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Sicurezza per lo sviluppo nella legalità, PON 2007-2013

Si è svolta a Bari, nel Teatro Petruzzelli, la chiusura del ciclo di programmazione 2007-2013 del PON dedicato alla Sicurezza: sette anni dipianificazione, investimenti, interventi e risultati. 

 

Nella cornice elegante e autorevole del Politeama pugliese, in una delle quattro regioni-convergenza (Calabria, Puglia, Campania e Sicilia), si è dipanato l'evento pensato come un racconto. Dinanzi ad un pubblico di studenti di scuola secondaria e di autorità, attraverso tre video informativi su cos’è il PON sicurezza, quali progetti ha finanziato nei sette anni appena passati, in quali settori e con quali obiettivi, sono stati illustrati i risultati raggiunti e l’efficacia degli interventi pianificati dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, titolare del PON.

 

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"I risultati del Pon Sicurezza, che questa mattina raccontiamo, sono risultati visibili", ha detto il Prefetto Matteo Piantedosi, "Sono visibili negli interventi d’implementazione tecnologica, e sono tangibili in tante opere realizzate, che vanno dai beni confiscati alle mafie agli interventi fatti a contrasto del racket e della contraffazione".

 

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"E poi c’è un indicatore, molto importante, che noi crediamo sia giusto raccontare", ha poi aggiunto, "In questo periodo è calata del 6% la percezione di insicurezza, rispetto alle regioni del centro nord dove il calo è solo del 2%. Questo vuol dire che abbiamo visto giusto, abbiamo colpito nel segno creando supporto a chi realizza opere tangibili per la sicurezza e “rassicurando” i cittadini sul fatto che lo Stato c’è".

 

"Abbiamo un sistema delle forze di polizia e delle forze dell’ordine che è tra i migliori al mondo", ha quindi sottolineato Piantedosi, "Da tre anni a questa parte abbiamo risorse crescenti destinate al sistema sicurezza. Oltre ad un nuovo PON nazionale (PON Legalità) dedicato alle quattro regioni convergenza con una dotazione finanziaria di circa 400 milioni di euro, abbiamo il Fondo di Sicurezza Interna, un nuovo strumento previsto dall’Unione Europea ovvero un altro mezzo miliardo che tra gestione delle Frontiere e miglioramento della capacità tecnologiche delle forze di Polizia sono a disposizione del settore".

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E’ vero che le risorse non sono mai abbastanza - ha concluso - ma non possiamo dire che siamo all’asciutto. Nell’ambito delle quattro regioni convergenza (Puglia, Calabria, Campania e Sicilia) la Puglia si segnala per una certa effervescenza di idee e capacità degli amministratori di attingere alle risorse per la sicurezza in modo laborioso e propositivo".

 

A moderare il dibattito Francesco Giorgino, del Tg1. Due le tavole rotonde nelle quali si è discusso delle due aree di intervento: una per fare il punto sulla realizzazione di infrastrutture tecnologiche messe in campo, per rendere più sicuri i territori delle regioni dell’Obiettivo Convergenza (aree con un pil pro capite inferiore al 75% della media comunitaria), e l’altra per illustrare i risultati delle attività di inclusione sociale che hanno agito sulla costruzione della cultura della legalità. 

 

La dotazione finanziaria di 772 milioni di Euro è stata utilizzata per la realizzazione di 423 progetti, che hanno visto Beneficiari sia Amministrazioni Centrali, Forze di Polizia, Ministeri, sia, soprattutto, Amministrazioni Locali. 

 

Area tecnologia: 

- 4000 gli impianti di videosorveglianza installati in luoghi sensibili 

- 1345 gli apparati di lettura targhe posizionati nelle città e lungo le principali vie di comunicazione extraurbana delle regioni coinvolte.

- sistemi di monitoraggio ambientale per il controllo di oltre 5000 kmq di aree a   rischio inquinamento. 

- sistemi anticontraffazione

- sistemi a tutela del lavoro regolare

- sistemi per l’analisi intelligente dei dati per il contrasto alle infiltrazioni criminali nelle imprese  

 

Area sociale:

- centri di aggregazione, laboratori musicali e teatrali, biblioteche per ragazzi;

- 20.000 i giovani coinvolti in iniziative di diffusione della cultura della legalità; 

- mezzi per il soccorso in mare dei migranti;

- interventi di accoglienza e inclusione sociale rivolti agli immigrati regolari;

- interventi di recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata; 

- sportelli antiracket e promozione di iniziative a favore delle vittime del racket. 

