Il Tribunale arbitrale istituito a L’Aja ha anticipato la propria decisione che il Fuciliere di Marina Salvatore Girone faccia rientro in Italia fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal Governo il 26 giugno 2015. Le condizioni del rientro saranno concordate tra Italia e India”, si legge in una nota.


“Ho parlato con il marò Girone che potrà tornare in Italia” della “straordinaria notizia” che viene dal Tribunale internazionale dell’Aja, ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi secondo il quale quello odierno “è un passo avanti davvero significativo al quale abbiamo lavorato con grande dedizione e determinazione” ha aggiunto Renzi interpellato in proposito nella conferenza stampa con il premier giapponese Shinzo Abe.
“Finalmente una dimostrazione di buon senso giuridico da parte di una Corte terza, il primo passo verso la verità”, è la dichiarazione a caldo di Mario Loizzo, presidente del Consiglio regionale della Puglia, la regione di origine del sottufficiale barese dei fucilieri di Marina, coinvolto con il maresciallo tarantino Massimiliano Latorre nella nota vertenza internazionale dei Marò.

“Una storia infinita – continua Loizzo – che con la decisione del Tribunale dell’Aja, appena comunicata dal Ministero degli Esteri, restituisce a tutti fiducia nella giustizia. È occorso fin troppo tempo per assicurare ai due corregionali il rispetto dovuto agli imputati secondo la più antica civiltà del diritto. Nessuno può essere considerato colpevole fino a che la colpevolezza non sia dimostrata in via definitiva, cosa che nessun tribunale indiano ha fatto”.

“In quattro anni, non è stato avviato alcun dibattimento penale – ha aggiunto Loizzo – che potesse consentire a Latorre e Girone di esporre fatti contrari ad una ricostruzione sommariamente colpevolista, da parte del sistema giuridico statale e federale indiano, che i due imputati non hanno avuto finora la minima possibilità di confutare. Quattro anni in India senza un processo restano la negazione del diritto delle genti, non solo dei due marò italiani”.

“In questo momento tutta la Puglia gioisce per una notizia straordinaria che è quella del ritorno a casa di Salvatore Girone“, si legge in nota diffusa dal presidente della Regione puglia, Michele Emiliano. “La Puglia non ha smesso mai di seguire la sua vicenda, la sua famiglia. Ho appena ricevuto la telefonata della moglie che mi ha comunicato questa incredibile e bellissima notizia”.
“Certo la battaglia giudiziaria continua – prosegue Emiliano nella nota – è in corso l’arbitrato internazionale, ma è stato un gesto di grande intelligenza e di grande civiltà quello delle autorità indiane di consentire a Salvatore Girone di tornare in patria durante questo periodo in cui si svolgerà il giudizio arbitrale. Credo che questo sia un momento di straordinaria commozione per tutti noi anche perchè Salvatore Girone stava facendo solo il suo dovere su ordine del nostro Paese e su una nave che aveva bisogno di protezione e in questo momento è evidente che la Repubblica ha finalmente ottenuto il risultato di riportarlo a casa. Voglio quindi ringraziare tutti coloro che si sono prodigati perché questo potesse avvenire”.

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, esprime così la sua soddisfazione: “Oggi per me e per la città di Bari è una giornata speciale. Salvatore Girone potrà tornare a casa e attendere con la sua famiglia, in Italia, l’evolversi dell’arbitrato internazionale. Ringrazio il Governo per il grande lavoro svolto in questi mesi per risolvere l’annosa controversia internazionale che ha tenuto lontani dall’Italia e dalle proprie famiglie i due sottoufficiali della Marina italiana. Non vedo l’ora di riabbracciare Salvatore di ritorno a Bari, magari sul lungomare di Torre a Mare, che credo sia una delle cose, dopo la sua famiglia, che gli è mancata di più”.

“Salvatore Girone può tornare in Italia, raggiungerà Massimiliano Latorre per attendere le decisioni della Corte internazionale sull’arbitrato”, dichiara anche Onofrio Introna, già presidente del Consiglio Regionale pugliese. “La notizia è stata anticipata dalla Farnesina. Un breve commento: c’è una giustizia a l’Aja e mi auguro che presto si potrà finalmente fare un processo. Finora i giudizi sono stati emessi solo dall’opinione pubblica, ma nessuno da un vero tribunale”.

“Accolgo la decisione del Tribunale dell’Aja di far rientrare il nostro Salvatore Girone in Italia in attesa dell’esito dell’arbitrato internazionale con grande partecipazione e sollievo”, comunica in altra nota Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR). “Quando si intraprende la strada giusta, i risultati arrivano. Peccato che Girone e Latorre abbiano dovuto aspettare quattro anni, subendo l’ingiustizia di una detenzione intollerabile sotto il profilo umano e giuridico, prima che il governo italiano si decidesse a seguire il percorso che da sempre avevamo suggerito e auspicato dall’inizio di questa brutta storia”.


La nota congiunta di Giannicola De Leonardis, Gianni Stea e Luigi Morgante, del Gruppo Area Popolare della Regione Puglia, recita: “La decisione del Tribunale Internazionale dell’Aja, che ha invitato i governi indiano ed italiano a concordare le modalità del rientro in patria del marò Salvatore Girone in attesa degli esiti dell’arbitrato, dopo quattro anni di amarezza, paura, tensione e un’alternanza di emozioni che ha duramente provato lui, il collega Massimiliano Latorre e le rispettive famiglie, rappresenta una svolta a lungo auspicata. Rinnoviamo la nostra solidarietà e la nostra vicinanza ai nostri conterranei, con l’auspicio che dopo tante nubi possa finalmente tornare il sereno nelle loro vite, e che anche Girone possa tornare presto a casa per riabbracciare i suoi cari”.
