Le regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Marche e Abruzzo hanno chiesto al governo di bloccare le trivellazioni nel mare Adriatico e Ionio per cercare il petrolio. “Abbiamo firmato a Termoli un manifesto che oggi è stato aperto alla firma di tutte le altre regioni italiane”, fa sapere il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
Attorno al tavolo a Termoli, si sono riuniti i presidenti delle Regioni Abruzzo (Luciano D’Alfonso), Basilicata (Marcello Pittella), Molise (Paolo di Laura Frattura), Puglia (Michele Emiliano), il vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini, e per la Calabria l’ assessore all’Ambiente, Antonella Rizzo. Erano inoltre presenti gli assessori all’Ambiente di Abruzzo (Mario Mazzocca), Basilicata (Aldo Berlinguer) e Molise (Vittorino Facciolla). Una riunione convocata per concordare una linea comune in difesa dell’ambiente marino a rischio trivellazioni a seguito dello Sblocca Italia.


Ivan Jakovcic, ex presidente dell’Euroregione Adriatica ed europarlamentare della Croazia, sottolineato che la sua presenza è legata all’esigenza di “ascoltare i presidenti delle Regioni italiane interessati per il problema dell’Adriatico, le trivellazioni ed anche altre cose che abbiamo in comune su questo nostro bellissimo mare. Essendo relatore della strategia europea per l’Adriatico ed il mare Ionio, sono venuto ad ascoltare i presidenti perché vorrei che la voce delle regioni italiane si senta al Parlamento europeo – ha proseguito Jakovcic – devo sicuramente ascoltare quello che arriva dal basso, convinto che è sempre quello più vicino ai cittadini per cui è importante seguire questo evento e riportare poi quello che sentirò a Bruxelles ed a Strasburgo”.


Bisogna che ci si renda conto che “sei regioni sono per un no assoluto alle trivelle in mare, c’è bisogno di mettere mano alla normativa nazionale proprio sull’off-shore e di rivedere sostanzialmente con le regioni anche la normativa sulle estrazioni a terra, per meglio calibrare la capacità e sostenibilità dell’utilizzo di un territorio”. E’ questa l’opinione del presidente della Basilicata Marcello Pittella al termine della riunione delle regioni adriatiche a Termoli. E mentre il Presidente lucano si dice fiducioso nell’incontro con il governo (“Ci approcciamo in maniera costruttiva”), ricorda i problemi che si sono vissuti nella sua regione: “In Basilicata abbiamo esattamente un corto circuito legato ad anni in cui non sempre ci sono state le ricadute legate all’utilizzo di questa risorsa. Non sempre c’è stata la giusta attenzione all’ambiente, all’habitat naturale della nostra regione, ed oggi i nodi vengono al pettine”.

L’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo ha commentato l’assenza dell’Emilia-Romagna a Termoli, dove sei Regioni adriatiche oggi hanno ribadito il ‘no’ alle trivelle in mare, sottolineando che “l’’Emilia-Romagna non si è mai sfilata da alcun confronto, anzi saremmo ben contenti di farlo, nelle sedi giuste, ci piacerebbe farlo al tavolo delle Regioni, e poi nel dialogo con il Governo”. La Conferenza delle Regioni è per Gazzolo la sede corretta per discuterne, e come mai si sia arrivati alla riunione di Termoli “va chiesto alle sei Regioni” che si sono incontrate lì. L’assessore lo ha detto commentando con l’Ansa l’incontro avuto proprio con una delegazione degli scienziati di energiaperlitalia.it, coordinati dal chimico Vincenzo Balzani, che ha ribadito anche in questa occasione che “l’estrazione di idrocarburi in Italia è un affare per l’industria petrolifera, ma non per lo Stato e tanto meno per le Regioni né per i Comuni che vedono i loro territori gravemente degradati e talvolta devastati”. Docenti e ricercatori hanno rilanciato il “patto” già proposto invano al Governo, basato su “tre punti: ridurre il consumo di energia, attraverso incentivi fiscali e semplificazione normativa”; nello stesso modo ridurre “l’uso dei combustibili fossili” e promuovere le “rinnovabili”. “Tanta parte di quel che viene chiesto – afferma l’assessore – è quel che stiamo facendo in Emilia-Romagna con il Piano Aria, il Piano Energia, la proposta di legge sull’economia circolare nei rifiuti, l’attenzione alla Blue Growth Strategy europea. Certo nel loro documento viene detto ‘via tutto’, da domattina, ma chi amministra deve tradurre in atti la strategia: noi lo stiamo facendo, governando il cambiamento”.
Concluso anche il primo incontro presso il ministero dello Sviluppo economico con il sottosegretario Vicari, per l’avvio del dialogo tra regioni e governo in questa materia è fondamentale. Il sottosegretario Vicari si è riservato di dare una risposta al più presto. Intanto, il prossimo incontro è stato riconvocato già per la settimana prossima.
Le Regioni precisano che in mancanza di chiarezza, o comunque se non si trova un’intesa, i consigli regionali potranno avviare, come previsto dalla Costituzione, la procedura del referendum contro le norme che consentono le trivellazioni. Ed Emilinao coglie l’occasione: “Rivolgo un particolare ringraziamento a tutte le associazioni mobilitate a tutela del mare che erano in presidio a Roma”.
(gelormini@affaritaliani.it)
