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PugliaItalia
Lettieri (FI): 'Paure italiane Lavoro, salute e tasse'
“Mentre in cima alle paure degli italiani ci sono la mancanza di lavoro, la salute e le tasse e la Puglia è maglia nera per la disoccupazione giovanile, il nuovo modello di sviluppo proposto dalla sinistra passa dalle Fabbriche di Vendola alle Sagre di Emiliano. Tutto qui. Eppure lavoro, salute e tasse sono proprio la fotografia del fallimento della sinistra, quella di Vendola e di Emiliano", lo dichiara in una nota Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo FI 12^ Commissione Senato.
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"Il quadro di riferimento generale su cui si innestano le prossime elezioni regionali è disastroso", aggiunge, "I consumi delle famiglie crollano ai valori del 1997, la Corte dei Conti decreta, a proposito del Def, in un documento depositato al Senato che la ripresa che si prospetta conserva un'intensità del tutto insufficiente a recuperare le ampie perdite di reddito e di prodotto subite nel corso della recessione,  l’11% dei cittadini italiani nel 2013 ha rinunciato a curarsi per problemi economici e Il 75% delle famiglie si è dovuta rivolgere al privato soprattutto per porre rimedio alle mancanze del sistema pubblico. La Puglia si presenta all’appuntamento del 31 maggio totalmente disastrata proprio in settori chiave come il lavoro, lo sviluppo di impresa, la sanità e, neanche a dirlo, formazione e tasse".
 
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Con l'occhio al dopo appuntamento elettorale: "La Puglia che il centrodestra con Schittulli presidente immagina, da giugno, è una Puglia che riparte da un nuovo modello di sviluppo che riporti al centro innanzitutto Lavoro e Salute e abbassi le tasse. E’ evidente che questa nuova via di sviluppo, peraltro chiesta a gran voce anche dai sindacati e dalle associazioni di categoria, non possa che passare dalla discontinuità con i modelli della disastrosa narrazione vendoliana e dall’improbabile guazzabuglio senz’anima che si propone oggi di succederle a sinistra".
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"La nostra idea di sviluppo - ribadisce d'Ambrosio Lettieri - passa dalla fotografia realistica del sistema produttivo attuale e delle vocazioni territoriali rimaste inespresse per programmare interventi di promozione e sostegno a settori strategici, da una formazione professionale adeguata alle esigenze delle aziende e del mercato, dalla qualità della spesa dei fondi strutturali europei, da una conferenza di servizi che coinvolga, soprattutto e a cominciare dal comparto sanitario, gli operatori, le parti sociali, l’Università e le stesse imprese".
 
E poi chiosa: "Aziende chiuse e vertenze aperte non arrivano per caso, un bel giorno, a creare disoccupati o cassintegrati. E prima che le stalle siano aperte e i buoi scappati, dobbiamo passare da una situazione di emergenza e improvvisazione permanente ad una strategia della prevenzione e della responsabilità che, grazie ad una rete di monitoraggio permanente, possa intercettare i problemi in campo e affrontarli per tempo con gli strumenti adeguati”.
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