 

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Alla presenza del Vice Ministro dell’Interno, Filippo Bubbico, è intervenuto.anche il presidente della Regione Puglia - nonché Magistrato - Michele Emiliano, suscitando interesse e raccogliendo una buona dose d'alpplausi tra i giovani studenti presenti in sala: "Noi abbiamo già commesso, venticinque anni fa, un errore gravissimo. Nel pieno dell’offensiva nera e rossa abbandonammo il contrasto alle mafie", ha esordito Emiliano. "Fu l’inizio di una tragedia che poi si concluse con le stragi di Capaci e via D’Amelio. È evidente che non dobbiamo ripetere quest’errore, ma occorre lavorare soprattutto con le giovani generazioni, impedire il proselitismo mafioso, lavorare alla coesione sociale nelle periferie con investimenti importanti, come abbiamo fatto in Puglia”.

 

“Bisogna fare in modo che queste risorse europee - ha continuato Emiliano - rivenienti da due assi, uno diretto tra i Ministeri e singole iniziative sul territorio e quelli che devono passare dalle Regioni e dai Comuni, convergano in un progetto comune che oggi viene presentato qui a Bari alla presenza del Vice Capo della Polizia e che deve diventare patrimonio comune di quella conferenza regionale sulla sicurezza, che il Prefetto di Bari ha convocato qualche tempo fa e che rappresenta il tavolo di coordinamento strategico del contrasto a tutti i tipi di criminalità, compreso ovviamente il terrorismo”.

 

 

“Contro il terrorismo - ha poi sottolineato il Presidente Emiliano - noi dobbiamo fare quella comune sorveglianza sul web che ci consente di acquisire notizie, di impedire comunicazioni nevralgiche per le organizzazioni terroristiche e, soprattutto, coinvolgere tutta la popolazione in questo lavoro, perché la sicurezza non è un compito esclusivo delle forze di polizia, ma è un impegno che dobbiamo assolvere tutti con senso di responsabilità, prudenza e utilizzando l’organizzazione che lo Stato mette a disposizione dei cittadini per favorire eventuali denunce”.

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Infine, il Presidente della Regione Puglia ha voluto ringraziare tutte le forze dell’ordine, “Vorrei - ha detto rivolgendosi al Vice Capo della Polizia Antonino Cufalo - che Lei portasse i miei saluti al Prefetto Pansa, col quale ho avuto modo negli anni passati di lavorare in completa sintonia. È sempre stata un’emozione gratificante quella di poter lavorare con tutori delle forze dell’ordine avendo consapevolezza di avere a che fare con uomini e donne consapevoli del loro compito definito dalla Costituzione della Repubblica. Fare la lotta al terrorismo, alla mafia, alla corruzione dei politici e dei burocrati è stata un’operazione certamente non facile, ma che ha consentito al Paese di affermare il suo punto di vista senza scadere in ottiche securitarie, che escludevano la tutela dei diritti”.

 

Insieme al prefetto Piantedosi, a commentare dati e risultati del Programma, Ivanohe Lo Bello -  Presidente di Unioncamere e Vice Presidente di Confindustria, Carlo Maria Capristo - Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Santi Giuffrè - Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura, Ilarione Dell’Anna - Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e della Guardia Costiera, Lucia Dardes - Sindaco di Chieuti, Lucio Guarino - Direttore del Consorzio Sviluppo e Legalità, Annarita Corrado - Dirigente Scolastico Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maglie, il professor Domenico Laforenza - Direttore dell’Istituto Informatica e Telematica del CNR di Pisa. 

 

Nella circostanza, oltre al bilancio di quanto realizzato, il Prefetto Piantedosi ha dato notizia dei futuri investimenti sulla legalità: risale, infatti, a due mesi fa l’approvazione del Pon Legalità 2014-2020 con una dotazione finanziaria di 377 milioni destinati alla sicurezza delle aree industriali, ad interventi per il recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata, all’accoglienza ed inclusione degli immigrati. 

 

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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