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PugliaItalia
'Notte a Cerano' futuro e sviluppo per la terra di Brindisi

"Notte a Cerano" è il l'incontro pubblico che si è svolto nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di #Brindisi per iniziativa di Puglia Sviluppo. Una riflessione sul futuro della terra di Brindisi, del suo sviluppo, delle sue prospettive, della sua economia.

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L’incontro ha registrato la partecipazione di Antonella Vincenti, vicepresidente di Puglia Sviluppo, del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, del sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, del direttore generale di Puglia Sviluppo, Antonio De Vito, e del direttore di Confindustria Brindisi, Angelo Guarini. Ospite d'eccezione Al Bano, per aver ispirato con una sua celebre canzone il titolo dell’iniziativa.

"Lo sviluppo di Brindisi - ha detto Antonella Vincenti - va declinato in una ottica di sostenibilità ambientale dopo una fase di industrializzazione forzata, che deve essere ormai ritenuta chiusa. Per questo, si apre una pagina nuova per la storia di Brindisi e la sua provincia, di cui noi dobbiamo esserne artefici e protagonisti".

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"Noi, intesi come player delle comunità, istituzioni, associazioni, tutti coloro che hanno un ruolo pubblico - ha precisato Vincenti - salute e lavoro devono procedere insieme, determinando uno sviluppo attento alla qualità della vita. Ci son voluti decenni, a costo di vite perse, opportunità di crescita sprecate, di malattie croniche, di sfregio del nostro paesaggio per maturare questa consapevolezza. Ma finalmente ci siamo e non si torna indietro".

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"Il processo di decarbonizzazione è cominciato - è stato più volte ripetuto nei diversi interventi - ma non basta spegnere l’industria tradizionale, che in ogni caso significa produzione, indotto, posti di lavoro, economia sensibile. Occorre tracciare un’altra direttrice, chiedersi dove si voglia andare per assicurare benessere e opportunità al territorio".

“Siamo riusciti dopo una battaglia molto dura e complicata - ha detto Emiliano - a convincere Enel a dismettere la centrale a carbone di Cerano. Questo impegno è stato preso per il 2025. Già adesso siamo scesi da circa 7-8 milioni di tonnellate di carbone a 1,8. Ma credo si possa già annunciare che, anche grazie forse alla presenza di Al Bano, Enel sta dismettendo uno dei due gruppi a carbone. Questo tonnellaggio quindi sarà ulteriormente dimezzato e noi vigileremo che l'impegno a chiudere la centrale entro il 2025 venga rispettato". 

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"È chiaro - ha aggiunto il presidente della Regione - che scattano tutta una serie di problematiche con il decomissioning, perché chiudere quella centrale significa che i rimorchiatori nel porto lavorano di meno, che non ci sono gli scaricatori, che 800 impiegati e operai della centrale rischiano il loro posto di lavoro. Dobbiamo dare atto ad Enel che ha preso questo impegno alla dismissione e lo sta mantenendo. Ma bisogna trovare un altro modello industriale, perché non si può pensare di mandare a casa gli operai e di dimenticarsi delle loro famiglie. La battaglia per l’ambiente la stiamo vincendo, perché fino all'ultimo bisogna sempre stare attenti. Però non si può dire alle persone che si vince la battaglia l'ambiente ma le loro famiglie vanno vanno in rovina. Questo non si può fare“.

“Per me la decarbonizzazione è una ossessione - ha dichiarato il ministro Boccia - ne abbiamo parlato più volte in questi anni con Emiliano, ci hanno insultato quando ne parlavamo, e ora finalmente ci ascoltano anche gli altri. Oggi siamo felici che il tema del Green new deal sia centrale non solo in Italia ma in tutta Europa. Bene, le cose che inevitabilmente verranno fatte a Taranto devono essere fatte anche a Brindisi”.

“Sono felice di aver scritto Notte a Cerano, quella canzone è un vero e proprio documento - ha sottolineato Al Bano - ricordo benissimo quando tutto è iniziato, l’ho vissuto, è stata una violenza per il territorio. Tutte le estati le passavamo in quella zona che era un piccolo paradiso, che poi è diventato quello che è diventato”.

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Tutti d'accordo che non basta decarbonizzare, e che occorre spingere l'economia  del territorio verso nuove fonti di sviluppo. Quali? Si è ipotizzato di creare una zona franca doganale anche nel territorio brindisino, così come di realizzare collegamenti ferroviari, ad alta capacità, tra i porti di Brindisi e quelli di Bari e Taranto: nell’idea di favorire lo sviluppo di traffici lungo la dorsale est-ovest, che collega i Balcani alla Spagna.

A chiusura lavori è stato ribadito che Puglia Sviluppo farà la sua parte, come agenzia in house della Regione Puglia, ma in un contesto di partecipazione diffusa alle scelte di programma. Le istituzioni avranno il compito di facilitare i processi, senza creare gerarchie tra territori. "Brindisi - ha sottolineato ancora Vincenti - non è seconda a Taranto. La battaglia per l’ambiente è vinta, ora tocca a sfide altrettanto importanti. Ma insieme, uno di fianco all’altro, riusciremo a restituire un orizzonte felice a questa straordinaria e insostituibile terra".

(gelormini@affaritaliani.it)

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