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Ognissanti: la tradizione dei Cicci cott' (di A. Gelormini)

L'antica ricetta pugliese del Grano dei Morti, che in Capitanata è tradotta come ricetta Ciccicotti o Cicc' Cott' (Cuott), affonderebbe le sue origini nella cultura saracena, successivamente contaminatasi con le influenze campane: in particolare cilentane.

A testimoniarlo sono soprattutto gli ingredienti. Innazitutto il grano Carosella: il grano dalla pelle bianca, talmente antico da risalire alle coltivazioni dei Romani nelle numerose fattorie sparse proprio nel Cilento. Un seme molto usato al Sud, quando il grano si raccoglieva a mano, preferito per la stoppia lunga, e poi quasi soppiantato da altri tipi di grano, che presentano caratteristiche adatte alla trebbiatura meccanica e alle altre macchine agricole.

granocotto 2
 

Poi la noce, frutto simbolo della penitenza, il melograno proveniente dalla tradizione armena e il vincotto, anch'esso molto in uso tra i Romani, che probabilmente ne avevano mutuato la presenza a tavola dai Greci. Un piatto che è una sorta di quint'essenza della simbologia.

Da quella del Melograno con radici antiche egizie, greche e romane, utilizzato in Egitto nelle cerimonie funebri a simboleggiare il nutrimento per i morti, mentre in Grecia veniva spesso raffigurato in mano alle divinità come frutto sacro. Nella tradizione cristiana, poi, il Melograno viene associato al sangue di Cristo e dei martiri. Una leggenda racconta che un apostolo avesse raccolto i sassi bagnati del sangue di Cristo sulla via del Calvario, per metterli poi in un sacchetto. Alla sera i sassi erano spariti ed al loro posto era comparso un Melograno.

Persefone Bernini
 

Ma anche il grano ha una sua consolidata forza simbolica. Nell’antico Egitto la spiga dorata era attributo di Osiride. Nella mitologia babilonese il dio Tammuz incarnava lo “Spirito del grano”: era un giovane dio che ogni anno moriva, per poi tornare in vita, così come il seme di grano deposto nella terra deve morire per poi rivivere come germoglio e poi come spiga. Un tema ripreso nei vangeli, col chicco di grano che diventa il simbolo del Cristo, che si sacrifica sulla croce per poi risorgere.

E' comunque col mito di Persefone che meglio forse si legano gli ingredienti dei "cicci cott' ": "Persefone venne rapita dallo zio Ade, dio dell'oltretomba, che la portò negli inferi per sposarla - ancora fanciulla - contro la sua volontà. Una volta negli inferi le venne offerta della frutta, ed ella mangiò senza appetito solo sei semi di melograno. Persefone ignorava, però, che chi mangia i frutti degli inferi è costretto a rimanervi per l'eternità. La madre Demetra, dea della fertilità e dell'agricoltura, che prima di questo episodio procurava agli uomini interi anni di bel tempo e di raccolti, reagì disperata al rapimento, impedendo la crescita delle messi e scatenando un inverno duro, che sembrava non avere mai fine. Con l'intervento di Zeus si arrivò ad un accordo, per cui, visto che Persefone non aveva mangiato un frutto intero, sarebbe rimasta nell'oltretomba solo per un numero di mesi equivalente al numero di semi da lei mangiati, potendo per questo trascorrere con la madre il resto dell'anno. Così Persefone avrebbe trascorso sei mesi con il marito negli inferi e sei mesi con la madre sulla terra. La leggenda narra che Demetra accogliesse con gioia il periodico ritorno di Persefone sulla Terra, facendo rifiorire la natura in primavera ed in estate".

Persefone Luca Giordano
 

Si potrebbe definire un piatto completo, anche se nell'uso comune è ormai classificato come dolce. E’ basato, come si è detto, su grano cotto, melograno, noci e vin cotto, e solo più recentemente si registra l'aggiunta di pezzetti di cioccolato fondente. Usi e consuetudini raccontano che questo piatto venisse preparato in occasione della Ricorrenza dei Defunti del 2 novembre, per dar modo alle famiglie di dedicare tutta la giornata alle visite al Cimitero. Non c’era tempo per cucinare, per cui i cicc cott rappresentavano un'ottima e pratica soluzione: leggera, saporita e nutriente.

granocotto Farro
 

Ingredienti e preparazione del Grano dei Morti:

800 gr di grano
400 gr di noci
2 melograni
100 gr di zucchero
mezzo litro di vino cotto
100 gr di cioccolato (facoltativo)

Riempite una pentola di acqua, deve contenere acqua per circa tre volte il volume del grano. Fate bollire l'acqua e cuocete il grano per circa cinque minuti. Poi coprite con un coperchio e tenete a bagno il grano per qualche ora, anche tutta la notte. Il mattino dopo troverete il grano completamente aperto, come ‘esploso’.

Toglietelo dall’acqua e mettetelo in una ciotola capiente. Aggiungete lo zucchero, le noci sgusciate e spezzettate grossolanamente, il melograno sgranato e irrorate abbondandemente di vino cotto. Mescolate bene e se vi piace aggiungete dei pezzi di cioccolato.

(gelormini@affaritaliani.it)

Tags:
ognissanti grano cotto capitanataognissanti cicc' cott' tradizione dolce vincotto melograno
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