola, neanche su una cifra. Dobbiamo cominciare dalle piccole cose, dal rispetto delle regole, dalle buche delle strade, dal mare sotto casa e insieme sognare il futuro della nostra città, che vivremo noi, che vivranno i nostri figli”, ha ribadito a caldo il neo Sindaco Antonio Decaro. “Abbiamo vinto, è la città che ha vinto! Voglio rendervi orgogliosi di essere cittadini di Bari”.
Mentre Mimmo Di Paola, in conferenza stampa annuncia: “Sarò Consigliere Comunale, anzi Consigliere di Costruzione. Perché il modello proposto da Decaro nell’innovazione del governo cittadino è interessante. Se si terrà fede a quel modello, se resterà fermo nei propositi, l’atteggiamento del mio gruppo non potrà essere che di collaborazione. Per questo, come per altri casi”. E poi ha aggiunto: “La città ha bisogno di lavoro comune e non di contrapposizioni, pur nella logica ferrea dei rispettivi ruoli istituzionali. La città ha scelto e questa scelta la rispetto e non la discuto”.
(gelormini@affaritaliani.it)
