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Taranto, Lega Navale: la bellezza tra le barriere
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Il grido esasperato di chi la bellezza è costretto a scorgerla oltre le barriere che generano altre barriere... Soprattutto quando le soluzioni trovate e applicate servono a 'mettere a posto le coscienze', piuttosto che a favorire una corretta e sostenibile convivenza. Coscienze che dovrebbero, invece, soffrire le pene che il Sommo Poeta attribuirebbe ai superficiali e agli approssimativi. "La bellezza salverà il mondo".... un po' difficile immaginarlo, se il percorso sarà lastricato da questo tipo di buone intenzioni! (ndr)

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di Lucia Pulpo

Venerdì 15 settembre si è svolta la cerimonia d’inaugurazione del servo-scale presso la Lega Navale di Taranto.

Occasione imperdibile per portare la mia sedia a rotelle nella parte bassa del lungomare, dove non sono mai potuta andare perché: quando furono fatti i lavori per la passeggiata sotto il lungomare, io ero già sulle 4 ruote e la discesa è troppo ripida per le mie braccia.

Il lungomare di Taranto è 15 m, circa, sul livello del mare, dall’alto la vista è splendida ma la passeggiata a livello del mare dà la sensazione di toccarlo ed essere parte della sua natura.

Piena d’entusiasmo sono accorsa alla Lega Navale, dove alcuni amici - disabili come me - si sono immersi per una dimostrazione sportiva in vista della gara “Dominate the water”, aperta a tutti noi e svoltasi nei giorni successivi.

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Alle 16,00 in punto mi sono affacciata al cancello, dove ho trovato un affollamento di gente con e senza rotelle: tutti preoccupati, perché il montascale non stava funzionando. Quando ha ripreso a muoversi, abbiamo scoperto non esserci una pulsantiera o qualcosa per chiamare la pedana. Quindi ogni accompagnatore è sceso, per risalire col montascale per portare la pedana ai piedi delle nostre sedie.

Sono salita titubante non perché temessi di risalire in braccio al ginnasta che mi aiutava, titubante perché la pedana è stretta al punto che altre sedie, tipo quelle elettriche, non possono usufruirne.

Fortunatamente, il meccanismo si è inceppato 3 volte mentre scendevo, dandomi così la possibilità di godere del panorama mozzafiato: il cielo spalancato su Mar Grande spazza via tutte le ansie e le paure provocate dalla discesa a saltelli, mantenendosi stretta alla maniglia del montascale perché uno sternuto improvviso provocherebbe l’uscita della ruota dalla pedana e poi…

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Arrivati a destinazione è stato emozionante vedere persone passare con la muta dalla terra al mare, sentire i racconti delle loro esperienze. Tutto questo prima del taglio del nastro, prima che arrivassero autorità e telecamere ad indossare meriti, senza neppure la curiosità di constatare le difficoltà incontrate o risolte. Fra di noi ci siamo detti “si può fare”, ma lo abbiamo detto a voce bassa perché il pomeriggio era ancora lungo e le premesse non hanno dato prova d’affidabilità.

Il taglio del nastro è stato anticipato dalla fanfara, poi la passerella di gente in giacca e cravatta a spendere parole sull’inclusività, sul montascale come volano per la città verso il raggiungimento di “Capitale Europea dello Sport” come è stato dai tempi dell’antica Grecia, lo testimonia la tomba dell’atleta conservata al museo MarTA.

Sopra queste parole si sono addensate nuvole chiare e leggere rotte dai colori di un tramonto luminoso e dolcissimo come il silenzio della “SMagnifica Sofia”, madrina della manifestazione, troppo piccola per avere un giudizio critico sull’ausilio appena provato.

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Chissà se, anche lei, è stata attirata più dall’orizzonte dietro al sipario a dispetto di Fanfara e compagnia bella. Fra le voci c’era quella del rappresentante della direzione regionale dell’INAIL. La pedana montascale è stata realizzata con i soldi dell’ente pubblico INAIL. I ben informati assicurano siano stati spesi 60.000 €, per un bellissimo mezzo non accessibile a tutti, particolarmente esposto a vento, salsedine, pioggia o, peggio, mare in burrasca. A quel prezzo avrebbero potuto fare un ascensore pratico per tutti o, almeno una copertura e qualche cm in più di pedana.

Sono molto contenta di essere andata all’inaugurazione prima di dover imparare l’urlo di Tarzan per segnalare la mia presenza e calarmi con la liana nella giungla cittadina.

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taranto barriere lega navale servo-scale disabili belezza tarzan grido piattaforma pedana








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