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Bari – E’ scacco matto al clan Strisciuglio. Un’operazione della Squadra Mobile della questura di Bari stamane contro il clan ha portato all'esecuzione di 27 arresti per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, porto e detenzione illegale di armi da guerra e comuni da sparo. L'operazione ha toccato diversi quartieri della città, tra i quali il Libertà, San Paolo, San Pio e Carbonara ed alcuni territori dei comuni limitrofi di Bitonto, Noicattaro, Adelfia e Capurso.

L'operazione, seguita dal pm della Dda Desirée Digeronimo - le ordinanze cautelari sono state emesse dal gip Alessandra Piliego -, avrebbe portato alla cattura di alcuni "pilastri" della ragnatela mafiosa: Nicola Telegrafo e Francesco Valentino. "L'indagine - ha dichiarato in conferenza stampa il procuratore aggiunto, Pasquale Drago - ha messo assieme le dichiarazioni di molti collaboratori di giustizia". La promessa di Drago è di non fermarsi: "Noi intendiamo riprendere integralmente il controllo del territorio barese sottraendolo al controllo criminale". Accertati, nel corso dell'inchiesta, collegamenti con la mafia campana di Giovanni Russo e Salvatore Barbato.

Questura

Entusiasta il Sindaco di Bari, Michele Emiliano: “Mi congratulo con il procuratore distrettuale Antonio Laudati, con il questore di Bari Domenico Pinzello, con il capo della squadra mobile Luigi Rinella e con tutti i loro collaboratori per la brillante operazione. Il ritorno in carcere di una parte dei luogotenenti del gruppo mafioso che erano stati scarcerati rende più serena la città. Solo qualche settimana fa mi ero espresso su ciò che occorre in questo momento: buone indagini e arresti mirati di persone che costituiscono un pericolo per la società”. Ed ha precisato, toccando il problema del sovraffollamento carceri anche in Puglia: “C’è un tempo per l’antimafia sociale e la rieducazione del condannato, che dobbiamo sempre praticare, e un tempo per la repressione dura e senza tentennamenti. La sicurezza delle persone si ottiene anche attraverso un numero di detenzioni carcerarie coerente con il numero dei soggetti pericolosi in circolazione. Questo non è il tempo delle amnistie, soprattutto se motivate da ragioni politiche, e neppure di scarcerazioni a buon mercato. Occorre far uscire con le leggi in vigore coloro che non debbono stare inutilmente in carcere e consentire a chi tra questi - soprattutto stranieri - non ha una dimora nel nostro Paese, di ottenere gli arresti domiciliari presso strutture pubbliche o solidali che in tal modo, secondo criterio, consentiranno di ridurre l’affollamento dei nostri penitenziari”.

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Importante operazione portata a termine anche a Taranto dai finanzieri del Comando Provinciale, contro il clan Taurino. All’interno dell’indagine “Duomo 2011” sono state arrestate 39 persone su decreto del g.i.p. del tribunale di Lecce, delle quali 34 in carcere e 5 ai domiciliari: si trattava di una vera e propria associazione di stampo mafioso dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Intercettazioni telefoniche ed ambientali, attività di osservazione, pedinamento, controlli video, sotto la costante guida della direzione distrettuale antimafia di Lecce, hanno portato a clamorose scoperte: il totale controllo del territorio si esplicava anche attraverso l’assoggettamento di numerosi piccoli commercianti. Sono state arrestate 18 persone, inoltre, colte nella flagranza del reato di spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrati 2 circoli ricreativi utilizzati per l‘illecita attività e segnalate, alle competenti Prefetture per la detenzione di droghe, 178 persone.

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