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Il senatore Dario Stefàno presenta al Senato il Disegno di Legge a sua firma per l'istituzione dell'insegnamento obbligatorio della disciplina "Storia e civiltà del vino" nelle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado. E già montano malumori e reazioni da più parti.

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“L’Italia è da sempre la patria del vino - spiega il senatore Stefàno - nel testa a testa storico con la Francia siamo tornati ad essere il primo Paese produttore di vino al mondo, non solo per quantità. La nostra stessa storia è intrecciata fittamente con quella del vino. L’Italia enologica è una fotografia culturale, economica e sociale che lascia senza fiato: una sconfinata distesa di viti che dalle Alpi arriva al Sud e alle Isole".

"Colline, montagne, mare: il paesaggio italiano in tutte le sue declinazioni, è stato disegnato dalla vite, dalla sua coltivazione, dalla sua diffusione", prosegue Stefàno, che è stato a lungo Assessore all'Agricoltura della Regione Puglia sotto la presidenza Vendola. "In ogni regione del nostro Paese si coltiva, da sempre, la vite ed ognuna di essa possiede varietà differenti di vitigni autoctoni: tantissime varietà di uve, millenarie tradizioni culturali e produttive, e una immensa produzione enologica costituiscono un patrimonio unico al mondo. È giunto il momento che anche l’Italia, nell’orgoglio di questa storia e di questo primato, promuova una maggiore consapevolezza e conoscenza, a cominciare da piccoli, dalla scuola dell’obbligo”.

Cantine aperte
 

Ed proprio da questo fronte che la proposta raccoglie le reazioni "trasversali" più accese, per l'immobilismo e le scelte "a perdere" da tempo in atto nella Scuola, e  per il campo libero lasciato a iniziative "estemporanee" - sia pur legittime negli intenti - influenzate però da "palesi interessi commerciali". Testimonianza di una sorta di deriva culturale proprio nei presìdi istituzionali che dovrebbero, invece, tutelarne e valorizzarne carica identitaria nazionale e patrimonio formativo.

Più diretta, dal versante socio-sanitario, la denuncia dell'ARCAT - Puglia (Associazione Regionale Club Alcologici Territoriali) e del suo presidente Giovanni Aquilino (vedi nota correlata, ndr).

In sintesi, il filo comune delle reazioni è la ricerca di un senso del DDL annunciato e della relativa opportunità temporale: "Nel Paese con la maggiore concentrazione di beni culturali, lo stesso che non riesce a "creare valore" dalla loro vicinanza e dalla loro gestione; nel Paese del melodramma e della Lirica italiana, conosciuti e apprezzati nel mondo intero, ma ignorati dai programmi di studio e d'istruzione ministeriali, ad eccezione dei Conservatori e Licei musicali: strutture, queste ultime, che si appresta a chiudere".

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"Nel Paese che anziché aumentarle e inserirle nei programmi d'ogni ordine e grado d'istruzione, riduce il numero di ore di Storia dell'Arte ("programmi già pieni di contenuti" secondo il ministro Giannini e in precedenza il ministro Gelmini), come se essa non fosse alla base di ogni processo di formazione nazionale e di ogni approccio "serio" a qualsiasi discorso sul turismo non solo culturale".

E ancora. "Nel Paese della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall'Unesco 'Patrimonio Immateriale dell'Umanità', il cui alfiere resta l'Olio Extravergine d'Oliva e nella sconfinata estensione di ulivi, in gran parte secolari e veri e propri monumenti nazionali, le cui radici identitarie affondano molto di più nella sua storia, nelle sue tradizioni e nel patrimonio espressivo dei suoi terroir".

Con il senatore Dario Stefàno, alla conferenza stampa di giovedì 24 marzo 2016 alle ore 11:30 presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica - Piazza Madama a Roma. interverranno: Attilio Scienza, Professore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi, Domenico Zonin, Presidente Unione Italiana Vini e Sandro Boscaini, Presidente Federvini.

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblicato sul tema: Le domande di ARCAT - Puglia a Dario Stefàno

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