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Roberta Gisotti, ‘Noi che siamo italiane’, storie d’orgogliosa integrazione
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Storie di integrazione e modelli emozionanti per una società più accogliente, votata alla solidarietà e pronta ad allargare lo sguardo verso orizzonti più larghi e prospettive più profonde, quelle che attraverso la cosiddetta ‘contaminazione antropologica’ testimoniano la più grande tra le verità: “La ricchezza è nella diversità”.

Storie di donne provenienti da Paesi stranieri - approdate in Italia per lavorare, per studiare o anche solo per amore - che hanno saputo inserirsi nella società italiana, delineando nuovi codici di integrazione.

Su di loro - italiane vere e proprie - si concentra la narrazione di Roberta Gisotti nel suo ultimo libro “Noi che siamo italiane” - Edizioni Radici Future, presentato in prima nazionale nella Libreria del Palazzo delle Esposizioni a Roma all’inizio del mese.

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Un libro dedicato alle donne che in diversi contesti hanno saputo essere ponte tra culture diverse, incarnando i valori migliori di quella di origine e di quella di approdo, diventando loro stesse volano dei mutamenti della società italiana.

Tutte legate o tenute insieme da un come ‘fil rouge’: l’ambizione di “aiutare gli altri”, che coltivata da chi si presume abbia bisogno di aiuto, nel percorso di cambiamento e adattamento significativo affrontato, diventa testimonianza sorprendente di solidarietà e di nobiltà non solo d’animo, ma anche di indole soggettiva e di tratto identitario, nonché comunitario.

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Sihem, Carmen, Angel, Miriam, Blerida, Alganesh, Roseline, Liliana, Tetyna, Parisa, sono italiane a pieno titolo, si sentono tali e vogliono esserlo, senza per questo rinnegare o dimenticare di essere arrivate qui da lontano, ognuna da un Paese diverso e ciascuna con un percorso personale articolato e segnato da caparbietà coriacea, nonché da poderosi slanci di speranza e forte spirito di adattamento.

Tunisia, Perù, Costa d’Avorio, Iran, Albania, Eritrea, Nigeria, Turchia e Ucraina sono i paesi in cui affondano le radici delle cosiddette “eroine” - come le ha chiamate padre Federico Lombardi S.J. nella sua prefazione al libro - per un futuro comune in Italia innanzitutto e per qualcuna di loro anche in altri contesti internazionali. Storie di successo, rappresentative di moltissime narrazioni più sottaciute o meno note, che testimoniano l’esistenza di modelli d’approccio ‘pro-attivamente solidali’ nella gestione dei flussi migratori e nei conseguenti ed ineludibili processi di integrazione.

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Roberta Gisotti arriva ora in Puglia, per i tre appuntamenti in calendario il 12, 13 e 14 luglio: rispettivamente a Bari - Terrazzo Banca Generali Private, a Cisternino (Br) - Villa Comunale e a Martina Franca (Ta) - Soc. Artigiana Mutuo Soccorso.

Roberta Gisotti - Giornalista, già capo-redattrice a Radio Vaticana: dove ha lavorato al Giornale Radio per oltre 30anni, autrice e consulente in RAI, docente di Economia dei Media alla Pontificia Università Salesiana, ha pubblicato diversi saggi storici e di critica sociale in materia di comunicazione: “La nascita della Terza pagina”, “La favola dell’Auditel”, “Dalla Rai dei professori alla Tv deficiente”, “Tv buona dottoressa? La medicina nella televisione italiana”.

(gelormini@gmail.com)

 

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