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Schittulli figliol prodigo 'Berlusconi unico leader'

Bari – Che il rapporto tra i due fosse notevolmente incrinato era noto da tempo ma il divorzio tra Francesco Schittulli e Raffaele Fitto è ormai consumato e a confermarlo sono le parole dello stesso ex candidato Governatore: “Io credo prima nei valori dell’amicizia e della lealtà ma sono stato pugnalato, sono stati scorretti e sleali, mi sono reso conto di essere stato uno strumento, un usa e getta”, attacca all’indirizzo dell’ex Ministro agli Affari Regionali, intervistato dalla salentina Telerama. Dell’ex Vicerè di Maglie non fa neppure il nome, ma riapre il vaso di Pandora delle Regionali e lamenta di essere stato tenuto all’oscuro delle reali dinamiche interne al centrodestra: “Avevo dato il 28 aprile, un lunedì sera, la disponibilità ad un passo indietro. Poi c’è stato tutto un gioco, in pochi giorni…”

Sono i giorni nei quali nasce e muore l’ultima possibilità di primarie last minute, per uscire dall’impasse e nei quali naufraga anche l’ultimo tentativo d’intesa, dopo un lungo vertice di coalizione in notturna: “Il candidato di Forza Italia resta Adriana Poli Bortone. Per noi finisce qui. Il vertice è finito così come è partito. Non ci si poteva chiedere di ritirare la nostra candidatura”, sarà l’epigrafe del forzista Gino Vitali in tarda mattinata, chiudendo la porta a qualsiasi ricucitura e siglando definitivamente la rottura in due tronconi del centrodestra. Fittiani, Fratelli d’Italia e centristi da una parte; forzisti e Lega dall’altra.  A distanza di mesi, il segretario degli azzurri ostenta sicurezza: “Schittulli riconosce di essere stato strumentalizzato? Io glielo avevo detto già mesi fa, a tempo debito. Il tempo è stato galantuomo e ha capito anche lui, come i pugliesi, che certi attacchi altro non erano che il frutto di un’unica regia”, manda a dire l’avvocato francavillese, confermato alla guida del partito del Tacco e al quale proprio Schittulli aveva riservato un messaggio di saluto durante l’incontro barese di una settimana fa, a Villa Romanazzi Carducci.

Segnali di avvicinamento al grido di “come ci eravamo capiti male”? Vitali ne esclude l’ingresso in Forza Italia ma, nonostante l’esodo di una parte consistente del Movimento che porta il suo nome, a seguito dell’abbandono dell’ex braccio destro Davide Bellomo - non ancora accasatosi altrove - il professore gravinese ribadisce di non aver messo in archivio la propria esperienza politica: “Rimango un uomo di centrodestra, darò una mano a chi è stato eletto nel mio movimento ma non saluterei mai chi mi ha usato. Se incontrassi Fitto e mi salutasse, sarei costretto a rispondere, per educazione”, commenta al vetriolo. Con una chiara apertura di credito agli azzurri: “Prendo atto che Berlusconi oggi è l’unico a poter guidare una colizione compatta che si contrapponga al centrosinistra”, rinvia alla vigilia delle nuove alleanze per il turno di Comunali. Raffaele Fitto ascolta in silenzio. E pesa più di una replica.

(a.bucci1@libero.it)

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