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Primarie PD, Emiliano in sezione cerca Armonia per il Programma

E' tornato in sezione, Michele Emiliano, per presentare il suo Programma nella corsa alle Primarie per la Segreteria del Partito Democratico. E non in una sezione qualsiasi, ma nel circolo PD di via dei Giubbunari: sezione storica del PCI nel cuore di Roma a due passi da Campo de' Fiori.

emiliano giubbonari2
 

Anche se l'odierna sede del Circolo non è più quella originale, che prese posto nell'ex Casa del Fascio in uno dei più centrali quartieri capitolini a pochi passi dal Ghetto Ebraico, E forse anche per questo non è sfuggito il riferimento, nel discorso di Michele Emiliano, a una figura storica della destra pugliese come Pinuccio Tatarella, che comunque amava ripetere: "Non sono diventato missino perché fascista, ma perché era il partito pù anticomunista" e che nella vulgata comune era capace "di mettere d'accordo anche due sedie vuote".

"Oggi comincia una rivoluzione mite per la sinistra italiana", ha detto Emiliano presentando la sua candidatura alla segreteria del PD. Una sfida, per molti versi, radicale: "È finita l’epoca della rottamazione, una parola che non mi è mai piaciuta. Oggi inizia l’epoca della ricostruzione, dell’amicizia e dell’armonia". Il governatore, infatti, punta a riconnettere il Pd con il suo popolo. Archiviato il partito dell’uomo solo al comando, invoca più volte la partecipazione.

La sua mozione per il congresso del Partito Democratico: L’Italia è il nostro partito” si articola con 10 punti programmatici, sui quali Emiliano vuole lavorare con i cittadini, invitandoli alla concreta partecipazione.

Il testo è volutamente ancora “aperto”: tutti - iscritti al Pd e non - avranno modo, se lo vorranno, di dare il proprio contributo. Basta consultare il sito www.micheleemiliano.it dove c’è spazio per dare suggerimenti e avanzare le proprie proposte. Un accorgimento tecnico, che diventa politico, per poter stimolare nuove alleanze: in via di definizione la proposta di reintroduzione dell'art. 18 che per il settore lavoro e l'intesa con i sindacati può diventare un punto di forza strategico.

Emiliano giubbonari4
 

In sintesi, i 10 punti programmatici:

Il pd è il nostro partito #noisiamopartito

Siamo il Partito Democratico, nato per attuare i principi della Costituzione su cui si fonda la nostra Repubblica.

Il nuovo Partito Democratico che vogliamo costruire avrà al centro un modello di partecipazione autentico, in cui ogni tesserato sarà coinvolto nella scrittura dei programmi e nella loro attuazione, a qualsiasi livello territoriale, e verrà consultato sulle scelte strategiche attraverso un modello partecipativo organizzato con nuovi strumenti tecnologici: noi proponiamo una piattaforma digitale - che sperimenteremo anche in questo congresso -  e che consentirebbe di mandare le proprie proposte, di essere coinvolti nella stesura dei programmi elettorali, di poterne verificare l’attuazione a tutti i livelli, di essere collegati agli eletti. 

L’Europa è il nostro Partito

Partito Democratico e Partito Socialista Europeo si facciano protagonisti di una discussione alta e partecipata sulle prospettive di tenuta e sviluppo del progetto europeo. 

L’Europa deve invertire la rotta, superando i dogmi e le miopie del rigore e avviando una nuova fase che abbia come obiettivi la crescita e il rafforzamento della coesione sociale.

Oggi alla politica è il coraggio di pensare e costruire una politica comune europea su welfare, difesa, fisco, immigrazione. 

Equità, etica e redistribuzione non sono valori negoziabili per un grande partito riformista. Bisogna regolare le distorsioni. Anche le multinazionali del web, per esempio, devono pagare l’Iva: una webtax servirebbe a regolamentare il mercato che, a causa di una carente normativa in materia, è diventato un far west dove vincono sempre i più forti.

Emiliano giubbonari3
 

Il Lavoro è il nostro Partito

Crediamo che al Paese serva innanzitutto un piano straordinario per l’occupazione. Il “Jobs Act”, ha avuto come unico esito concreto quello di incrementare sperequazioni e disuguaglianze social a danno di chi lavora, di ridurre le tutele per i lavoratori, senza determinare un reale aumento dell’occupazione. 

Occorre una riduzione stabile e strutturale dell’imposizione sul reddito da lavoro e più in generale del cuneo fiscale. Il taglio di 8mila euro di contributi l’anno dovrebbe valere per sempre non solo per il 2015. Le aziende devono sapere che potranno assumere giovani e nuovi lavoratori. Una parte degli 8mila euro l’anno in meno di tasse andrà ad aumentare i salari netti. Basta con i “bonus” da 80 euro che oltre un milione e mezzo di italiani stanno restituendo, ma meno tasse per l’impresa e salari netti più alti.

L’efficacia dell’azione di contrasto dell’evasione fiscale è fondamentale per qualsiasi credibile processo di riduzione della pressione fiscale e per la progressiva eliminazione delle vecchie clausole di salvaguardia su IVA e accise, così come per il riordino delle aliquote IRPEF dal 23% al 20%

Emiliano giubbonari Orlando
 

Il Welfare è il nostro Partito

L’Italia spende per il welfare meno e peggio degli altri paesi europei. Occorre una riforma organica che vada nella direzione dell’universalismo e dell’equità. Proponiamo alcune misure concrete:  

- per le fasce più deboli della popolazione, per coloro i quali restano esclusi dal mercato del lavoro, serve un intervento che offra un reddito minimo a chi è in condizioni di grave disagio economico, condizionato alla partecipazione attiva a programmi di inclusione sociale, formativa e lavorativa.

