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Lecce, "La storia di Davide, paziente"

"Mi chiamo Davide, ho 32 anni e sto ancora respirando". Una botta all'anima con la forza di poche parole appena. Tipico esempio di scrittura semplice e breve che senza artificio alcuno, arriva dritta al cuore e lascia traccia chiara di sé.

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Davide Simeone, classe 1984, vive e lavora a Lecce. Fa l'avvocato e lo scrittore, e proprio in concomitanza con l'uscita del nuovo romanzo, la sua faccia fa il giro del web perché scelta per dar forza a chi, nelle sue stesse condizioni, potrebbe facilmente perdere il coraggio.

Davide è stato scelto come testimonial della campagna del 5 per mille dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma. O meglio, ad essere scelta è “La storia di Davide, paziente”.

"Voi penserete che non ci sia nulla di strano nel respirare, eppure non è così - dice Davide per Ail - è qualcosa che accade anche contro la nostra volontà: inspirare ed espirare, succede e basta. Come la malattia che arriva due giorni dopo i tuoi 30 anni, dopo averli festeggiati con la tua compagna e i tuoi amici di sempre, tra la Puglia e la Milano".

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"Ma cosa sono tutti quegli asterischi? No, non sono io. Trombocitemia? Policitemia? Dai, ragazzi, non scherziamo. Ho un romanzo in uscita e un'agenda piena di udienze penali, una lunga serie di viaggi in programma e biglietti già acquistati per concerti rock in giro per l’Italia. Non posso mica perdere tempo con una rara malattia ematologica che nessuno ha mai sentito nominare. Però funziona così: le cose succedono e devi solo imparare a prenderti cura di te".

Poche parole per spiegare cosa significhi convivere con una patologia cronica e rara, dimostrando, al tempo stesso, che niente può annientare la voglia di vivere e di continuare a sognare. Perché Davide ai suoi sogni non ha mai rinunciato, né intende assolutamente farlo. Lui che della scrittura ha fatto una parte importante della sua vita (ha scritto diversi romanzi e nel 2014 ha pubblicato il racconto “Caterina va a Martina“ per il blog “Inchiostro di Puglia”), non ha mai messo la penna nel cassetto.

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È di pochi giorni fa l'uscita del suo nuovo romanzo, “Quella volta che ho imparato a nuotare“, edito da Manni. Narra la storia di Stefano, autore di libri per bambini per nulla spensierato, che presto si ritrova in Salento tra amicizie vecchie e nuove in grado di insegnargli a guardare la vita con occhi diversi e senza mai perdere lo stupore. Quello stupore verso la bellezza del mondo e delle sue cose semplici che Davide, invece, non ha mai perso, e che la malattia ha addirittura rinvigorito: "Lei c'è ancora - continua Davide tra le pagine di Ail - ci sarà sempre, è qui al mio fianco mentre rincorro tramonti, fotografo la vita e imparo ogni giorno a sognare, passo dopo passo, alla scoperta della mia identità, dell’importanza della gratitudine, della speranza di una lunga vita felice» Perché per Davide «ogni giorno, in fondo, è un giorno di ordinaria magia".

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