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PugliaItalia
Legge elettorale, Consulta decide Ora il Parlamento uniformi
La Corte Costituzionale decide al meglio per rendere praticabile il percorso elettorale, ma al ciontempo chiama il Parlamento al responsabile compito di renderlo "sostenibile".
emiliano conf reg1
 
 
Tra i primi ad ntervenire, dopo la sentenza della Consulta sulla costituzionalità della legge elettorale per la Camera, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Sono dell’idea che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, abbia assolutamente ragione. Noi dobbiamo avere due sistemi elettorali nei due rami del Parlamento che siano omogenei".
 
"Il Presidente è stato chiaro - ha sottolineato Emiliano - sia durante gli auguri per le feste natalizie, sia durante il suo messaggio al popolo italiano. Quindi il Parlamento dovrà legiferare, per rendere omogenei i due sistemi elettorali che in questo momento sono assolutamente strabici e non possono convivere”.
 
Stefàno viti
 
Commento sulla stessa lunghezza d'onda quello del senatore Dario Stefàno, Presidente della Giunta Elezioni e Immunità: "Una decisione che dà piena continuità, come del resto ci si aspettava, rispetto alle pronunce precedenti".

"Sebbene la sentenza della Consulta ci consegni una legge suscettibile di immediata applicazione, resta - prosegue Stefàno - il tema dell'uniformità, dell'omogeneità dei dispositivi elettorali tra le due Camere. E l'esigenza di leggi omogenee per Camera e Senato richiama naturalmente ad una precisa responsabilità il Parlamento che ha il dovere di legiferare, con puntualità e senza partorire soluzioni abborracciate, evitando così di mettersi nella condizione di subire eventuali legittimi richiami e esortazioni da parte del Capo dello Stato".

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"In caso di inerzia parlamentare, infatti - conclude Stefàno - forte è il rischio dell'ingovernabilità del sistema".

"La Corte costituzionale ha bocciato il ballottaggio (e in parte i capilista bloccati e le pluricandidature) ma ha salvato il premio di maggioranza", ha dichiarato Giuseppe Adamoli (Pd). Il capolista eletto in più collegi non potrà più scegliere il proprio collegio d’elezione, scegliendo di fatto chi fare entrare in Parlamento come secondo eletto. In casi di elezione plurima, dovrebbe essere il sorteggio a decidere.

"Questa pronuncia renderebbe possibile votare molto presto. Ma è giusto che il Parlamento non prenda più in esame la legge elettorale anche per verificare l'armonizzazione fra Camera e Senato? Sarebbe bello se si ragionasse su tutto questo senza pensare soltanto all’interesse di partito".

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Per Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR): “Le motivazioni della Consulta andranno lette con attenzione, ma oggi una cosa sembra certa e necessaria: non si possono lasciare Camera e Senato con due leggi elettorali diverse e opposte, come fossero due corpi estranei. Il Parlamento è chiamato alla sua responsabilità. E il richiamo del presidente Mattarella a legiferare per la omogeneità dei sistemi elettorali nei due rami del Parlamento è assolutamente condivisibile"

"Naturalmente- aggiunge d'Ambrosio Lettieri - l’auspicio è che questa armonizzazione traduca in concreto le aspettative degli elettori che, mi pare, vogliano decidere nelle urne quale coalizione li rappresenterà nel governo in caso di vittoria”

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblicato sul tema: Consulta: ballottaggio Italicum incostituzionale, salvo premio di maggioranza

Tags:
legge elettorale consulta decisione italicum michele emiliano dario stefàno
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