- un potenziamento degli assegni famigliari e in particolare per le famiglie con figli, determinati anche in base alla capacità economica familiare

sviluppo della rete dei servizi per i cittadini, a cominciare da quelli per i bambini, in particolare sviluppando su tutto il territorio una rete di nidi per l’infanzia

rafforzamento dei programmi di edilizia sociale e sostegno alle famiglie povere nell’accesso ai mutui e nel pagamento dei canoni di affitto;

Emiliano giubbonari1
 

La Scuola e l’Università sono il nostro Partito

L’Italia è agli ultimi posti in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata all'istruzione.

Proporsi di costruire una riforma sulla scuola, senza coinvolgere la scuola, anzi scatenandola contro, è stato un errore tragico.

Con la famigerata cosiddetta “buona scuola”, provvedimento bandiera del governo Renzi, si è sbagliato nei contenuti e nel merito e ha finito per scontentare tutti.

Un vero disastro, a cui il Partito democratico deve porre rimedio subito, riaprendo con la scuola un percorso di confronto, di partecipazione e di condivisione.

Per cominciare, noi pensiamo che gli investimenti per la scuola debbano progressivamente raggiungere i parametri europei del 6%  e che gli stipendi degli insegnanti italiani non possano continuare ad essere i più bassi di Europa.

emiliano profilo PD
 

L’Ambiente è il nostro Partito 

Il peculiare patrimonio naturalistico di cui dispone l’Italia è riconosciuto come una componente fondamentale del benessere dei cittadini. Ciò rende indispensabile un forte rilancio di politiche economiche innovative, non più contrapposte alla salute e all’ambiente, ma che coniughino il lavoro e l’impresa con il rispetto della vita umana e della natura. 

Non si fa ripartire l’Italia piegando l’ambiente e la sua tutela agli interessi di qualche multinazionale del petrolio. 

Il percorso di decarbonizzazione intrapreso da molti Paesi europei, deve diventare un obiettivo strategico delle politiche ambientali ed industriali, con la sperimentazione di una esperienza pilota come quella che si potrebbe realizzare nel più grande impianto d’Europa di produzione di acciaio alimentato a carbone, l’Ilva di Taranto.

ilva 1
 

Il Mezzogiorno è il nostro partito 

L’Italia può ripartire solo se riparte il Mezzogiorno. Il Sud è il territorio con la più alta concentrazione di siti tutelati dall'Unesco, di imprese diventate punte di eccellenza nel manifatturiero come in altri settori, start up e innovazione tecnologica.Tuttavia, in questi anni di recessione, il mezzogiorno si è allontanato ulteriormente dal resto del paese.

Occorre rilanciare gli investimenti pubblici finalizzati allo sviluppo e alle infrastrutture. Questo sforzo deve essere sostenuto attraverso politiche industriali innovative che puntino su una economia sostenibile non più contrapposta alla salute, ai diritti e all’ambiente. 

I diritti civili sono il nostro Partito 

Proponiamo un approccio pragmatico alla questione dell’immigrazione.

Chi nasce o cresce in Italia è italiano: chiediamo l’approvazione in tempi rapidi della riforma della legge sulla cittadinanza “Ius Soli temperato”.

Legalità e integrazione. Un nuovo patto di cittadinanza: il governo centrale non è riuscito a promuovere un sistema nazionale di integrazione ed un modello nazionale di integrazione dei migranti nelle comunità locali.

Dobbiamo investire con idee e risorse su un Piano nazionale di integrazione da sviluppare con il rilancio di un Ministero dedito alle politiche di integrazione come avviene in diversi Paesi europei.

Occorre mettere subito come Partito democratico al centro dell’agenda di Governo un pacchetto di provvedimenti che va dal testamento biologico a una legge contro l’omofobia e la transfobia, fino a una legge che introduca il reato di tortura

emiliano direzione pD
 

La cultura è il nostro Partito 

Cultura, tutela, patrimonio storico, contribuiscono al progresso della nostra società, alla cittadinanza, alla libertà di pensiero e di insegnamento.

Il contributo una tantum di 500 euro ai neo diciottenni per i consumi culturali, che è costato 290 milioni di euro è stato un flop.

L’investimento deve essere indirizzato verso misure strutturali e stabili, a cominciare dal finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni culturali e della gratuità di ingresso ai musei, ai monumenti, alle aree archeologiche.

Il ministero del turismo va veramente indirizzato dentro un quadro più ampio del ministero dell’economia e sviluppo. Un forte impegno per la tutela dei beni culturali: valorizzando non solo per i i grandi musei nazionali o i poli regionali, ma anche i musei ”minori”.

Emiliano mezzora2
 

La tutela del risparmio è il nostro Partito

Anche dopo la lunga recessione iniziata nel 2008 il risparmio delle famiglie è rimasto un pilastro importante della nostra architettura economico-finanziaria. 

Ma è innegabile quello che sta accadendo ai risparmiatori e correntisti d’Italia in questi anni, dopo la vicenda di Banca Etruria, Carife, Carichieti, BancaMarche nell’anno 2015 e in ultimo con la crisi del Monte Dei Paschi di Siena dove lo Stato è dovuto intervenire stanziando un fondo da 20 miliardi con il decreto Salvarisparmio.

Pensiamo che sulla crisi di una parte del sistema bancario italiano, in questi anni si sia intervenuti con ritardo e male. Chiedere solo oggi una commissione di inchiesta è quanto meno tardivo. L’errore più netto è stato non capire  che era necessario intervenire per tempo, in parte con risorse pubbliche, in parte con le banche italiane e straniere in un fondo con le stesse funzioni di Atlante.

(gelormini@affaritaliani.it)

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